Buon compleanno Willie Peyote, 41 canzoni per rendergli omaggio

Willie Peyote

Tanti auguri al celebre cantautore e rapper torinese Willie Peyote, in regalo per lui la nostra speciale playlist con le sue canzoni più belle e più rappresentative

Quarantuno anni, una penna affilata, una buona dose di cinismo, parecchia autoironia e soprattutto la capacità di dire cose scomode facendole entrare in testa attraverso una canzone. Willie Peyote, all’anagrafe Guglielmo Bruno, festeggia oggi, 28 agosto 2026, il suo quarantunesimo compleanno e lo fa dopo una carriera che lo ha portato dai circuiti underground torinesi al palco dell’Ariston, senza mai perdere quel gusto per la provocazione che è diventato uno dei suoi marchi di fabbrica.

Nato a Torino nel 1985, Willie Peyote ha costruito nel tempo un’identità artistica difficilmente catalogabile. Il rap è la matrice, ma dentro le sue canzoni convivono rock, cantautorato, funk, ironia, osservazione sociale e una scrittura che ama giocare con le parole. Il primo capitolo discografico della sua avventura solista arriva nel 2011 con “Il manuale del giovane nichilista“. Un titolo che è già una dichiarazione programmatica: Willie osserva il mondo con disincanto, lo analizza, lo critica e spesso finisce per prendere in giro anche se stesso.

Il successivo “Non è il mio genere, il genere umano” consolida questa impostazione. L’artista torinese mette insieme rap e cultura popolare, sarcasmo e riflessione, trasformando il malessere individuale in uno strumento per raccontare quello collettivo. La svolta arriva nel 2015 con “Educazione sabauda“. È l’album che allarga il pubblico e permette a Willie Peyote di uscire definitivamente dalla dimensione più underground. La sua Torino diventa una lente attraverso cui osservare l’Italia, mentre i riferimenti musicali e culturali si moltiplicano.

Il disco contiene “Io non sono razzista ma…”, titolo già sufficiente a far capire la direzione. È una canzone che smonta, con sarcasmo, quelle formule linguistiche attraverso cui spesso il pregiudizio cerca di presentarsi come ragionamento. E poi c’è “(E allora ciao)”, dove affiorano anche riferimenti a Luigi Tenco: perché dietro l’ironia, in Willie, c’è sempre un grande amore per la canzone d’autore.

Nel 2017 arriva “Sindrome di Tôret“, prodotto da 451. Il disco rappresenta la sintesi di due anime che Willie Peyote non ha mai voluto separare: rock e hip-hop. Il risultato convince pubblico e critica e gli permette di conquistare il primo disco d’oro. Il 2019 è l’anno di “Iodegradabile“, un album che debutta nella top 5 delle classifiche italiane. Ad aprire il progetto è “La tua futura ex moglie”, brano che diventa uno dei suoi maggiori successi e supera i dieci milioni di stream.

Il 2021 è l’anno che segna il suo debutto all’Ariston. Willie Peyote partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo tra i Big con “Mai dire mai (La locura)”. Il risultato è un buon sesto posto e soprattutto il Premio della Critica Mia Martini. Una consacrazione importante per un artista che, fino a quel momento, aveva costruito la propria credibilità principalmente lontano dai meccanismi più tradizionali della musica mainstream.

Torna in Riviera quattro anni dopo con “Grazie ma no grazie”. Ancora una volta ironia e critica sociale viaggiano insieme. Ancora una volta il cantautore torinese riesce a trasformare una frase di uso quotidiano in una specie di manifesto generazionale.

Il 2026 apre un nuovo capitolo. Prima arriva “Burrasca”, brano dedicato alle fragilità emotive e ai legami personali. Poi, il 15 maggio, Willie pubblica “Anatomia di uno schianto prolungato” (qui la nostra intervista), nuovo progetto di inediti che conferma la sua voglia di continuare a sperimentare e a mettere in discussione la propria formula.

A 41 anni, insomma, Willie Peyote sembra essere ancora nel pieno della sua ricerca. Non ha smesso di osservare il mondo con quell’aria a metà tra il disincantato e il divertito, né di trasformare le contraddizioni quotidiane in versi. Per festeggiare il suo compleanno abbiamo scelto allora 41 canzoni, una per ogni anno. Una playlist per ripercorrere la carriera di un artista che ha fatto del paradosso una forma d’arte: rapper e cantautore, ironico e malinconico, popolare e intellettuale, sabaudo ma decisamente poco provinciale.

Buon compleanno | 41 canzoni per Willie Peyote

  1. Io non sono razzista ma… (2015)
  2. Che balla giornata (2017)
  3. C’era una vodka (2017)
  4. Tua madre (2017
  5. I cani (2017)
  6. Metti che domani (2017)
  7. Le chiavi in borsa (2017)
  8. L’effetto sbagliato (2018)
  9. Salvagente (2018) con Roy Paci & Aretuska
  10. La tua futura ex moglie (2019)
  11. Ancora un giorno (2019)
  12. Mango (2019)
  13. Capitalunedì (2019)
  14. Quando nessuno ti vede (2019)
  15. L’incubo (2019) con i Subsonica
  16. Algoritmo (2020) con Don Joe e Shaggy
  17. Semaforo (2020)
  18. La depressione è un periodo dell’anno (2020)
  19. Mai dire mai (La locura) (Sanremo 2021)
  20. Meno male (2021) con Beba
  21. Giochi pericolosi (2021) con Samuel
  22. Cosa ci direbbe (2021) con i Fast Animals and Slow Kids
  23. Fare schifo (2022) con Michela Giraud
  24. La colpa del vento (2022)
  25. Aglio e Oglio (2022) con Fulminacci
  26. Picasso (2023)
  27. Freciarossa (2023)
  28. Titoli di coda (2023) con Motta
  29. Vermi (2023) con Mobrici e Frankie Hi-Nrg Mc
  30. Giorgia nel paese che si meraviglia (2024)
  31. Ci avrei scommesso (2024)
  32. Piani (2024)
  33. Scoppia la bolla (2024
  34. Pop Corn (2024) con i Cor Veleno
  35. Bloody Mary (2024) con Pugni e Fudasca
  36. Chissà (2024) con Ditonellapiaga
  37. Farò più rumore del ratatata (2024) con gli Eugenio in Via di Gioia
  38. Grazie ma no grazie (Sanremo 2025)
  39. Next (2025)
  40. Burrasca (2026)
  41. Kodak (2026)
Scritto da Nico Donvito
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