Coez

Coez accende la polemica sui social: perchè la trap ha sostituito l’it-pop?

661 retweet, 540 citazioni e quasi 5000 likes. Un vero e proprio polverone. Ma andiamo con ordine. Durante la scorsa settimana, Coez ha pubblicato un tweet in cui ha attaccato la musica del momento e, di riflesso, anche chi la ascolta, scatenando un lungo dibattito sui social. “Mainstream – queste le parole del cantante di “Essere liberi” – Regardez moi, Superbattito, L’ultima festa, Polaroid, ci metto anche Faccio un casino. C’è stato un gran momento per la musica italiana. Guardando la classifica mi chiedo se stiamo sbagliando noi qualcosa o non state capendo più un c***o voi“.

Aggiungendo inoltre che “pure ‘sta roba che le canzoni d’amore sono per le fighette non la capirò mai. Vi sentite dischi pieni di m*******e e che nel 90% dei casi non sono vere, almeno nelle canzoni d’amore qualcosa di vero c’è“. Ha ragione o no?

Parabola dell’it-pop |

Coez cita – dimenticandosi però di “Completamente sold-out” dei Thegiornalisti, quello da cui è partito il vero boom – sei album capostipiti della rivoluzione it-pop realizzatasi tra il 2015 e il 2017. Un periodo in cui, grazie allo streaming, diversi artisti si sono fatti spazio dalle proprie camerette sostituendo, ai primi posti delle classifiche, i big della musica italiana.

I progetti citati nascevano letteralmente in cantina, senza quindi il bisogno di budget stellari, e avevano al centro un linguaggio basic, quotidiano, gergale, con citazioni basse, slang cittadini e metafore no-sense che attecchivano precisamente sul target di riferimento delle piattaforme come Spotify, quello giovanile. Un pubblico che, però, si fa facilmente influenzare dalle mode e si stufa anche in breve tempo. E quindi gli artisti in questione, a livello di vendite, non sono più riusciti a ripetere i risultati di quel periodo.

Calcutta non pubblica suoi inediti dal 2019 e si è fatto sentire solo con qualche collaborazione lontana però dai fasti di un tempo. Frah Quintale e Cosmo sono quasi del tutto spariti dalle classifiche. Carl Brave e Franco126 da solisti non hanno più ripetuto i numeri del loro album in combo. Lo stesso Coez è passato dai quattro platini ottenuti con l’album pubblicato nel 2017 all’unico dell’ultimo “Volare“. E Tommaso Paradiso, dopo le vette raggiunte con il progetto Thegiornalisti, con l’esordio solista di “Space cowboy” finora non è riuscito a raggiungere nemmeno il disco d’oro.

Nuova generazione che preferisce la trap |

I loro nomi oggi sono stati sostituiti ai vertici da Rhove, Lazza, Capo Plaza, Paky, Anna, ThaSup, Shiva… e quindi sì, da una parte Coez ha ragione quando dice che le classifiche non sono più una fotografia di qualità. I prodotti citati da lui sono oggettivamente migliori delle mode attuali. Certo, non li metteremmo nel calderone del “gran momento per la musica italiana” perchè altrimenti non sapremmo più come definire l’epoca di Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Lucio Battisti, Fabrizio De Andrè, Franco Battiato, Pino Daniele e Roberto Vecchioni. Ma rimangono comunque segni tangibili di una rivoluzione che ha certamente influenzato l’attualità.

D’altra parte, Coez dimentica però che sta attaccando ciò di cui lui stesso ha beneficiato. Un mercato consegnato ai pollicioni dei ragazzini e a quanto smanettano sui loro smartphone. Chi era giovane cinque anni fa oggi è cresciuto e magari non ha più il tempo di ascoltare la musica con la stessa frequenza di prima. E ha quindi lasciato spazio a una nuova generazione che si sente più rappresentata dalla vita artefatta cantata dai trapper, che dal quotidiano cantato dalla scena it-pop. Due realtà ben diverse ma che hanno in comune l’essere arrivate dal basso grazie all’ascolto persistente di un pubblico più affezionato alle mode che all’artista stesso.

In conclusione |

È il mercato attuale, bellezza. Un “all you can eat” musicale in cui ogni giorno può uscire una nuova star che fino al giorno prima cantava nella propria cameretta e che, con la stessa velocità, rischia di tornare subito nell’anonimato. Non è il caso di Coez che riesce comunque a mantenersi su buoni livelli avendo una proposta in grado di soddisfare anche l’ascoltatore più maturo. Tweet così ce li aspettiamo però scritti tra cinque anni anche da qualcuno a caso tra Rhove, Paky e Capo Plaza. E lì la loro rabbia sarà decisamente superiore.

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Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.

By Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.

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