Cesare Cremonini, le dichiarazioni dei compagni di viaggio di “Amateur”: Malika Ayane, Salmo e Fabri Fibra

Cesare Cremonini Malika Ayane

Tempo di nuova musica per Cesare Cremonini che ha rilasciato il suo decimo album di inediti, intitolato “Amateur”, tra gli ospiti Malika Ayane, Salmo e Fabri Fibra. Ecco le loro dichiarazioni

«Volevo accanto a me qualcuno che mi aiutasse a cambiare pagina. Volevo costruire un team di supereroi»: con queste parole Cesare Cremonini ha inaugurato la nuova era di “Amateur”, il suo decimo album in studio, presentato nell’anteprima londinese in scena all’O2 Shepherd’s Bush Empire (qui il nostro racconto).

“Amateur” è anche la storia delle persone che lo hanno attraversato. Musicisti, artisti e amici, con esperienze diverse che Cremonini ha voluto accanto a sé e che hanno portato nel disco il proprio linguaggio. L’idea era quella di riunire intorno alle canzoni una squadra di personalità forti e riconoscibili, scelte non semplicemente per interpretare una parte, ma per ciò che avrebbero potuto portare dentro la musica. È in questo stesso spirito che entrano nel disco anche Salmo, Fabri Fibra e Malika Ayane: tre artisti chiamati non soltanto a entrare nelle canzoni, ma a diventarne parte.

​​​​​​​​​​​​Queste le parole di Malika Ayane: «Ho sempre trovato la penna di Cesare estremamente raffinata, intensa, capace di raggiungere una dimensione alta e rara. Una voce diversa, pura, sincera, libera. E Amateur è un disco che, ancora una volta, conferma tutto questo. Sono davvero felice di far parte di questo progetto. Da un lato, perché l’amore che entrambi, Cesare e io, nutriamo per la musica, quando si incontra e trova una direzione comune, riesce a dare vita a qualcosa di bello, autentico, speciale. Dall’altro, per l’affetto profondo che ci lega. Essere qui, oggi, è per me motivo di grande orgoglio. E ne sono davvero fiera».

Queste le parole di Salmo: «Cesare si definisce pop, per me è una delle ultime rockstar italiane rimaste. È un poeta che fa una vita rock n roll, vive ad alta velocità e ha sempre i capelli spettinati. Sapevo che un giorno o l’atro avremo condiviso buona musica insieme. Un giorno è arrivata la sua chiamata: “mi serve un Virgilio per attraversare l’inferno”, io ho risposto: “Cesare, ma che cazzo dici? … Certo che ti accompagno”. Lui non voleva fare una classica collaborazione a distanza, desiderava coinvolgermi nel suo viaggio, farmi capire il quadro completo. Così è stato. Ho scelto di scrivere la strofa sul pezzo Amateur perché credo sia una canzone per veri intenditori, è un mix tra sergent pepper dei Beatles e un qualsiasi pezzo di Fred Buscaglione. Il mio ruolo nel brano è di psicoanalista e venditore di calamite, in poche parole sono il pusher che svende buoni consigli. Cesare è un’artista incredibile, ossessionato dall’arte e dalla musica. Sono contento di aver trovato un amico così matto».

Queste le parole di Fabri Fibra: «Mesi fa Cesare mi ha chiamato e mi ha detto “questi sono i miei provini, ascoltali e dimmi in quale pezzo vorresti entrare”. Ho salvato quella cartella sul mio Mac e quando ci siamo risentiti eravamo entrambi convinti che se avessi scritto una strofa su “Paparazzi” sarebbe potuta saltare fuori qualcosa di interessante. Ho chiamato in studio Zef e lui ha creato un momento all’interno della canzone per la mia strofa. Ascoltando il momento in cui entra la parte di strumentale rap per la mia strofa ho pensato che il contrasto fosse perfetto. Ho scritto e registrato nel giro di pochi giorni e abbiamo mandato il provino a Cesare che era davvero gasato, anche noi».

