CoCo, Floridiana

A tu per tu con l’artista partenopeo, in uscita con il suo nuovo progetto discografico intitolato “Floridiana

Tempo di nuova musica per Corrado Migliaro, meglio conosciuto con lo pseudonimo di CoCo, rapper e cantautore che abbiamo incontrato in occasione dell’uscita di “Floridiana”, disponibile negli store digitali e tradizionali a partire dallo scorso 6 novembre per Island Records/Universal Music Italia e BFM Music. Uno spaccato di vita, una radiografia fedele e rappresentativa dell’artista, che si impone come una delle proposte più originali e fresco dell’urban-pop nazionale. Diverse le collaborazioni in scaletta, tra cui spiccano i feat. con Luchè, Rkomi, Geolier, Giaime, Lil Jolie e Vale LP. Approfondiamo la sua conoscenza.

Ciao Corrado, benvenuto. Partiamo da “Floridiana”, come si è sviluppato l’intero processo creativo?

«Questo progetto è nato in maniera inusuale rispetto ai precedenti, doveva essere un EP di sole sei tracce, perchè sarebbe dovuto uscire lo scorso marzo, in piena pandemia e in pieno lockdown. Nel frattempo ho continuato a lavorare, a scrivere altri pezzi, arrivando alle quattordici tracce finali presenti in scaletta. Lo considero un EP che mi è sfuggito di mano (sorride, ndr)».

Quali sono le principali differenze con il precedente disco “Acquario”? Quali skills pensi di aver acquisito rispetto al tuo precedente lavoro?

«La mia intenzione era di fare qualcosa di diverso rispetto ad “Acquario”, poiché i miei ascolti sono differenti e mi piace molto spaziare. E’ difficile sviluppare tutte le proprie influenze e far sì che combacino in un unico mondo, proprio per questo motivo, l’obiettivo era quello di aggiungere tutto quello che non ero riuscito ad includere nel precedente lavoro. Sono partito da sonorità un po’ più urban, istintivamente volevo ridimensionarmi un pochino, per portare avanti altri discorsi che non avevo ancora toccato o approfondito».

CoCo, Floridiana

C’è stato un criterio particolare per la scelta dei featuring?

«No, principalmente mi piaceva l’idea di ospitare personalità diverse, ho scelto tutti artisti che, a loro modo, possiedono una forte identità e appartengono ad un mondo ben definito. Con Luca (Luchè, ndr), il rapporto lavorativo e di amicizia prosegue da anni, ma ci tenevo molto a lavorare con Rkomi, Giaime e Geolier. Lo stesso per le ragazze, Lil Jolie e Vale LP, che ricordano un po’ me quando ero più piccolo, perchè hanno entrambe una grande passione».

Sei reduce dalla partecipazione nel disco “Buongiorno” di Gigi D’Alessio, che esperienza ha rappresentato per te questo progetto?

«Per tutti noi, soprattutto di Napoli, per la mia generazione, Gigi rappresenta un ricordo indelebile, siamo tutti legati a lui, anche involontariamente. Quando mi ha chiamato e mi ha proposto di realizzare con lui “Mezz’ora fa”, quasi non ci credevo. E’ una leggenda della musica italiana. Calcola che a Napoli, dopo Maradona, ci sono Pino Daniele e Gigi D’Alessio (sorride, ndr). E’ stata un’esperienza che mi porterò dietro per sempre, è stato bello conoscerlo, perchè è una persona che vive di musica. Umanamente mi ha trasmesso tanto».

Per concludere, in un momento storico così particolare, quali sensazioni e quali riflessioni ti piacerebbe riuscire a trasmettere a chi ascolterà “Floridiana“?

«La mia musica è molto personale, a volte la gente può fare un po’ fatica a rispecchiarsi in tutto quello che dico. Sono consapevole di questo, perché parlo quasi sempre di me, tutte le mie storie nascondo da esperienze che ho vissuto. Quello che mi piacerebbe lasciare è, in generale, qualcosa. Qualcosa che sopravviva negli anni, che non sia legato solo ed esclusivamente a un periodo storico oppure a un trend musicale, bensì trasmettere emozioni, sensazioni e spronare le persone a mettersi a nudo, perchè credo che questo esercizio venga fatto sempre meno, soprattutto tra le nuove generazioni. Oggi come oggi, sembra più importante mostrare quello che vorremmo essere rispetto a ciò che siamo. In tal senso, “Floridiana” vuole essere un invito a tornare ad essere noi stessi, trasformando le nostre debolezze in forza».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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