Coez

Coez accompagna il tour estivo con un nuovo brano che ne conferma il talento

Che Silvano Albanese in arte Coez fosse abile con le parole non è certo una novità. Nella sua ormai decennale carriera il cantautore nato a Nocera Inferiore e cresciuto a Roma ha già al suo attivo pezzi di grandissimo successo che si contraddistinguono, oltre che per la melodia semplice ma mai scontata, anche per i testi che sono diventati, in alcuni casi, dei veri e propri manifesti generazionali.

Fra tutti si ricordano i versi “E scusa se non parlo abbastanza ma ho una scuola di danza nello stomaco e balla senza musica con te sei bella che la musica non c’è” da ‘La musica non c’è”. O ancora: “E’ bella questa stanza pure se ci sto da solo, è bello questo hangover visto che oggi non lavoro, è bello se scopiamo al buio e invece fuori è giorno, è sempre bello averti intorno” da ‘E’ sempre bello’ (di cui qui la nostra recensione) e da ultimo “T’ho dato tutto di me, forse ti ho dato il peggio di me che tanto il meglio era uguale ora che piangi a fare tutte le cose migliori e peggiori le ho fatte con te ma solo il meglio non vale” da ‘Come nelle canzoni’ (di cui qui la nostra recensione).

Essere liberi | La recensione

In “Essere liberi“, produzione di Sick Luke & Sine e con la collaborazione di Valerio Bulla, Coez riesce a compiere un passo ulteriore. Lo fa non limitandosi a descrivere, con la solita invidiabile bravura, i propri stati d’animo e frammenti di vita reale. La capacità di cogliere la realtà e di tradurla in strofe è innegabilmente, d’altronde, il valore aggiunto dei pezzi di Coez.

Nel nuovo singolo il cantautore decide di riflettere (a modo suo certamente, con immagini semplici ma “tremendamente” efficaci) su un concetto tanto facile quanto “delicato”. Coez scrive di libertà ed in particolare di una libertà ritrovata (forse non cercata?) e di quel senso di solitudine, che è il prezzo che occorre pagare per potersi definire veramente liberi. Chi, anche solo in alcuni momenti della propria vita, non ha espresso il desiderio di essere libero? Chi invece, non volendo, si è ritrovato di fatto libero e quindi “solo”? Ma quando siamo veramente liberi?

Certo è facile desiderare la libertà e certamente è ancora più facile ritrovarsi liberi anche senza volerlo ma quanta sofferenza e quanta solitudine si può nascondere dietro a tutto questo. Essere liberi vuol dire, volendo banalizzare, non essere costretti a sottostare a regole, non dovere veicolare i propri discorsi in percorsi unidirezionali ed imposti. Essere liberi può significare, però, anche non essere coinvolti. E questa è la parte difficile, qui c’è la sofferenza. Essere liberi vuol dire (non sempre certo ma molte volte si) essere soli.

Coez centra appieno la questione e, a suo modo, con semplicità ma con una capacità di descrivere la realtà che è prerogativa di pochi, scrive: “Fuori è un modo sotto lo zero esco solo a camminare e ci alleniamo a stare soli a costo d’essere liberi so che ci credevi davvero ma partiamo in cento e ritorniamo soli il prezzo d’essere liberi”. E ancora “Perdiamo tutto in una lite Dio, se c’è un Dio vorrei fosse più vicino. A volte sogno di tornare bambino per guardare il modo che scorre dal finestrino come se lo avessi visto per primo”.

A fare da contrasto al testo ci pensa una melodia dolce che conduce a un ritornello orecchiabile e immediato (non sbaglia chi ritiene lo stile di Coez un abile mix di rap e cantautorato).

Essere liberi” ha tutte le carte per diventare uno dei pezzi di punta della carriera di Coez. Da capire però quanto spazio potrà trovare nella programmazione delle radio in un periodo come quello estivo in cui abbondano le proposte ed i featuring. Di una cosa però siamo sicuri, “Essere liberi” è un pezzo coraggioso: un brano non previsto, come rivelato dallo stesso artista, frutto di alcune cose che il cantante si è trovato a dire e che porterà tanta fortuna all’Essere Liberi in Tour in partenza quest’estate.

Acquista qui il brano |

The following two tabs change content below.

Carlo Seymandi

Amo la musica in tutte le sue forme e dimensioni. Prediligo la musica italiana ma ho una passione illimitata per il pop britannico. Credo che musica significhi emozionarsi e fare emozionare, se capitano entrambi è magia.

By Carlo Seymandi

Amo la musica in tutte le sue forme e dimensioni. Prediligo la musica italiana ma ho una passione illimitata per il pop britannico. Credo che musica significhi emozionarsi e fare emozionare, se capitano entrambi è magia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.