Intervista al cantautore che ci presenta il nuovo singolo

E’ un ritorno importante quello di Pierdavide Carone con un nuovissimo singolo intitolato Forza e coraggio! per andare a suggellare la voglia di lottare e di spingere per una ripartenza cosciente e determinata sia nell’io personale che nella società. A raccontarci questa nuova uscita, i cui proventi verranno devoluti all’associazione Humanitas per la ricerca scientifica, è lo stesso cantautore pugliese:

Ciao Pierdavide, è un piacere tornare a sentirci per un’occasione così bella ed importante come il tuo ritorno discografico con un nuovo singolo, ‘Forza e coraggio’. Ci racconti che brano è questo per te?

<<Questa è una canzone che ha avuto una gestazione molto lunga, è nata infatti ancor prima di ‘Caramelle’, e da una matrice molto personale. Il testo l’ho scritto tra gli scatoloni del mio trasloco a Milano quando, amareggiato da varie vicissitudine, avevo deciso di lasciare Roma sia per vicende lavorative che personali. L’idea che a quasi trent’anni fossi arrivato a tracciare una linea e a ricominciare tutto da capo era un qualcosa che un po’ mi atterriva e mi spaventava. ‘Forza e coraggio!’ in questo senso era il mantra che mi ripetevo e, come spesso accade per chi scrive canzoni, è diventato anche musica rappresentando il mio personale buon auspicio per il disco che, di lì a poco, avrei dovuto iniziare a registrare>>.

In realtà, poi, sappiamo che è arrivata ‘Caramelle’

<<Si, il disco è stato momentaneamente accantonato per un periodo relativamente lungo perchè ‘Caramelle’ è arrivata come un fulmine a ciel sereno impegnandoci tanto e costringendoci a spostare obiettivi e priorità. Grazie a quella canzone ho finalmente ripreso contatto con le quote alte della musica che mi mancavano da un po’ e che mi hanno riportato a trarre soddisfazioni da un mestiere che negli ultimi anni me ne avevano date pochine. In tutto questo si è messa anche la vita di mezzo e mi sono ammalato vedendo nuovamente cambiare le mie priorità>>.

Finalmente, però, poi tutto è passato ed eccoci qui con questo nuovo pezzo…

<<Finalmente ho potuto ricominciare a lavorare a quel disco che avevamo lasciato parcheggiato per più di un anno. In realtà, poi, c’ha pensato il mondo ad ammalarsi costringendoci a fermarci, anche se solo parzialmente, un’altra volta. In questo periodo io e Marco Barusso, il mio produttore, abbiamo comunque iniziato a pensare di uscire con qualche cosa e, probabilmente, avremmo scelto qualche altro brano ma, alla fine, abbiamo optato per questa ‘Forza e coraggio!’ partendo proprio da uno spunto di Marco che mi ha portato a riflettere sul fatto che una canzone già con qualche anno e che parlasse in modo così personale di ciò che avevo vissuto fosse, in realtà, perfettamente sovrapponibile con quello che nell’attualità sta vivendo il mondo intero>>.

In tutto questo, poi, si è anche inserita l’idea di affiancare questa pubblicazione al sostegno di Humanitas

<<Le coincidenze, se vogliamo chiamarle così, hanno voluto che qualche giorno dopo questo spunto lanciato da Marco mi chiamasse il direttore della comunicazione di Humanitas, Walter Bruno, con cui si era stretto un rapporto che va al di là di quello professionale che s’instaura quando si frequenta un ospedale per diverso tempo. Facendo una battuta Walter mi disse ‘ma quando ce la scrivi una canzone?’ e lì ho deciso che probabilmente ‘Forza e coraggio!’ era giusta per l’occasione>>.

E’ una canzone che, come dicevi, ha un doppio piano di valenza: un invito alla ripartenza valido per la società ma anche per te stesso. Un io dentro ad un noi in un certo senso

<<E’ decisamente così. La cosa magica delle canzoni, ed in generale dell’arte tutta, è che quando pensi di aver scritto una cosa che riguarda soltanto te, invece, scopri che riguarda tante altre persone proprio perchè siamo esseri umani individuali ma anche una parte di un qualcosa di molto più grande che è nato prima di noi e che non morirà con noi. In virtù di questo è ovvio che quando scrivi una cosa molto personale, in realtà, corri sempre il bel rischio di assomigliare al genere umano>>.

