Alessandra Amoroso

Recensione dell’album che mette insieme le due diverse anime dell’artista salentina

Dopo 3 anni dall’ultimo progetto discografico, due estati passate da protagonista insieme ai Boomdabash e la voglia di esplorare nuove sfumature di sè Alessandra Amoroso è tornata con Tutto accade. Il nuovo album d’inediti dell’artista salentina, l’ottavo della sua carriera, è un disco che sa tanto di sè e che prova, con ben 14 canzoni in tracklist, a definire i nuovi contorni della Sandrina di oggi senza dimenticare quella di ieri ma volendo fortemente provare ad aggiungere qualcosa. Quattordici canzoni ma anche tanti autori, vecchi e nuovi, e diversi produttori per mettere in piena luce, almeno negli intenti, due diversi lati della musica di Alessandra Amoroso.

Gli up-tempo e la voglia di stupire |

Una delle due componenti di ‘Tutto accade’ è sicuramente quella degli up-tempo e della leggerezza che Alessandra Amoroso ha a lungo inseguito. Se fin da ‘Vivere a colori’ Alessandra ha voluto dare nuove sfumature al proprio repertorio anche in questo album non mancano le occasioni per ascoltarla alle prese con brani più spensierati. Non è un caso che il disco si apra con Sorriso grande (di cui qui la nostra recensione) che poi ha fatto anche da primo estratto radiofonico. “Mi sento innamorata di questa vita” canta Alessandra lasciandosi andare ad un ritornello disimpegnato e leggero. Proprio come quello della successiva Tutte le volte che, ancor più proiettata al disimpegno, gioca con una scrittura ad incastro.

Le vere sorprese su questo versante, però, arrivano grazie ai (non ancora ma) potenziali singoli AleAleAle, dotata di un’evoluzione melodica inedita, e Tutto accade, che ancor di più approfondisce questa volontà di andare oltre e superarsi. La vera novità non è costituita dai temi o dalla musicalità ma dalla stessa scrittura e dalla capacità di Alessandra di confrontarsi con cantati e sonorità finora mai approfondite o sfruttati.

Alessandra Amoroso 2021

L’interprete di classe e le ballate più intense |

Alessandra, però, per il pubblico è divenuta, nel corso degli anni, “la Amoroso” soprattutto grazie alle sue ballate e alle sue interpretazioni struggenti e sentite. Anche questo disco ne offre una testimonianza presentando diversi episodi credibili. In cima all’elenco va inserita Canzone inutile, vero e proprio asso nella manica che non solo da occasione alla salentina di mettersi nuovamente alla prova con un’interpretazione di classe ma presenta sotto una luce diversa la squadra autorale di Abbate, Hunt, Cheope, Takagi e Ketra. La storia di un amore che si spera “che se nasce poi non finisce” fa da sfondo ad “un’altra inutile canzone per te” e offre ad Alessandra l’opportunità di prestare la propria voce a dei versi intensi senza sfruttare uno di quei crescendo a cui spesso ha abituato in queste occasioni. Un modo per dimostrare una raggiunta maturità artistica.

Altre tracce, però, forniscono all’interprete salentina l’opportunità di dimostrare la propria intensità interpretativa. Tra questa spicca sicuramente Tutte le cose che io so, una dedica struggente ed emozionale direzionata al ricordo della nonna attraversando momenti d’infanzia, il tema della morte, gli insegnamenti e l’alzheimer. Grazie ad un arrangiamento orchestrale che recupera gli strumenti più classici e ad una vocalità che sfrutta tutta la propria intensità il risultato è quello di un brano capace di donare all’ascoltatore una carezza e, contemporaneamente, un pugno allo stomaco.

A chiudere il cerchio delle tracce più intense è la bella Il nostro tempo. In una dedica emozionale indirizzata alla giovane nipote, Alessandra interpreta per la prima volta le parole di Giordana Angi che, come sempre, dona al brano il proprio marchio autorale che, però, molto più che in altre occasioni trova nell’interprete salentina un’artista capace di impossessarsene.

Un ricco crossover tra ieri e domani |

La parte più ricca del disco finisce per andare a ricoprire il ruolo più rassicurante. Da una parte c’è la Sandrina di sempre, quella che racconta d’amore e lo fa con una voce potente, dall’altra, però, c’è quell’esigenza di mostrarsi nuova, più attuale e ricercata soprattutto nei suoni. In questo senso una potenziale bella ballata pop come Piuma, che s’interroga sulla fine di un sentimento capendo che “non s’impara mai ad essere felici”, finisce per adottare un arrangiamento 2.0 con suoni che rievocano l’electropop preferendolo ad archi e pianoforte che, nei primi anni di carriera, avrebbero sicuramente adornato questo brano “alla Amoroso”.

