Reduce dal suo ottavo Sanremo, per l’artista ciociara è tempo di consapevolezza e di nuova musica

E’ cresciuta sul palco dell’Ariston Anna Tatangelo, da quindicenne doppiamente fragile si è aggiudicata la vittoria della sezione Nuove Proposte di Sanremo 2002, per poi scoprirsi ragazza prima e donna poi. A diciassette anni dall’esordio, la ritroviamo matura, consapevole e concentrata a domare le proprie emozioni mostrando una tecnica sorprendente, risultato di tanti anni di esperienza dal vivo. Alla notevole precisione vocale si alternano le suggestioni tipiche del più nobile dei sentimenti, che fa da tappeto e da tema centrale de “Le nostre anime di notte”, intensa ballad composta per lei da Lorenzo Vizzini.

Un bella canzone d’amore, dunque, come nella migliore delle tradizioni sanremesi, che stona con gran parte delle altre proposte musicali di quest’annata ma che, forse, proprio per questo, ci regala qualcosa in più, esattamente tutto quello che ci si aspetta da Anna Tatangelo. Nel testo vengono sviscerati gli stati d’animo tipici di una crisi di coppia e tutte quelle dinamiche che toccano la sfera privata di ognuno di noi.

Si parla di bugie e di parole non dette, di frasi da dimenticare e di perdita di complicità, con la consapevolezza che continuare a negare l’evidenza e le difficoltà sia soltanto sinonimo di una più recondita fragilità. Superate le remore, ci si rende conto che c’è un legame più grande, che va oltre ogni criticità e ogni ragionevole dubbio, consci che mai ci si potrà veramente perdere.

L’interprete ciociara si racconta senza più paura di mettersi a nudo, infischiandosene dei pregiudizi che hanno contaminato parte della sua carriera, alleggerita da un peso di cui è finalmente riuscita a liberarsi. Il brano non è certo tra le cose migliori realizzate sino ad oggi, ma è rappresentativo della sua condizione personale e artistica, oltre ad avere il merito di riuscire ad evidenziare le sue innegabili capacità canore troppo spesso sottovalutate, ma ne “Le nostre anime di notte” non c’è soltanto precisione, bensì tanta spontaneità e quel cuore che batte a tempo di una ritrovata serenità.

Bisogna dare atto all’artista della propria trasversalità e completezza, una giovane veterana che merita un posto d’onore nel panorama musicale italiano, nonostante la ventiduesima posizione in classifica che possiamo considerare anche onesta, perché rispecchia il sentimento popolare espresso attraverso il televoto (qui le statistiche serata per serata), ma questo Sanremo ha un’importanza diversa, che va al di là delle graduatorie e degli indici di gradimento.

Ben venga questo terzultimo posto a patto che ci si sforzi di mettere al centro degli elogi e delle critiche unicamente la canzone e la performance, perché questa volta, per la prima volta, il chiacchiericcio ha lasciato spazio all’indole e al talento. Sia di giorno che di notte, l’anima di Anna Tatangelo, oggi, è più limpida che mai.

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

2 thoughts on “Anna Tatangelo doma le proprie emozioni ne “Le nostre anime di notte” – RECENSIONE”

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