Dargen D'amico

L’artista milanese debutta al Festival di Sanremo con “Dove si balla”, autentico tormentone di questa edizione della rassegna canora

Vent’anni di carriera per Dargen D’Amico, da festeggiare nel migliore dei modi con “Dove si balla”, brano composto a quattro mani con Edwyn Roberts, Gianluigi Fazio e Andrea Bonomo. Il risultato è una commistione di roba, dalla dance di fine anni ’90 al ritornello corale alla Cochi e Renato, passando per le intuizioni alla Franco Battiato e gli innesti alla Paps’n’Skar.

Insomma, ricorda mille cose… un po’ il segreto che ha portato al successo “Musica leggerissima” lo scorso anno, con tanto di sottotesto con riferimento all’attualità (“Che brutta fine le mascherine, la nostra storia che va a fasi benedire”). Genio, sregolatezza e un tocco di paraculaggine. All’unisono, “Fottitene e balla” sarà l’inno di questo Festival.

Tra gli artisti in gara quest’anno, in effetti, Dargen D’Amico è l’unico ad aver portato il “pezzo della vita”, quello che possiamo considerare a tutti gli effetti il suo brano più importante pubblicato finora. Il risultato è una canzone goliardica, divertente, scanzonata e tamarra al punto giusto, in grado di riportarci ai tempi in cui erano aperte le discoteche… semplicemente chiudendo gli occhi.

«Ma va’ a capire perché si vive se non si balla» canta l’artista milanese, in quello che a tutti gli effetti possiamo considerare il vero tormentone di questo Sanremo 2022. Era dai tempi degli Eiffel 65 che al Festival non si sentiva qualcosa del genere, un sound decisamente impreziosito dall’accompagnamento orchestrale. Che dire? Comunque vada sarà un “pà para-rà, parara pa-pà”.

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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