Alessandra Amoroso Tutto accade

Tra i brani che maggiormente si avvicinano al passato musicale della voce di ‘Immobile’ si colloca quella Ti vedo da fuori siglata dalla storica coppia autorale di Camba-Coro (qui affiancati da Virginio) che si confermano le penne più adatte a ricordare (con un certo velo di nostalgia per i fan più storici del pop all’italiana) un passato repertorio. Un plauso va fatto, ancora una volta, all’evoluzione di tale ricetta elaborata con capacità dalla coppia di Roberto Casalino e Davide Simonetta che per Un senso ed un compenso riescono a mettere in campo un pezzo pop accessibile conservando una testualità articolata, fotografica e poetica in passaggi che hanno tutte le potenzialità di catturare l’attenzione dei cuori più sensibili.

Sulla medesima scia si piazza Un’impressione, dotata di un bel crescendo sullo sfondo di una chitarra acustica. Più dirottata verso direzioni up-tempo con un taglio più estetico risultano essere quella Una strada per l’allegria targata da Daniele Magro e Che senso ha marchiata, invece, dalla brezza primaverile della penna di Federico Zampaglione dei Tiromancino. Molto più calata nell’attualità media è Il bisogno che ho di te che di Dardust, che è alla produzione, porta un sigillo quanto mai evidente.

In conclusione |

Alessandra Amoroso - Tutto accade

Alessandra Amoroso con questo Tutto accade si è trovata di fronte alla necessità di mettersi alla prova. Il passato ed il futuro da coniugare, una maturità interpretativa da dimostrare anche con testi più personali, la necessità di non scontentare il pubblico più tradizionale e, contemporaneamente, non dimenticare le nuove logiche del mercato mainstream. Il risultato è un disco che guarda agli uni e agli altri. Non lo fa, però, per strategia o piaggeria. Lo fa, piuttosto, perchè l’interprete salentina negli anni ha maturato diverse sfumature per dare forma a tutte le sue diverse personalità.

Se da una parte il repertorio più credibile rimane quello delle ballate pop intense e strumentali non mancano episodi più leggeri e positivi. Ciò che più è evidente, però, è l’eliminazione degli eccessi: nessuna sperimentazione fuori misura verso il nuovo che avanza, nè un qualche episodio spudoratamente aderente ai tempi andati. Non c’è traccia di rap, distorsioni, duetti o nuove mode e, contemporaneamente, ben poca ne rimane di violini, crescendo vocali o struggimenti adolescenziali. Alessandra Amoroso è alla ricerca dell’equilibrio e “Tutto accade”, più di altri episodi, le ha offerto l’opportunità di avvicinarvisi sensibilmente.

Migliori tracce | Tutte le cose che io so / Canzone inutile

Voto complessivo | 8.3/10

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Tutto accade | Tracklist e stelline

  1. Sorriso grande ★★★★★★★½
    [Davide Petrella – Dario Faini]
  2. AleAleAle ★★★★★★★½
    [Paolo Antonacci – Dario Faini]
  3. Canzone inutile ★★★★★★★★★☆
    [Federica Abbate, Cheope, Rocco Hunt, Takagi, Ketra]
  4. Piuma ★★★★★★½☆
    [Alessandra Amoroso, Davide Petrella – Francesco ‘Katoo’ Cattiti, Davide Petrella]
  5. Il bisogno che ho di te ★★★★★
    [Paolo Antonacci – Dario Faini]
  6. Un senso ed un compenso ★★★★★★★★★☆
    [Roberto Casalino, Davide Simonetta]
  7. Che sapore ha ★★★★★★★½
    [Federico Zampaglione]
  8. Ti vedo da fuori ★★★★★★½☆
    [Federica Camba, Daniele Coro, Virginio]
  9. Un’impressione ★★★★★★★☆☆
    [Roberto Casalino, Davide Simonetta]
  10. Tutte le volte ★☆
    [Davide Petrella – Francesco ‘Katoo’ Cattiti, Davide Petrella]
  11. Una strada per l’allegria ★★★★★★★★
    [Daniele Magro]
  12. Il nostro tempo ★★★★★★½☆
    [Giordana Angi, Antonio Iammarino]
  13. Tutte le cose che io so ★★★★★★★★★
    [Federica Abbate, Cheope, Fabio Gargiulo]
  14. Tutto accade ★★★★★★☆
    [Federica Abbate, Cheope, Dario Faini, Takagi, Ketra]
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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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