Recensione del nuovo album d’inediti del cantante

Arriva a soli pochi mesi dalla prima edizione del progetto la nuova versione sanremese dell’album Il sole ad est – Sanremo Edition, l’ultimo progetto discografico d’inediti di Alberto Urso che, come tradizione vuole, dopo la vittoria del talent show Amici di Maria de Filippi ha raggiunto in men che non si dica il palco del Teatro Ariston in Riviera per consolidare ancor di più il successo ottenuto nel corso degli ultimi mesi grazie alla sua esperienza televisiva.

Oltre agli otto brani già contenuti nella versione originale del progetto (di cui qui trovate la nostra completa recensione) sono presenti altre cinque tracce inedite tra cui, ovviamente, la title-track Il sole ad est presentata al pubblico in occasione della partecipazione al Festival di Sanremo 2020. In una classica dimensione del pop-lirico già esplorato dal giovane Urso, e ampiamente sviscerata sul palco del Teatro Ariston nel corso della storia della musica italiana da Claudio Villa fino agli ultimi Andrea Bocelli e Il Volo, l’artista catanese si trova a raccontare di amore e di vita in un senso nascente come fa una stella, il sole, fungendo, poi, da punto di riferimento costante per tutto l’arco della sua vita giornaliera. La voce si gonfia, i violini accendono l’arrangiamento e l’inciso gioca tutto sulle variazioni tra sussurro dolce e malinconico tipico del pop ed acuti potenti e crescenti appartenenti al mondo lirico.

Arrivano, poi, altri due brani inediti che arricchiscono l’intero nuovo progetto: c’è la Oltre mare cantata con Giordana Angi e c’è la più pop Invincibile. Nella prima è la scrittura della brava cantautrice italo-francese a venir messa in prima luce giovando, di riflesso, anche al bel mix di voci che si rende capace di unire pop e lirica, delicatezza vocale femminile e potenza maschile, il paesaggio all’orizzonte di una città delineata e concreta e l’attenzione per il sentimento che appare inafferrabile ed irraggiungibile dalla dimensione dello spazio-tempo. Nella seconda, invece, si punta, piuttosto, ad un linguaggio più ego-riferito con una dimensione musicale decisamente pop nelle sue destinazioni ed intenzioni. Federica Abbate e Cheope, che ne sono autori insieme a Fabio Gragiulo, tentato di portare Alberto all’interno di un mondo musicale più esile, alleggerito di sovrastrutture vocali e timidamente orientato alla costruzione di un pop più contemporaneo a cui, però, la vocalità, pur con fatica ed impegno, ancora non riesce ad accostarsi con credibilità.

Concludono la riedizione Unbelievable, versione inglese dell’inedito ‘Indispensabile’ che ha contrassegnato l’esordio discografico di Alberto Urso in quel di ‘Amici di Maria de Filippi’ nemmeno un anno fa e che in questa sua versione internazionale suona estremamente più soffice, delicata ed ovattata nei suoni e nella voce, e la cover della celebre Your song che Elton John fece grande nel mondo nel 1970 e che qui viene resa con una versione estremamente orchestrale e sinfonica quasi per costringere Alberto ad una modulazione attenta della voce e della sua dinamica per discostarsi il più possibile dalla resa vocale dell’interprete originale che risulta sempre tagliente, penetrante ed immediata.

In questa riedizione sanremese del progetto dello scorso autunno sono numerosi i punti d’interesse e di riflessione, molti di più di quanti non ne erano stati presentati tra l’EP post talent e la versione originale di questo album. Innanzitutto Alberto pare essersi indirizzato verso una ricerca minimale e, se vogliamo, in un certo senso pop-centrica: lo testimonia l’utilizzo costante di un’orchestrazione quasi totalmente sinfonica che si avverte negli arrangiamenti dei nuovi brani oltre che la rinnovata ricerca di grandi nomi autorali chiamati a raccolta dal mondo del pop italiano per confezionare un brano che non sappia di lirico ma che, piuttosto, porti il marchio pop all’interno del repertorio della voce di Messica.

Malgrado questi tentativi risultino quindi, in un certo senso apprezzabile, la strada da percorrere è ancora molta e la scelta di campo in cui stare rimane la grande domanda a cui Alberto dovrà necessariamente dare una risposta entro poco: la ricetta dell’inciso che porta con sè l’esplosione vocale con l’immancabile acuto e che, poi, si sposa ad un uso della ritmica dettato soltanto dall’esigenza di “svecchiare” un pop-lirico che, altrimenti, non avrebbe alcun appeal nel mercato d’oggi deve necessariamente essere rivista e modulata. Bella voce, buone intenzioni ma canzoni ancora troppo deboli, ancora troppo “usuali”, ancora troppo confuse rispetto alla direzione da adottare e tenere. Piacevole per un ascolto, il secondo potrebbe già essere troppo per come la musica oggi è intesa.

Migliori tracce | Oltre mare

Voto complessivo | 6.5/10

Tracklist |

  1. Il sole ad est
    [Piero Romitelli, Gerardo Pulli]
  2. Invincibile 
    [Federica Abbate, Cheope – Federica Abbate, Cheope, Fabio Gargiulo]
  3. E poi ti penti
    [Francesco Silvestre – Diego Calvetti]
  4. L’oro del mondo 
    [Briga]
  5. Da qui all’eternità
    [Federica Camba]
  6. Non sono più lo stesso
    [Francesco Silvestre]
  7. Resta per sempre
    [Ermal Meta, Daniela Chiara]
  8. Solo con te
    [Giordana Angi – Alberto Urso]
  9. Il mondo tranne te
    [Ermal Meta]
  10. Se fossi aria
    [Gerardo Pulli, Piero Romitelli]
  11. Oltre mare feat. Giordana Angi
    [Giordana Angi]
  12. Unbelievable
  13. Your song

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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