Recensione del nuovo album d’inediti della cantante ligure

A due anni e mezzo dal disco che l’aveva vista, forse per la prima volta in carriera, davvero convincente a livello di riscontro Annalisa torna con un nuovissimo progetto discografico d’inediti dal titolo Nuda che ha l’obiettivo dichiarato di proseguire sulla strada tracciata approfondendola e mettendola sempre più a fuoco per trovare uno spazio totalmente proprio e riconoscibile. Un album che, dunque, arriva dopo un buon successo e che, anche attraverso i diversi singoli anticipatori, ha voluto confermarsi più che inventarsi, proseguire piuttosto che ricominciare, e questo, in alcuni casi, può essere un valore aggiunto in quanto scelta che appartiene a chi ha individuato la propria cifra artistica ed intende consolidarla sempre più.

Ed è così che il viaggio di Annalisa trae origine da ‘Bye bye’ (di cui qui la nostra recensione) e ne ricalca il percorso, le scelte, le dinamiche quasi rivelandosi come una seconda versione, un nuovo spaccato sul medesimo oggetto scrutato. E come nel precedente progetto ‘Il mondo prima di te’ ricopriva il posto della power-ballad anticipando la pubblicazione dell’album anche in questo caso Tsunami s’incarica dello stesso ruolo oltre che della stessa dimensione musicale. Tutto rimane fedele alla traccia originale: il racconto di un rapporto a due, la crescita vocale sul finale, lo special che smorza i toni per poi esplodere in un ultimo inciso finale e, persino, gli autori. Una versione 2.0 che consente all’ascoltatore di ricollegare i fili e ad Annalisa di mostrarsi in un territorio che guarda alla dimensione più contemporanea per mezzo dei suoni e di un linguaggio testuale sempre più celato dietro le figure pur senza spingersi troppo lontano da quella dimensione tradizionalmente ‘vecchio-pop’ che risulta ancora rassicurante.

Gli altri singoli anticipatori, invece, raccontavano di un’Annalisa più “sperimentale”, fresca e contemporanea grazie a dei suoni tutti urbani in Houseparty, che riprende per certi versi anche il linguaggio ed i giochi di parole tipici di ‘Bye Bye’, e ad una commistione di generi in Vento sulla luna, che senza troppa immaginazione si affianca a quella che fu ‘Un domani’ con il ruolo di Mr.Rain rivestito, questa volta, da Rkomi che ben si appresta alla sovrapposizione anche per caratteristiche di scrittura.

La parte rimanente del progetto si divide coerentemente in due raggruppamenti che guardano alle esigenze di leggerezza oltre che a quelle di profondità. Al mondo più fresco e spigliato appartiene la title-track Nuda che, probabilmente, risulta essere la traccia più potente a livello sonora grazie ad una produzione che unisce il mondo urban ad elettronica e pop spingendo sulla parte ritmica e realizzando un inciso che funziona e che potrebbe funzionare risultando vincente e, soprattutto, innovativo rispetto alle ultime proposte della Scarrone. Su questa scia si potrebbero collocare anche Bonsai, in cui la dinamica del cantato si avvicina sensibilmente all’espressione più contemporanea favorita anche dalla distorsione elettronica della produzione, e D’oro, in cui la voce rimane impegnata su tempi serrati privi di ampie pause melodiche ma, piuttosto, capaci di affrontare soluzioni quasi rap.

Più poggiate su di un retroterra melodico sono Graffiti, un’altra di quelle power-ballad che suonano come un compromesso ma che si rivelano comunque sempre apprezzabili, Cena di Natale, capace di sviluppare un ritornello in cui la voce recupera quegli spazi più ariosi per esprimersi nei suoi colori più tenui raccontandosi fragile ed in bilico dentro una relazione d’amore, Piove col sole, riconoscibile da un’apertura in cui la voce acquista uno spazio primario prima di lasciarsi andare ad uno special quasi parlato, e A te cosa piace fare, che sfrutta lo stesso schema delle precedenti addolcendo, forse, i suoni e, di conseguenza, il cantato.

