Fedez e Francesca Michielin

Recensione del brano portato dai due artisti a Sanremo

Sono due artisti che potevano comodamente puntare a vincere Sanremo anche presentandosi da soli: Francesca Michielin e Fedez, due facce tra le più note della scena pop italiana, che scelgono però di presentarsi in coppia sul palco del Festival di Sanremo proponendo al pubblico la loro ‘Chiamami per nome’scritta e composta da una numerosa schiera di autori tra cui Mahmood, Dargen D’Amico, Davide Simonetta e Alessandro Raina, nonché lo stesso Fedez.

Per Francesca Michielin questa partecipazione, la seconda a 6 anni di distanza da ‘Nessun grado di spedizione’, rappresenta la possibilità di rilanciare il suo ultimo progetto discografico uscito nel marzo del 2020, impreziosito un anno dopo da una riedizione denominataFeat – Fuori dagli spazi che vede al suo interno, oltre il singolo sanremese, anche l’aggiunta di quattro brani interpretati rispettivamente insieme a Vasco Brondi, Mecna e Colapesce. Per Fedez si tratta invece della prima presenza sul palco dell’Ariston, dopo aver partecipato in veste di coautore con Lorenzo Fragola nel 2015 con il brano ‘Siamo uguali’.

Dati da tutti come superfavoriti, i due alla fine si piazzano al secondo posto, riuscendo però ad ingranare subito nelle classifiche di vendite digitali, posizionandosi immediatamente al primo posto su tutti gli store. ‘Chiamami per nome’ è un brano che, anche per ammissione dei due protagonisti, vuole distaccarsi dalle loro precedenti (sempre redditizie) collaborazioni, per puntare a mettere in mostra la rispettiva maturità artistica accumulata in questi anni. Il brano parla di una relazione ma lo fa da un punto di vista individuale, due persone diverse che si parlano e cercano il modo per capirsi e aprirsi l’uno all’altro.

La difficoltà della comunicazione e la complessità delle relazioni inserite nel contesto della società odierna sono i temi ricorrenti all’interno del brano che, per struttura, si distacca dalle proposte a cui i due hanno abituato il pubblico. Qui non si trova Fedez che fa le strofe e Francesca che punta sul ritornello, ma si punta ad un ibrido in cui le voci dei due artisti si avvicinano e si allontanano a seconda dei momenti. La cantautrice veneta in particolare, nella versione registrata ma ancor di più sul palco nelle varie esibizioni, dimostra di aver trovato la maturità giusta per farsi carico di gran parte della costruzione artistica del pezzo, lasciando a Fedez il compito di arricchirlo con nuovi colori.

Squadra che vince non si cambia e così, anche stavolta, i due insieme ingrano la marcia che li permette di farsi apprezzare dal grande bacino di pubblico mainstream, pur abbandonato la struttura classica del brano rapper-cantante pop. Di forte impatto il ritornello in cui forte e chiaro si sente l’intervento di Mahmood, così come nello special finale che chiude il pezzo. I due artisti si passano la palla mostrando un ottimo affiatamento, cercando di dosare l’equilibrio tra brano d’amore e sound moderno e puntando su un testo ricco di immagini. Chiamarsi per nome, cercandosi e trovandosi in mezzo a tanta gente divers, alla fine risulta l’unico modo per rafforzare sé stessi grazie alla forza degli altri.

Acquista qui il brano |

Chiamami per nome | Testo

Oggi ho una maglia che non mi dona
Corro nel parco della mia zona
Ma vorrei dirti: “Non ho paura
Vivere un sogno porta fortuna”
La tua rabbia non vince
Certi inizi non si meritano nemmeno una fine
Ma la tua bocca mi convince
Un bacio alla volta come sassi contro le vetrine
Le mie scuse erano mille, mille
E nel cuore sento spille, spille
Prova a toglierle tu, baby
Tu, baby
Chiamami per nome
Solo quando avrò
Perso le parole
So che in fondo ti ho stupito arrivando qui da sola
Restando in piedi con un nodo alla gola
Chiamami per nome
Perché in fondo qui sull’erba siamo mille, mille
Sento tutto sulla pelle, pelle
Ma vedo solo te, baby
Te, baby
In ascensore spreco un segno della croce e quindi?
So bene come dare il peggio, non darmi consigli
Cerco un veleno che non mi scenda mai
Ho un angelo custode sadico
Trovo una scusa, ma che cosa cambierà?
La grande storia banale
Prima prosciughiamo il mare
Poi versiamo lacrime
Per poterlo ricolmare
Le promesse erano mille, mille
Ma nel cuore sento spille, spille
Prova a toglierle tu, baby
Tu, baby
Chiamami per nome
Solo quando avrò
Perso le parole
So che in fondo ti ho stupito venendo qui da solo
Guidando al buio, piango come uno scemo
Chiamami per nome
Perché in fondo qui sull’erba siamo mille, mille
Sento tutto sulla pelle, pelle
Ma vedo solo te, baby
Te, baby
Mi sembra di morire
Quando parli di me in un modo che odio
Aiutami a capire
Se alla fine di me vedi solo il buono
Sotto questo temporale
Piove sulla cattedrale
Rinunceremo all’oro
Scambiandolo per pane
Chiamami per nome
Solo quando avrò
Perso le parole
So che in fondo ci ha stupiti
Finire qui da soli in questo posto
Ma se poi non mi trovi
Chiamami per nome
Perché in fondo qui sull’erba siamo mille, mille
Sento tutto sulla pelle, pelle
Ma vedo solo te, baby
Te, baby
Le promesse sono mille, mille
Ma non serve siano mille
Ora che ho solo te, baby
Te, baby
The following two tabs change content below.

Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

By Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

Commenta qui...

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.