Cesare Cremonini rivaluta il ruolo del “miglior eroe non protagonista”

In radio il singolo  “Nessuno vuole essere Robin”, l’accurata analisi sociale del cantautore emiliano

Bologna e Gotham City non sono mai state così vicine, un gemellaggio voluto fortemente da Cesare Cremonini nel nuovo singolo Nessuno vuole essere Robin, una ballad introspettiva e suggestiva che si avvale di uno dei testi più belli e profondi scritti dall’artista. A ventisei anni di distanza dall’uccisione radiofonica dell’Uomo Ragno, si torna a parlare di supereroi anche in musica, celebrando la figura della “spalla”, ossia quel personaggio spesso bistrattato che suscita meno popolarità del protagonista e, in genere, persino del crudele nemico antipatico e cattivo.

La canzone ci insegna come nella vita non ci sia Batman senza Robin, come ogni singolo individuo è importante in qualsiasi storia e chi primeggia, solitamente, dimostra soltanto la propria esaltazione, che va ben oltre la narrazione fumettistica. L’incoerenza dell’essere umano declinata all’attuale momento storico in cui viviamo, uno sguardo sulla società e sulla digitalizzazione che ha reso le persone più distanti l’una dall’altra e, di conseguenza, sempre più sole. Così come era accaduto con il precedente estratto dall’ultimo disco Possibili scenari, prosegue la ricerca “Poetica di Cremonini, capace di generare emozioni piano-voce, proprio come si faceva una volta. Non c’è un inciso predominante, l’arrangiamento è scarno e minimale, gli stumenti sono quelli classici e la parola assume valore assoluto. Musica suonata al servizio di un testo intimo e pragmatico, fonte d’ispirazione per un auspicabile risveglio delle nostre coscienze.

Nessuno vuole essere Robin | Video

Nessuno vuole essere Robin | Testo

“…Come mai sono venuto stasera, bella domanda
se ti dicessi che mi manca il tuo cane, ci crederesti
che in cucina ho tutto tranne che il sale, me lo daresti
c’ho una spina in gola che mi fa male, fa male, fa male
fammi un’altra domanda che non riesco a parlare
quel che vorrei dirti stasera è non ha importanza
è solo che a guardarti negli occhi mi ci perdo
quando il cielo è silenzioso e mi nevica dentro
se giurassi di dormire con te non toccarti, toccarti, toccarti

Ma certo, puoi dormire col cane
sai quanta gente ci vive coi cani
e ci parla come gli esseri umani
intanto i giorni che passano accanto li vedi partire
come treni che non hanno i binari
ma ali di carta e quanti inutili scemi
per strada o su Facebook che si credono geni
ma parlano a caso mentre noi ci lasciamo
di notte e piangiamo e poi dormiamo coi cani

Ti sei accorta anche tu
che siamo tutti più soli
tutti con il numero 10 sulla schiena
e poi sbagliamo i rigori
ti sei accorta anche tu
che in questo mondo di eroi
nessuno vuole essere Robin

È certo che è proprio strana la vita ci somiglia
è una sala d’aspetto affollata e di provincia
c’è un bambino di fianco all’entrata che mi guarda
e mi chiede perché passiamo le notti aspettando una sveglia
ci prendiamo una cotta per la prima disonesta
complichiamo i rapporti come grandi cruciverba e tu mi chiedi perché
fammi un’altra domanda che non riesco a parlare

Sai quanta gente sorride alla vita e se la canta
aspettando il domani, intanto i giorni che passano accanto
li vedi partire come treni che non hanno i binari
eppure vanno in orario e quanti inutili scemi
per strada o su Facebook che si credono geni
ma parlano a caso e mentre noi ci lasciamo di notte e piangiamo
e poi dormiamo coi cani mentre noi ci lasciamo di notte e piangiamo
e poi dormiamo coi cani mentre noi ci lasciamo di notte e piangiamo
e poi dormiamo coi cani mentre noi ci lasciamo di notte e piangiamo
e poi dormiamo coi cani

Ti sei accorto anche tu
che siamo tutti più soli
tutti con il numero 10 sulla schiena
e poi sbagliamo i rigori
ti sei accorta anche tu
che in questo mondo di eroi
nessuno vuole essere Robin

Come mai sono venuto stasera
come mai sono venuto stasera, bella domanda…”

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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