Pierdavide Carone 2020

Recensione del nuovo singolo del cantautore che anticipa il nuovo album

Buonanotte” apre le porte ad un nuovo progetto discografico per Pierdavide Carone. Il cantautore pugliese finalmente romperà il silenzio dopo nove anni, anche se lo avevamo sentito meno di un anno fa con “Forza e coraggio” (qui il link alla nostra ultima intervista a Pierdavide) e in diverse altre occasioni.

Però, si sa, un disco è una famiglia per certi artisti, ed un solo figlio ogni tanto è troppo poco per quei cantautori che comunicano bene in un modo soltanto, che è la musica. “Buonanotte” sembra portarci nell’atmosfera di “Di notte“, raccontando quei pensieri in quei momenti in cui solo la luna può accompagnare.

“Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma”

Così recita una delle leggi più esplicative dell’universo e così sembra doveroso iniziare a raccontare questo nuovo singolo di Pierdavide Carone. Musicalmente il brano si sposa bene con il mondo pop/rock italiano. Più pop che rock ma con comunque coscienza musicale e strumentistica. Si coglie la competenza tecnica che muove le fila di un arrangiamento misurato e mai fuori posto.

La melodia è semplice e diretta, il testo invece ha bisogno di attenzione affinché ognuno possa vederci quello che ritiene più giusto. La parola “buonanotte“, infatti, non è facile da raccontare poiché vive di molteplici significati e sfumature. Potrebbe raccontare un bacio sulla guancia prima di rimboccare le coperte, oppure un simbolo d’amore quando gli occhi stanno per chiudersi. Potrebbe, invece, celare quei momenti in cui qualcosa finisce per sempre: la vita come il giorno. La certezza è che tutto si trasforma, perciò anche una fine può diventare una nuova alba.

Il testo e la poesia, questa sconosciuta

Viva quelli che cantano ancora e scrivono per metafore. Viva quei giovani cantautori che sono cresciuti e non hanno ceduto alle lusinghe della modernità ad ogni costo, perché ad ogni costo questi eroi spesso malinconici vivono la musica come un’urgenza. Pierdavide Carone e la sua “Buonanotte” raccontano di un addio con un testo che accompagna l’ascoltatore dentro voli pindarici poetici ma non patetici.

Solo quando è giorno dimmi buonanotte” è la paura di un addio. E’ il non voler chiudere gli occhi durante la notte per lasciare ai sogni una vita che anche nelle difficoltà va vissuta. Da sempre l’amore è “mi fai bene se mi fai male“, da troppo, però, nessuno aveva avuto il coraggio di raccontarlo in questi termini che secondo le logiche radiofoniche potrebbero essere banali Si usa la parola coraggio perché di questo si tratta, in un mare di pesci dorati, un pesciolino rosso oggi ha paura a nuotare e noi abbiamo il dovere di proteggerla, questa specie protetta.

La voce deve raccontare, non solo la parola

La voce di Pierdavide Carone è sempre bella ed essenziale, senza troppi orpelli riesce ad emozionare ed a comunicare benissimo ogni emozione. In “Buonanotte” la sensazione è che ci sia qualcosa di nuovo nel cantautore scanzonato che cantava “La ballata dell’ ospedale“. E’ normale crescere ma non è comune portare con se il proprio vissuto. Pierdavide sembra non voler rinunciare a mostrarsi a cuore aperto e in questa interpretazione lo si avverte più che mai.

Sarà senz’altro difficile trovare un posto nel mondo di oggi ma “Buonanotte” è la speranza accesa che venga sempre preservato quella poltrona in prima classe per tutti quei cantautori che hanno bisogno di comunicare e che meritano di essere ascoltati così come sono. Ne abbiamo bisogno noi per primi.

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Buonanotte |  Testo

E mi ritrovo a illuminare il cielo con un dito
A ritoccare i suoi contorni dentro l’infinito
E masticando solitudine lei mi trasporta verso te
E camminare a piedi scalzi sopra questa storia
E poi svuotare le mie tasche di ogni tua memoria
Che fa rumore come un grattacielo in costruzione dentro me
Dentro me

Mi sento bene se mi fai male
Mi pensi spesso senza pensare
E tu sei il prezzo che ho da pagare
Ma questa sera io pagherò
Mi cerchi dove non puoi trovarmi
E lo fai apposta per evitarmi
Ma se mi trovi non dire niente
Ma fammi tutto e solo quando è giorno dimmi buonanotte
Di giorno dimmi buonanotte

Mentre di sotto il mondo cambia vento e direzione
Lassù la luna è la mia vela, sto in navigazione
Io mi ritrovo dentro un’altra stupida occasione senza te
Senza te

Mi sento bene se mi fai male
Mi pensi spesso senza pensare
E tu sei il prezzo che ho da pagare
Ma questa sera io pagherò
Mi cerchi dove non puoi trovarmi
E lo fai apposta per evitarmi
Ma se mi trovi non dire niente
Ma fammi tutto e solo quando è giorno dimmi buonanotte
Di giorno dimmi buonanotte

Fatti prendere abbastanza
Dentro al buio di una stanza
Che non sa niente di noi
Fammi fare questo errore
Che si chiama amore
Che si chiama amore

Mi sento bene se mi fai male
Mi pensi spesso senza pensare
E tu sei il prezzo che ho da pagare
Ma questa sera io pagherò
Mi cerchi dove non puoi trovarmi
E lo fai apposta per evitarmi
Ma se mi trovi non dire niente
Ma fammi tutto e solo quando è giorno dimmi buonanotte
Di giorno dimmi buonanotte

Di giorno dimmi buonanotte
Di giorno dimmi buonanotte

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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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