“Il cielo di Roma”, la ricerca contenutistico-evocativa di Aiello – RECENSIONE

Disponibile dal primo gennaio il nuovo singolo del cantautore calabrese, terzo estratto da “Ex-Voto”

Dopo aver raccolto i frutti con i precedenti singoli Arsenico e La mia ultima storia, dopo una lunga semina e una lunga gavetta, per Antonio Aiello è tempo di conferme (qui la nostra recente intervista). Si intitola “Il cielo di Roma” il brano scelto come terzo estratto dall’album Ex-Voto, pubblicato lo scorso 27 settembre, un disco onesto e sincero proprio come questa canzone, una fotografia di un rapporto di coppia, un racconto autobiografico in cui ognuno di noi può facilmente immedesimarsi. Intimità e profondità sono le due colonne portanti della poetica del cantautore calabrese, che si mette nuovamente a nudo raccontando il proprio vissuto, raccontando del suo rapporto con la città che lo ospita ormai da diversi anni.

Il tutto condito dalla nostalgia e dai ricordi che, inevitabilmente, riaffiorano perché parte integrante del nostro bagaglio di vita. In tal senso, “Il cielo di Roma” è un brano evocativo ma, al tempo stesso, d’impatto, perché descrive in maniera precisa e puntuale il concetto di bellezza, in maniera attuale e contemporanea, con un linguaggio comprensibile ma non banale. La musica di Aiello è trasversale, lo dimostrano i suoi versi capaci di suscitare emozioni senza tempo, eterne proprio come la Capitale.

La sofferenza trasmessa attraverso il suo originale e distinguibile timbro vocale non fa altro che impreziosite il tutto, con la magia che soltanto parole e note sapientemente assemblate riescono a regalare. Il parlato utilizzato nello special, infine, rende questo pezzo ancora più immediato, sottolineando la grande forza narrativa e descrittiva della sua interpretazione, a metà tra cantautorato classico e liriche urban. Tutto ciò rende Aiello una delle novità discografiche più incoraggianti e rassicuranti degli ultimi tempi, in poche parole: tutto ciò che serve per una ripresa contenutistica della nostra beneamata musica leggera italiana.

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Il cielo di Roma | Audio

Il cielo di Roma | Testo

Tutte le volte che sono in volo
mi torna in mente la maestra Gianna
“suo figlio è molto intelligente
ma sta sempre con la testa tra le nuvole”

Mia madre non sapeva cosa dire
i voti erano comunque buoni
e poi la Gianna aveva ragione
lei mentre spiegava io giocavo col sole

Certe cose non cambiano
molte di queste rimangono
come tutte le volte che ti incontro per strada
e la strada si alza a me pare di stare

Sopra il cielo di Roma
sopra il cielo di Roma
sopra il cielo di Roma
a fissare la notte
a toccare le stelle con te

Tutte le volte che scendo in Calabria
mi torna in mente che il mare mi manca
correvo in spiaggia per fumare in pace
quando litigavo e tu rubavi la mia voce

Mio padre mi cercava sul telefonino
ma sul telefono c’era la musica
così io toglievo la linea per ore
e iniziavo a salire sulle nuvole buone

Certe cose non cambiano
molte di queste rimangono
come tutte le volte che ti incontro per strada
e la strada si alza a me pare di stare

Sopra il cielo di Roma
sopra il cielo di Roma
sopra il cielo di Roma
a fissare la notte
a toccare le stelle con te

Torneranno quelle notti in vespa
io, tu e il montone di mio padre
le sue tasche larghe, le tue mani fredde
torneranno le pizze e poi l’amore
il cane che vuole salire sul letto
e tanto noi saremo già saliti sul tetto
e se piove? Ma che importa
non dirmi che non vuoi bagnarti

Torneranno i cinema d’estate
le corse a casa dopo il mare
le lucciole a Roma come diceva Lorenzo
e sarà bellissimo di nuovo
tanto Roma è bella sempre
quasi come noi

Certe cose non cambiano
molte di queste rimangono
come tutte le volte che ti incontro per strada
e la strada si alza a me pare di stare

Sopra il cielo di Roma
(certe cose non cambiano)
sopra il cielo di Roma
sopra il cielo di Roma
(certe cose non cambiano)
a fissare la notte
a toccare le stelle con te
(sopra il cielo di Roma)

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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