C'è sempre una canzone (d'amore)

Raccontiamo l’amore con una canzone

Quando ho iniziato a imbastire la rubrica del mercoledì, ho pensato più volte se volessi dare un ordine alle canzoni. Un filo logico che cucisse una storia da raccontare, l’evoluzione dell’amore e tutte le sue sfumature, come una storia di due persone con alti e bassi. Poi però mi sono accorta che stavo andando totalmente nella direzione opposta perché a volte è più facile seguire l’istinto e seguire quello che ti dice il tuo stomaco. Quante volte sono arrivata con in testa una canzone e poi mi sono messa a scrivere di un’altra perché, semplicemente, in quel momento, ne avevo bisogno. Allora ho capito che non posso programmare di settimana in settimana come mi sentirò quella successiva, ho capito che la vita è un gran casino e non esiste proprio un filo logico, quindi perché cercarlo quando in realtà non esiste?

Mi sono data solo due regole: la prima è che i voli pindarici nel mondo del romanticismo prima o poi devono atterrare e la seconda è che non devo essere troppo indie altrimenti vado ad occupare lo “Spazio Indie” e poi devo fare i conti con Cappiello, con il quale ho sempre qualcosa in sospeso e che a causa di forza maggiore, sa dove abito.

Dato che però il volo pindarico è in ritardo e a casa mia ho due cani che fanno la guardia a prova di cinofobo, oggi vi parlerò di un pezzo indie uscito esattamente questo venerdì.

Miopia” è la traccia numero tre dei “Multisala”, il nuovo album di Franco126, il secondo della sua carriera prodotto da Bomba Dischi. C’è tanta vita e c’è tanto amore, in tutte le sue forme. Miopia parla di una storia tra due persone che non sanno cosa vogliono, due persone che si annusano, si osservano ma non si capiscono bene.

E forse stiamo accelerando i tempi
E andremo incontro ad un mare di guai
In fondo siamo solo due incoscienti
E lo sai, lo sai

Non tutte le storie iniziano nello stesso modo, ci sono alcune variabili che sono fondamentali, agiscono indisturbate e scombussolano ogni mossa che avevamo calcolato. Una variabile è il tempismo. Possiamo trovare la persona sbagliata al momento giusto o la persona giusta al momento sbagliato. Ma al cuor non si comanda e allora ci lanciamo come due incoscienti verso qualcosa che neanche noi sappiamo definire. Come quel limbo in cui non sai se vedere bianco o vedere nero e allora ti accontenti del grigio, che forse non è un colore così brutto, infondo si mette con tutto. Non ho ancora capito se siamo noi che cerchiamo l’amore o è l’amore che trova noi, insomma che ci lascia la testa piena di domande e il cuore che va da solo. Da un lato schiacceresti l’acceleratore e dall’altra viaggeresti sempre con il freno a mano tirato. 

Ti presterò un paio di occhi
Così potrai piangere se me ne andrò
O in caso tu prenda una strada dalla parte opposta alla mia
Può darsi che c’ho visto lungo, ma magari è solo miopia
Cosa vuoi chе sia?

Ancora di più quando pensiamo che siamo solo di passaggio nella vita di qualcuno, di passaggio con uno zaino pieno di difetti: “Che poi di una come me che te ne fai?”. Cosa se ne farebbero di noi che andiamo a fare la spesa e puntualmente ci dimentichiamo la borsa da casa? Di noi che diamo consigli di vita agli altri e siamo i primi che non li rispettano? Di noi che parcheggiamo sempre nello stesso posto perchè non sappiamo guidare in città?

Poi ci sono le cose che non vediamo. Io ho capito di non vederci quando non riuscivo a leggere quanti minuti mancassero all’arrivo del tram. Non capisci che sei miope fino a quando non ti metti gli occhiali e da lì ti appare un mondo nuovo davanti. Un mondo a colori, nitido. L’amore infondo è un po’ così, fingiamo di vederci benissimo quando in realtà facciamo fatica a leggere anche il cartello con scritto “Milano”, ma non abbiamo il coraggio di metterci gli occhiali.  Possiamo anche illuderci, sì, ma abbiamo tutto il diritto di farlo.

E questo mondo ci ha tradito entrambi
E non sappiamo più di chi fidarci
Le nostre mani fanno per cercarsi
Senza che a volerlo siamo noi

Se è vero che “occhio non vede, cuore non duole” forse per noi è anche un vantaggio. In quelle situazioni sul filo del rasoio, come quando stiamo per lanciarci con il paracadute e abbiamo due scelte: buttarci oppure rientrare e pensare sempre a come sarebbe stato se solo avessimo avuto più coraggio. Con il paracadute è più facile che in amore. Conosco persone che si buttano e che fanno finta di volare, ma i sentimenti, quelli sono sotto chiave. La testa dice una cosa e il cuore cambia strada, la ragione continua a costruire muri e il sentimento toglie un mattone per volta.

Diventiamo fragili, prendiamo i pali in faccia e i tradimenti che ci fanno così male, perdiamo la fiducia in chi sta davanti a noi e smettiamo di aprirci. Infondo, se non lo lasciamo entrare nella nostra vita, non potrà farci del male. Invece forse il segreto è proprio il contrario, bisogna mettersi davvero gli occhiali e provare a guardare più lontano, verso il mare o verso i grattacieli della città.  Miopia o meno, poi, con altri due occhi accanto a sé si vede meglio, molto meglio.

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Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

By Gloria Tagliani

Il mio lavoro è far quadrare tutto, ma se c’è una cosa che non quadra mai, quella è la mia vita. Credo nei finali dei film romantici, nel Liga, nei tramonti, nei biglietti aerei, nelle canzoni urlate a squarciagola e nelle stelle cadenti. Ho cinque tatuaggi e troppe playlist.

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