BALTIMORA Marecittà

A tu per tu con il giovane vincitore della quindicesima edizione italiana di X Factor, in uscita con il suo EP d’esordio “Marecittà

A poche settimane dalla nostra precedente chiacchierata, ritroviamo con piacere Edoardo Spinsante, in arte BALTIMORA, artista che abbiamo imparato a conoscere nel corso dell’ultima edizione di X Factor. A tre mesi dalla vittoria, l’artista classe 2001 debutta con “Marecittà”, progetto nel quale sono contenuti i fortunati singoli Altro e Baltimora e Colore.

Ciao Edoardo, bentrovato. Partiamo da “Marecittà”, il tuo EP d’esordio. Da quali punti sei partito e a quali conclusioni sei arrivato?

«Questo lavoro è stato l’occasione per parlare della mia città, per racchiudere Ancona in un unico contenitore da portare sempre con me. Un inventario di tutte le esperienze, le persone e di quello che ho vissuto fino ad oggi. “Marecittà” parla proprio dei punti da dove sono partito, senza essere arrivato però ancora a delle conclusioni».

All’ascolto emerge un po’ una dualità tra la malinconia dei testi e la spensieratezza, la libertà e l’evasione espresse attraverso le produzioni. In che modo sono confluiti pensieri e suoni?

«Ho sempre apprezzato le canzoni malinconiche impreziosite da produzioni più spensierate, perchè penso che siano la perfetta rappresentazione di come la musica possa trasmetterti diverse emozioni. Così da un brano puoi cogliere quello di cui hai bisogno in un determinato momento, limitandoti ad ascoltare la melodia o scavando più in profondità tra le parole».

La tua voce ha un ruolo importante, ma nell’insieme non prevarica. Che tipo di lavoro c’è stato a riguardo?

«Io penso che la voce sia uno strumento come un altro, ovviamente ha un potere in più: l’espressività maniacale e la possibilità di avere a disposizione una serie di sfumature, come solo un violino forse può riuscire a creare. La mia visione musicale è comunque da produttore, quindi cerco di utilizzare la voce per raccontare qualcosa in più, ma è uno strumento che non prevarica mai perchè credo sia importante il contesto. Perdere delle sfumature del contesto significherebbe per me perdere l’intera canzone».

Marecittà” è un lavoro in cui ti sei lasciato andare alla più completa ricerca sonora, penso ad esempio alla struttura di “Mc Donald” che non ha ritornello oppure a “Fumo” registrata con il cellulare. Quanto ti sei divertito a sperimentare e a cercare nuove soluzioni? 

«Per me è fondamentale divertirmi, faccio musica perchè mi piace e mi emoziona. Cerco sempre stimoli nuovi, qualcosa che possa sorprendere in primis me stesso, inevitabilmente c’è sempre una ricerca, uno stupore e la voglia di trovare qualcosa di fresco, di nuovo».

Per concludere, quali elementi e quali caratteristiche ti rendono orgoglioso di questo disco?

«Mi rende orgoglioso il fatto che “Marecittà” non rappresenti un compromesso, che sia qualcosa che volevo fare e che ho fatto in tutti i modi possibili, seguendo il mio gusto. Dalle tracce stesse alla scelta dei visual, passando per i videoclip, la copertina, i font… ogni cosa è pensata, di conseguenza non mi sono sentito in alcun modo costretto a fare qualcosa, bensì nella più totale serenità».

BALTIMORA Marecittà

© foto di Michele Formica

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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