Cesare Cremonini, i musicisti che hanno suonato in “Amateur”

Il disco non nasce intorno a una formazione fissa o a un unico suono da replicare, ma lasciando che ogni canzone trovi il proprio. Musicisti e strumenti cambiano da un brano all’altro. Rock, pop, jazz, elettronica e scrittura orchestrale convivono nello stesso album attraverso gli incontri che lo hanno costruito.

Donny McCaslin — Saxophone

Sassofonista e compositore statunitense, è una delle figure più riconoscibili del jazz contemporaneo. David Bowie lo volle accanto a sé per Blackstar, dopo averlo ascoltato suonare a New York. Il suo sassofono attraversa Amateur diventando una delle presenze più riconoscibili del disco: compare in sei brani, compresa la title track, Paparazzi e ne Il giardino di sassofoni. Il rapporto nato durante le registrazioni arriva fino al palco di Londra, dove McCaslin sarà special guest dello showcase.

Malcolm Catto — Drums

Batterista, produttore e fondatore degli Heliocentrics, è una figura di culto della scena underground britannica. Il suo linguaggio attraversa funk, jazz, psichedelia e sperimentazione, con un approccio alla batteria fisico, ruvido e immediatamente riconoscibile. Suona in Paparazzi, Cavalli da corsa e Disturbo mentale, portando nel disco una delle sue componenti più istintive e materiche.

Tim Lefebvre — Bass / Double Bass

Bassista americano capace di muoversi tra jazz, rock, elettronica e sperimentazione, ha lavorato con artisti molto diversi tra loro
ed è stato, insieme a Donny McCaslin, tra i musicisti di Blackstar di David Bowie. In Amateur suona basso e contrabbasso, dalla title track a Paparazzi e Il giardino di sassofoni.

Paul Stacey — Guitars

Chitarrista e produttore britannico, ha costruito gran parte della propria storia musicale dentro la scena inglese, lavorando tra gli altri con Oasis e The Black Crowes. Le sue chitarre attraversano diversi momenti del disco, dal riff di Paparazzi a Il giardino di sassofoni, Mega Linz, Disturbo mentale e Solo e solamente.

Jeremy Stacey — Drums / Piano

Musicista britannico, batterista e pianista, ha attraversato rock, pop e jazz collaborando nel corso della sua carriera con alcuni dei nomi più importanti della musica internazionale. In Amateur cambia continuamente posizione: suona il pianoforte nella title track e passa alla batteria in Mega Linz, Cose molto piccole e Athena.

Rosie Danvers — Strings

Arrangiatrice e direttrice d’orchestra britannica, è alla guida di Wired Strings. Insieme ad Alessandro Magnanini firma gli arrangiamenti degli archi del disco e dirige le session registrate ai RAK Studios di Londra. Gli archi diventano così un’altra delle voci di Amateur, presenti in Cavalli da corsa, Il giardino di sassofoni, Cose molto piccole e Solo e solamente.

Intorno a queste presenze, Amateur continua a cambiare formazione da una canzone all’altra. Alle batterie si alternano anche Zach Danziger e Ash Soan; al basso David Catlin-Birch; alle chitarre Michael Jablonka. La sezione fiati guidata da Matt Roberts riunisce trombe, tromboni, sassofoni, flauti e clarinetti; gli archi di Wired Strings portano in studio un ensemble di diciassette musicisti.

Non esiste una sola band di Amateur. Esiste un gruppo di musicisti che cambia forma insieme alle canzoni, lasciando che sia ogni brano a chiedere gli strumenti, gli incontri e il suono di cui ha bisogno. Nei crediti del disco compare anche una dichiarazione tanto semplice quanto precisa: “No ai has been used in this album”. Non come presa di posizione contro la tecnologia, ma come conseguenza naturale del modo in cui Amateur è stato realizzato: attraverso strumenti, persone, incontri, errori e intuizioni. Attraverso quei «gesti misteriosi ed esatti» che appartengono al fare musica.

Scritto da Redazione RM
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