A tutto ciò si affianca il ricco contributo di ospiti intervenuti per dar man forte al progetto e alla sua interprete. Oltre al singolo con Rkomi dal mondo rap arriva anche il contributo di J-Ax per Romantica, dove una buona intuizione di Annalisa non viene sfruttata al massimo dal rapper che da qualche tempo non azzecca delle barre così incisive e che stavolta si riduce a citare ancora Greta Thunberg, di Chadia Rodriguez in Principessa, che sfrutta l’idea del duetto al femminile per affrontare il brano più urban del disco utilizzando l’ospite in chiave quasi rap, e di Achille Lauro per la conclusiva N.U.D.A. (Nascere Umani Diventare Animali), che costituisce senza ombra di dubbio l’episodio più sperimentale soprattutto grazie all’apporto portato dal visionario artista romano che, pur in pochi secondi, riesce a portare il brano fuori da binari che, dopo 12 tracce, già risultavano prevedibili nella loro destinazione.

Questo Nuda si rivela essere, come da aspettative un disco pensato e curato per garantire e garantirsi una continuità e, forse proprio per questo, un progetto che non punta affatto a sorprendere e che, alla lunga, risulta essere forse fin troppo prevedibile. Annalisa in questi ultimi due anni è cresciuta impegnandosi maggiormente nella scrittura e ricercando dei suoni più curati capaci di rappresentarla ma ha compiuto l’errore, se così si può dire, di non essere riuscita a trovare la canzone-manifesto capace di consacrarla per davvero e di lanciare questo nuovo progetto in grande stile. Nel complesso questo album si rivela essere un disco onesto, sentito e curato a cui manca, però, il coraggio di differenziarsi dal proprio predecessore (ed i secondi capitoli di una saga sono sempre meno apprezzati degli apripista se non si distaccano, si sa) e, contemporaneamente, da se stesso quando, nel giro di 13 tracce, diventa a volte difficile trovare delle differenze sostanziali tra una canzone e l’altra. Se ora Annalisa si sente nuda verrebbe quasi da dire che lo fosse stata anche per l’ultimo progetto dove però, ad onor di cronaca, una differenziazione interna più marcata era presente. Inutile tornare sulla questione della vocalità: che Annalisa possa e meriti cantare canzoni d’altro stampo e levatura è un dato di fatto detto e ridetto (e le cover che in più occasioni ha interpretato lo dimostrano) ma, purtroppo, questo non è il tempo giusto per quelle scelte. Almeno non per lei che ha dovuto, dopo anni di tentativi, assumersi la responsabilità di guardare ad altri territori musicale obbligatoriamente.

Migliori tracce | Tsunami / Nuda

Voto complessivo | 6.7/10

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Nuda | Tracklist e stelline

  1. Nuda ★★★★★★½☆☆
    [Annalisa, Davide Simonetta, Paolo Antonacci, Luca d’Amico, Jacopo Matteo]
  2. Romantica feat. J-Ax ★★★★★★☆☆
    [Annalisa, J-Ax, Danti, Michele Canova Iorfida, Yves Agbessi]
  3. Tsunami ★★★★★★★☆☆
    [Annalisa, Davide Simonetta, Alessandro Raina]
  4. Houseparty ★★★★★★☆☆
    [Annalisa, Davide Simonetta, Jacopo Ettore]
  5. Cena di Natale ★★★★★★½☆☆
    [Annalisa, Danti, Michele Canova Iorfida]
  6. Bonsai ★★★★★★★☆☆
    [Annalisa, Davide Simonetta, Giulia Anania]
  7. Piove col sole ★★★★★★☆☆
    [Annalisa, Danti, Michele Canova Iorfida]
  8. Principessa feat. Chadia Rodriguez ★★★★★★☆☆
    [Annalisa, Giovanni Cerrati, Jack Camilleri, Patrizio Simonini, CRDARNAKH]
  9. Graffiti ★★★★★★½☆☆
    [Annalisa, Michele Canova Iorfida, Leonardo Zaccaria, Vincenzo Colella]
  10. D’oro ★★★★★★☆☆
    [Annalisa, Michele Canova Iorfida, Patrizio Simonini, Jacopo Ettore]
  11. A te cosa piace fare ★★★★★★☆☆
    [Annalisa, Zibba]
  12. Vento sulla luna feat. Rkomi ★★★★★★★☆☆
    [Annalisa, Rkomi – Annalisa, Dario Faini, Franco126]
  13. N.U.D.A. (Nascere Umani Diventare Animali) feat. Achille Lauro ★★★★★★½☆☆
    [Annalisa, Achille Lauro, Danti, Michele Canova Iorfida]
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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

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