Questo è un brano particolarmente importante per te non solo perché ti vede tornare in scena dopo un anno e mezzo da ‘Caramelle’ ma anche perché parte del ricavato verrà devoluto per la ricerca scientifica. Da dove parte questa scelta di essere in prima linea con la tua musica anche in un’attualità così particolare e difficile?

<<Nasce da un profondo senso di gratitudine. Io credo molto in questo sentimento proprio perchè spero e tendo a non dimenticare quello che qualcuno ha fatto per me. So di aver ricevuto qualcosa di importante come è stata la possibilità di essere sano e sono ben consapevole che una canzone, per quanti proventi possa raccogliere, non mi metterà mai in pari con quello che Humanitas ha dato a me ma ho scelto di non arroccarmi comunque dietro a questa consapevolezza per non far nulla>>.

Nel brano dici un verso che, secondo me, è giusto e bello sottolineare: “chi non si arena mai in un arrembaggio?”. Sicuramente nel tuo percorso artistico ti è capitato di sentirti, a volte, arenato ma che cos’è che ti ha sempre spinto a ripartire?

<<Una autocoscienza profonda che spesso si tende a confondere con vanità o presunzione e che, invece, nel mio caso credo che sia proprio coscienza del fatto che questa cosa della musica io la sappia fare davvero. Anche solo per il semplice fatto che non so fare altro e perchè credo che ciascuno di noi è al mondo per fare qualcosa. Io mi sono interrogato diverse volte su questo soprattutto quando, per anni, non pubblichi e fai pochi concerti portando, anche nel banale piano concreto, a delle difficoltà concrete ed oggettive. E’ stato complicato anche da quel punto di vista riuscire a rinunciare all’idea di trovare qualcosa che mi facesse stare un po’ più tranquillo anche da quel punto di vista ma che, sapevo bene, sarebbe stato l’inizio della fine di un percorso perchè non credo al fatto che la musica possa essere relegata al tempo libero. Sono riuscito a proteggermi dalle tentazioni proprio perchè ero e sono consapevole che il mio posto sia questo>>.

A proposito di questo lungo periodo di lontananza dalle scene discografiche come hai vissuto l’evoluzione del mondo dell’industria musicale che in questi ultimi anni è cambiata moltissimo?

<<Credo che ci sia più libertà oggi rispetto ai miei inizi proprio perchè è molto più semplice pubblicare la propria musica rispetto al passato. La libertà, però, chiaramente come tutte le libertà occidentali è un’arma a doppio taglio. Vivere in un mondo libero è l’unica scelta possibile, da un lato, e vale per la musica come per la politica. Dall’altra parte, però, credo che tutta questa libertà abbia creato il rischio che si possa arrivare ad una sorta di anarchia musicale: non piace l’idea che tutti oggi possano fare musica perchè lo trovo ingiusto nei confronti di chi ha studiato e speso fatiche per una vita intera>>.

Da qui in poi che succede? Cosa ci aspettiamo per i prossimi mesi da te visto che, a quanto pare, concerti quest’estate saranno pressoché nulli?

<<Per il momento mi concentrerò totalmente su ‘Forza e coraggio!’ proprio perchè, per una volta, l’aspetto economico è più importante del fattore artistico. Questo è, comunque, un singolo che, a differenza di ‘Caramelle’ e delle mie ultime pubblicazioni, che sicuramente farà parte di un contesto più ampio proprio perchè è la prima di una serie di cose registrate con Marco Barusso che potremmo definire disco. Certo, un disco si può dire tale solo nel momento in cui viene pubblicato e nessuno più di me vorrebbe farlo domani ma mi rendo anche conto del fatto che in questo momento non abbiamo ancora riottenuto la nostra completa libertà che sarebbe fondamentale anche solo per promuovere un album a dovere. Una canzone può tranquillamente auto-sostenersi senza il bisogno di spostarsi ma per un disco non è così: ci sono i firma-copie piuttosto che gli spettacoli dal vivo. Tutto voglio tranne che partorire un disco che nasce già mutilato da una situazione contingente e complicata come quella che stiamo vivendo. Quando mi accorgerò che la vita di ‘Forza e coraggio!’ si sarà conclusa valuterò l’idea di tirare fuori un’altra canzone nel caso in cui la situazione non sia ancora del tutto rientrata. Di sicuro non mi va più di stare in silenzio!>>.

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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