Baby K e la sua zona di comfort: la “Playa”, l’estate, la notte, la festa – RECENSIONE

La rapper classe ’83 punta tutto sul nuovo tormentone, un piccolo upgrade verso la consapevolezza

Tra le immancabili presenze musicali estive troviamo Baby K, al suo quarto tormentone in cinque anni, una media che farebbe impallidire persino i Righeira degli anni ’80. Dopo averci fatto abbronzare al ritmo di Roma-Bangkok, Voglio ballare con te e Da zero a cento, la rapper torna in airplay con “Playa”, singolo prodotto da Zef. Ormai si è capito, l’estate è la sua zona di comfort, al punto da poterla considerare come una delle indiscusse protagoniste della calda stagione. Al principio furono Paola e Chiara, mentre la bella Claudia ha fatto tutto da sola, ricoprendo sia il ruolo della bruna che della bionda. Musicalmente non assistiamo a niente di nuovo, le sonorità non sorprendono ma la confermano come assoluta reginetta del bagnasciuga.

Per coloro i quali non sono stati capaci di superare la “birra con limone senza ghiaccio per favore”, preparatevi perché questa volta è in arrivo “lo spicchio di luna nella sangria”, ma – si sa – i riferimenti alcolici sono l’abc di qualsiasi buon tormentone. “Per quest’anno non cambiare stessa spiaggia stesso mare” cantava Piero Focaccia nel lontano 1963, un insegnamento che Baby K deve aver fatto proprio fino al midollo. Già in tempi non sospetti avevamo parlato di lei come della risposta italiana ai tormentoni internazionali, anche se riscontriamo una certa involuzione rispetto agli esordi con “Femmina Alpha” e con il suo album d’esordio prodotto da Tiziano Ferro e Michele Canova. “Gli anni passano, i bimbi crescono” cantava Giorgio Consolini nel ’54 (scusate, oggi mi vengono solo citazioni vintage), per cui diventa inevitabile fare di necessità virtù.

Ascolto dopo ascolto, “Playa” ha tutta l’impressione di non stancare, il che è positivo, anche se l’inciso risulta meno predominante delle proposte degli anni passati, ma nell’insieme rappresenta qualitativamente un upgrade, non un volersi ripetere. Naturalmente non gridiamo al capolavoro, poiché già da settembre ci saremo dimenticati di questo pezzo, che probabilmente finirà in qualche scatolone nello sgabuzzino della casa al mare, ma va bene anche così, possiamo concepirla pure come una tradizione, al punto da poter algebricamente affermare che “Mario Biondi sta al Natale come Baby K sta all’estate”.

Nel complesso, questo nuovo racconto estivo appare un filino meno banale delle solite proposte, con un sound leggermente diverso da ciò che si sente in giro, probabilmente dovuto al produttore che non ha piazzato in simultanea altri tormentoni, perché ultimamente si tende a immettere sul mercato un quantitativo industriale di roba simile confezionata dalle solite manine, e tanti cari saluti al conflitto di interessi. In questo caso la linea melodica c’è, l’arrangiamento pure, buona la ritmica, gli elementi per funzionare ci sono, il tutto senza l’ausilio della spinta di una qualunque campagna pubblicitaria, che rischia di trasformare un papabile tormentone in un vero e proprio tormento già da fine giugno.

Seppur con qualche riserva, Baby K fa il suo senza troppe pretese, ma siamo convinti che sia molto di più della Barbie-canterina che, da qualche anno a questa parte, ci viene proposta nella solita salsa. Il problema non è lei, sarà che la disegnano così come Jessica Rabbit, ma quantomeno con Playa c’è la volontà di non ripetersi e di fare qualcosa di nuovo, che sia magari l’inizio di un nuovo percorso? Riuscirà la nostra eroina a piazzare una hit almeno in una delle altre tre stagioni? Lo scopriremo solo vivendo, almeno per il momento c’è stato lo sforzo di alzare l’asticella… del limbo.

Playa | Video

Playa | Testo

Prendo uno spicchio di luna e lo metto nella sangria
se mi allontano sarà per sentirti dire “sei mia”
in capo al mondo che ci vado a fare se tu vai via
tanto l’unica destinazione è ovunque tu sia

Tutta la vita che aspettiamo
quel sogno di un tramonto sudamericano
tutta la vita a rimandare
perché tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare

La musica, la playa
l’estate, la festa
con te tutta la notte
sei già nella testa
e allora dimmi com’è
che si fa a nuotare
se ho bisogno di te
in questo mare
la musica alla playa
l’estate, la notte, la festa
la playa, l’estate, la notte, la festa.

Tutto cambia colore dove non tramonta mai il sole
c’è una jungla sulla costa, nelle foto vengo mossa
c’è un messaggio in fondo al bicchiere
il cielo parla lingue straniere
ho scordato tutto tranne che eravamo insieme

La musica, la playa
l’estate, la festa
con te tutta la notte
sei già nella testa
e allora dimmi com’è
che si fa a nuotare
se ho bisogno di te
in questo mare
la musica alla playa
l’estate, la notte, la festa
la playa, l’estate, la notte, la festa

Tutta la vita che aspettiamo
quel sogno di un tramonto sudamericano
tutta la vita senza dormire
fammi vedere adesso come va a finire

La musica, la playa
l’estate, la festa
con te tutta la notte
sei già nella testa
e allora dimmi com’è
che si fa a nuotare
se ho bisogno di te
in questo mare

La musica, la playa
la spiaggia che salta
e io e te tutta la notte
tramonto all’alba
e allora dimmi com’è
che si fa a nuotare
se ho bisogno di te
in questo mare
la musica alla playa
l’estate, la notte, la festa
la playa, l’estate, la notte
la musica alla playa
l’estate, la notte, la festa
la playa, l’estate, la notte, la festa

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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