A tu per tu con il giovane artista veneto, in uscita con il nuovo singolo intitolato “E’ tardi rimani

Tempo di nuova musica per Davide Merlini, artista classe ’92 che ricordiamo per aver partecipato alla sesta edizione italiana di X-Factor, oltre che per aver ricoperto il ruolo di protagonista maschile nello spettacolo “Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo”, l’ultimo capolavoro di David Zard. Si intitola “E’ tardi rimani” il singolo che segna il suo ritorno discografico, a due anni di distanza dal precedente “Fuori insieme a te”. Approfondiamo la sua conoscenza.

Ciao Davide, benvenuto. Cominciamo innanzitutto dal tuo nuovo singolo “E’ tardi rimani”, che sapore ha per te questo pezzo?

«Partiamo dal presupposto che è secondo brano che scrivo come autore, su musiche del mio amico Marco Canigiula. Oltre che una crescita artistica, rappresenta una crescita personale perché è un brano che parla di me e di un momento molto particolare, difficile ma ricco di emozioni che ho vissuto in prima persona. Nel video ho voluto fortemente come protagonista femminile la mia fidanzata, per sottolineare ancora di più questo aspetto autobiografico, un senso di verità».

A livello musicale, pensi che questo sound sia quello che più ti rappresenta e che valorizza al meglio la tua timbrica vocale?

«Sì, ho voluto questo questo sound, ho voluto questo questo mood, perché sento mie queste sonorità, è proprio il mio genere. Mi rispecchio tantissimo in questo tipo di ballad, nella melodia e nei ritornelli aperti, devo dire che è una canzone che mi calza a pennello».

C’è stato un momento preciso in cui hai capito che tu e la musica eravate fatti l’uno per l’altra?

«Sì, ma anche nella mia storia d’amore con la musica non sono mancate paure e titubanze. Col tempo sono diventato più sicuro di me stesso, ho iniziato a credere nelle mie potenzialità, ma all’inizio non è stato affatto facile, temevo che questa non fosse la strada giusta. Poi, come spesso accade nella vita, le cose succedono anche un po’ per caso, accettando la sfida di X-Factor. Arrivavo dal karaoke, non avevo mai studiato canto, eppure il fato ha voluto che andassi avanti e incontrassi una serie di persone che hanno sempre creduto in me: inizialmente Simona Ventura nel talent, poi successivamente Veronica e Giuliano Peparini, David e Clemente Zard, che mi hanno scelto per lo spettacolo “Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo”, perché anche lì non avevo mai recitato e per me si trattava di un’esperienza nuova».

Due esperienze che sicuramente ti hanno dato tanto, cosa ti hanno lasciato di concreto la partecipazione ad X-Factor e l’esperienza nel musical “Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo”?

«Diciamo che X-Factor mi ha dato il via, è stata la mia prima esperienza professionale e, forse, la più bella perché le prime cose ti segnano e ti restano per sempre, ritrovarsi a vivere di musica per ventiquattrore al giorno è stato pazzesco. Poi, il teatro mi ha insegnato la fatica, a tirar fuori la voglia di mettermi in gioco, abbiamo fatto quattrocento repliche, un’esperienza che mi ha sicuramente consacrato».

Dopo aver imparato a cantare e recitare, ti sei cimentato anche con le imitazioni, nel 2016 partecipi a “Tale e quale show“, cosa ha aggiunto al tuo bagaglio questa nuova avventura?

«Mi sono buttato a capofitto in quest’altra esperienza, anche lì guidato da professionisti, imitatori e insegnanti che mi hanno trasmesso vari trucchetti del mestiere. Ho avuto la fortuna di incontrare Carlo Conti che mi ha voluto a tutti i costi, per me è stato un grande onore. Ho ottenuto tante belle soddisfazioni, diverse mie esibizioni sono state gradite, in più ho avuto la fortuna di duettare con Massimo Ranieri, uno dei miei miti in assoluto. La mia vita è cambiata a partire dal 2012, in questi ultimi otto anni sono riuscito a vivere di musica, a fare quello che amo di più al mondo».

Venendo all’attualità, a questa pandemia e tutte le sue conseguenze socio-economiche, come hai vissuto queste settimane e in cosa ti sei rifugiato per evadere dalla routine quotidiana? 

«Diciamo che mi sono rifugiato un po’ nella musica, ho scritto altre canzoni, mi sono esercitato a strimpellare la chitarra e ho guardato diverse serie tv. E’ un momento sicuramente difficile, abito a Firenze, una città meravigliosa che vive di turismo, un settore che fa ancora fatica a decollare, gli alberghi sono chiusi, così come la maggior parte dei negozi in centro. C’è tanto lavoro da fare, tanti soldi devono essere ancora stanziati affinché le persone possano spendere e tornare a far girare l’economia. Tra i settori più colpiti c’è anche il mio».

A tal proposito, sono stati fatti un sacco di appelli sia per quanto riguarda il settore musicale che per tutta la filiera dei lavoratori dello spettacolo. Come pensi ne potrà uscire l’industria dell’intrattenimento da tutto quello che sta accadendo?

«Beh, è una situazione complicata. Io stesso avevo varie serate in programma, la maggior parte abbiamo dovuto rimandarle a data da destinarsi. Le criticità ci sono in tutti i settori, per quanto riguarda il mio, difficilmente un impresario può riuscire a coprire gli stessi costi con meno paganti, anche se noi artisti diminuiamo i nostri cachet per venirci tutti un po’ incontro, rimangono difficoltà economiche oggettive. Dietro ad uno spettacolo teatrale ci vogliono minimo cinquanta persone, come fai ad organizzare una tournée con duecento persone a data? Sotto questo profilo il settore del cinema è quello che ne risentirà meno, perché si tratta di ricoprire delle spese già sostenute, magari ci vorrà più tempo, ma che in sala si presentino dieci persone o mille è lo stesso, resta solo una questione di tempo. Per non parlare del calcio, lì possono giocare anche a porte chiuse, mentre se io canto a porte chiuse non è proprio la stessa cosa (ride, ndr)».

Al netto di tutto quello che sta accadendo, quali sono i tuoi prossimi progetti in cantiere? Cosa dobbiamo aspettarci dalla tua nuova musica e da altri fronti?

«Potete aspettarvi tante belle cose, l’intenzione è di far uscire un’altra canzone prima della fine dell’anno, sto pensando e sto lavorando a vari progetti, tra cui uno molto importante. Spero sempre di riuscire a fare Sanremo, magari quest’anno riuscirò ad approdare sul palco dell’Ariston, chissà. I brani stanno prendendo forma, cercherò quello più adatto e ci proverò anche quest’anno».

Per concludere, a chi si rivolge oggi la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare in futuro?

«Guarda, considerando il tema del mio ultimo singolo, credo l’amore non abbia età, dai bambini di cinque anni alle persone più anziane. La mia musica è indirizzata a loro, a tutti quelli che conoscono da vicino questo sentimento, in questo momento c’è davvero tanto bisogno d’amore. Di certo, oggi come oggi, i giovani ascoltano un altro genere, penso però che questo periodo abbia cambiato il modo generale di capire, di ragionare e, magari, di ascoltare».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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