Disponibile dallo scorso 6 marzo il nuovo singolo della rapper classe ’83, intitolato “Buenos Aires”

Uscita momentaneamente dalla sua zona di comfort, Baby K torna in rotazione radiofonica con una bella sorpresa, da asocltare al di là delle stagioni o delle mode del momento. “Buenos Aires” è il singolo scelto per questa inedita e curiosa incursione extra-estiva, rendendola libera da un retaggio balneare. Il brano, disponibile dallo scorso 6 marzo, è stato composto dalla stessa rapper a quattro mani con Davide Petrella, con la produzione affidata al fedele Zef, sempre abile a confezionare e impacchettare il tutto nella maniera meno convenzionale possibile. Il pezzo necessita sicuramente di qualche ascolto in più rispetto al solito, questo può essere un vantaggio perché probabilmente allunga il ciclo di vita di una canzone, rendendola più longeva rispetto a qualsiasi altro comune tormentone.

La proposta è interessante, perché ci mostra una Baby K malinconica, ma determinata a lasciarsi alle spalle ferite e ricordi di un rapporto amoroso andato a rotoli. Un po’ di sano girl power è ciò che traspare tra le righe del testo, perché è proprio vero che “per rialzarsi a volte si comincia dalla fine”, ma prima lo si fà e meno male ci infliggiamo. La solitudine ci spaventa anche se a volte è necessaria, ci abbandoniamo alle lacrime e ci rifugiamo in sensi di colpa, ma la soluzione è da trovare dentro ciascuno di noi, piuttosto che per le strade di una città vuota e piena di immagini evocative, affilate come lame.

Questo e molto altro ancora è Buenos Aires, una positiva sterzata verso nuovi orizzonti. Dopo aver viaggiato per circa un lustro in business class da Roma a Bangkok, Claudia riesce nell’intento di bloccare il processo di involuzione che dagli esordi avanguardisti di “Femmina Alpha” l’avevano portata a trasformarsi in una sorta di reginetta dei tormentoni, relegandola in una sorta di ruolo, al punto da essere arrivati alla conclusione algebrica che “Mario Biondi sta al Natale come Baby K sta all’estate”. Fortunatamente non ci sono più le mezze stagioni, una rondine non farà pure primavera, ma una bella canzone sì. E tanti cari saluti alla playa, all’estate, alla notte e alla festa.

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Buenos Aires | Video

Buenos Aires | Testo

A volte è meglio non capire
se la verità è una rosa noi siamo le spine
dicono: “lasciarsi è sempre meglio di tradire”
per rialzarsi a volte si comincia dalla fine

Ma stasera me ne sto un po’ sola
la luna è un colpo di pistola
di cosa ti dovrei parlare
se sei tu che mi cerchi ancora
se resta solo il fumo
come te mai nessuno

Non ti dimenticherò
a volte c’ho pianto per te, ora no
mi dicevi: “sei tutto quello che ho”
non crederti più è tutto quello che so

Un’altra notte nella città
Corso Buenos Aires
ed era strano rivedere te
e starci ancora male
ancora un’altra notte nella città
Corso Buenos Aires
ma i tuoi occhi erano su di me
come 100 lame
100 lame in Buenos Aires, Aires, Aires
100 lame in Buenos Aires, Aires, Aires

E’ facile incontrarsi in questa città
e quello che ti ho dato, bastava la metà
tutta questa scena non era prevista
le scuse sono un mitra, ci spariamo a vista
da due amanti a due sconosciuti
chi sarà il primo a togliere le maschere
da due diamanti a due sopravvissuti
io non ci muoio un’altra volta per te

Non ti dimenticherò
a volte c’ho pianto per te, ora no
mi dicevi: “sei tutto quello che ho”
non crederti più è tutto quello che so

Un’altra notte nella città
Corso Buenos Aires
ed era strano rivedere te
e starci ancora male
ancora un’altra notte nella città
Corso Buenos Aires
ma i tuoi occhi erano su di me
come 100 lame
100 lame in Buenos Aires, Aires, Aires
100 lame in Buenos Aires, Aires, Aires

Il vento soffia il fumo
poi se ne va

100 lame in Buenos Aires, Aires, Aires (yeh yeh)
100 lame in Buenos Aires, Aires, Aires (yeh yeh yeh yeh)
100 lame in Buenos Aires, Aires, Aires (Corso Buenos Aires)
100 lame in Buenos Aires, Aires, Aires

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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