Canzonissima 2026, le pagelle dell’ultima puntata (25 aprile)
Ultimo atto per Canzonissima 2026: commentiamo in diretta le esibizione con le nostre pagelle della sesta puntata in continuo aggiornamento
Tutto pronto per l’ultimo appuntamento di Canzonissima 2026, un titolo storico nuovamente in onda su Rai 1 sabato 25 aprile. Il programma, condotto da Milly Carlucci, vede la partecipazione di grandi nomi che hanno segnato la storia della canzone italiana e continuano a entusiasmare il pubblico. Ecco le nostre pagelle delle esibizioni di questa sesta e ultima puntata.
Dopo la prima puntata vinta da “Il mio canto libero”, la seconda vinta da “La leva calcistica della classe ’68”, la terza vinta da “Caruso”, la quarta da “La notte” e la quinta da “Un senso”, , è tempo di pensare all’atto finale di Canzonissima 2026, in onda in prima serata su Rai 1 sabato 25 aprile dall’Auditorium Rai del Foro Italico. Tema di questo appuntamento sarà: “il successo del cuore”, vale a dire un pezzo del proprio repertorio a cui ciascun artista è particolarmente affezionato..
Canzonissima 2026, le pagelle dell’ultima puntata
Irene Grandi – “Bruci la città”: La serata parte alla grande con uno dei pezzi italiani più belli degli ultimi trent’anni, con il quale Irene ha inaugurato il secondo tempo della sua carriera nella primavera del 2007. È la prima volta che lo sento suonare da un’orchestra e devo dire che rende bene. Diciannove anni e non sentirli affatto. Voto 7
Enrico Ruggeri – “Peter Pan”: Torniamo indietro al 1991, un’epoca sospesa a metà strada tra la vittoria di Sanremo in trio con “Si può dare di più” dell’87 e quella successiva in solitaria con “Mistero” del ’93. Ruggeri sceglie un brano che non è invecchiato di una virgola, impreziosito dall’ottimo arrangiamento del Maestro Saccà. Voto 7.5
Jalisse – “Fiumi di parole”: Nelle puntate precedenti, devo ammetterlo, non ho trottato benissimo i Jalisse in termini di voto. Come risarcimento questa sera mi voglio sbilanciare, in onore di un pezzo che ha fatto la storia e che spesso viene bistrattato per convenzione sociale, non perché se lo meriti realmente. Perché bisogna ammettere che a Sanremo hanno vinto canzoni ben peggiori. “Fiumi di parole” merita di essere ricordata ogni anno nell’albo d’oro. E fanno bene i Jalisse a sfoggiarlo con orgoglio. Voto 8
Fausto Leali – “Mi manchi”: Fausto ha una voce straordinaria, nonostante il prossimo ottobre si appresti a spegnere le 82 candeline. Della sua generazione, rimane uno dei più in forma. Avrebbe meritato di vincere almeno una puntata di questa Canzonissima, o anche di più, con “Io amo”, “A chi” e “Pregherò”. Peccato che questa sera la vittoria sia già scritta, perché la sua “Mi manchi” è tanta roba. Voto 9
Malika Ayane – “Senza fare sul serio”: Scelta azzeccata, perchè si tratta sia del pezzo di maggio successo di Malika, ma anche uno dei più belli. Ho molto apprezzato il gioco di archi di questo bell’arrangiamento. Si scontra però con tanti e troppi piccoli pezzi di storia. Voto 7
Riccardo Cocciante – “Margherita”: Ragazzi, che dire. Mi spiace, ma non c’è proprio gara. Voto 10
Vittorio Grigolo – “E lucevan le stelle”: Per quanto straordinario vocalmente, sono fermamente convinto che la partecipazione di Grigolo a Canzonissima sia stata più una quota che una reale necessità. Nobile mescolare linguaggi e portare un genere diverso dal pop. In questa ultima puntata in particolare, bisognava scegliere tra le canzoni preferite del proprio reperto e non dal repertorio operistico. Forse avrebbe potuto saltare una puntata, essendo sprovvisto di inediti propri. La trovo una scelta forzata. Fuori contesto. Seppur apprezzabile a livello tecnico. E con tutto il rispetto di Puccini. Senza voto
Elettra Lamborghini – “Voilà”: Quando si ha un repertorio ristretto, si finisce per pescare sulla canzone proposta all’ultimo Festival. Nell’insieme più che sufficiente, in questo contesto, manco per niente. Voto 4
Arisa – “Canta ancora”: Arisa porta davvero un pezzo del suo cuore, anche a discapito di canzoni più conosciute. Scelta assolutamente da apprezzare ed esecuzione impeccabile. Sarà pure un pezzo recente, ma l’emozione è stata palpabile. Voto 7
Elio e le Storie Tese – “Servi della gleba”: Qui si torna indietro al ’92, a prima della svolta commerciale de “La terra dei cachi”. Vale un po’ il discorso fatto per Elettra, ma senza quel brividino che ha salvato nel caso di Arisa. Con l’aggravante, che in questo caso il loro repertorio offriva decisamente di meglio. Voto 3
Fabrizio Moro – “Portami via”: Oh, torniamo a fare sul serio. Ci sono canzoni che valgono e che riescono sorprendente a migliorare col tempo. Questa ne rappresenta un valido esempio. Voto 9
Michele Bravi – “Genitore 3”: L’artista propone il singolo attualmente in rotazione radiofonica, sfruttando nel modo più diretto il passaggio promozionale. È una scelta rispettabile, certo. E va anche detto che sia questo pezzo che gli altri che compongono il suo nuovo album “Commedia musicale” meritano davvero di essere conosciuti. Ma in relazione al contesto, bisogna applicare lo stesso metro di giudizio. Voto 6
Leo Gassmann – “Girasole”: Anche qui, “piccolo spazio pubblicità” direbbe Vasco. Marketta tratta dal suo ultimo disco “Vita vera paradiso”, con ogni probabilità il nuovo singolo in rotazione radiofonica. Carino, solare, ma credo sostanzialmente che il modo di cantare di Leo ormai è diventato troppo vedibile. Tutte le canzoni, che siano cover o sue, iniziano sussurrate per alzare di qualche tono e finire urlando. Penso che debba lavorare su nuovi registri. Ai tempi di X Factor, lo ricordo come un timbro molto più interessante. Ultimamente sta seguendo sempre lo stesso copione, se proprio vogliamo usare un termine cinematografico. Ecco, la musica non può avere la stessa interpretazione e la stessa sceneggiatura ogni volta che si accende la telecamerina. Voto 5