A tu per tu con i due giovani artisti per la prima volta insieme nel singolo estivo intitolato “Sangria

Perdersi nel rosso di un tramonto o in un bicchiere di sangria, questo è quello che capita d’estate ad una coppia innamorata, come raccontano Emma Muscat e Astol nel loro nuovissimo singolo “Sangria”, disponibile in radio e negli store digitali a partire da venerdì 3 luglio. In occasione di questa interessante uscita, abbiamo raggiunto telefonicamente i due giovani artisti per approfondire la loro conoscenza.

Ciao ragazzi, benvenuti. Com’è avvenuto il vostro incontro e com’è nata “Sangria“?

Emma: «Ci siamo conosciuti ad un concerto alcuni mesi fa, abbiamo legato sin da subito. Durante la quarantena ho voluto realizzare questo pezzo solare ed estivo, di quelli che ti fanno venire in mente soltanto il sole e il mare. Non potevo avere occasione migliore per coinvolgere Astol, con la sua strofa si è incastrato entrando perfettamente nel brano».

Astol: «Mi piace pensare che il fatto che abbiamo suonato insieme a Capodanno sia stato un segno del destino, iniziare il 2020 con Emma per poi arrivare a realizzare la nostra traccia per l’estate. A mio parere ci rappresenta in pieno, personalmente ho espresso tutto me stesso su questa base davvero fighissima».

E’ un bel brano estivo che esce in un’estate che non sarà uguale alle altre. Voi, personalmente, come ve la immaginate?

Emma: «Ho sempre desiderato di realizzare un pezzo come questo, ballare e cantarlo insieme alle altre persone, di divertirmi e di divertire. Questa sarà un’estate particolare, certo, a maggior ragione sono contenta di far uscire “Sangria” in un momento come questo».

Astol: «Vogliamo far ballare la gente, speriamo che questo pezzo possa far compagnia chi ci ascolta e anche chi non lo faceva fino ad oggi. Non ci sarà la possibilità di realizzare concerti ma, non appena ci verrà concesso, vi assicuriamo che quell’esibizione sarà memorabile».

Quali sono le caratteristiche che più vi colpiscono l’uno dell’altro?

Emma: «E’ molto facile lavorare con lui, mi sono trovata completamente a mio agio. Astol è molto divertente, gentile, mi capisce al primo sguardo… è un’anima pura».

Astol: «Emma ha una voce che se l’ascoltassi ad occhi chiusi m’innamorerei di lei, ovviamente artisticamente parlando. E’ un fenomeno e credo che meriti molto di più di quello che ha ricevuto, è molto gentile, quasi principesca nei modi, è veramente una bella persona e sono molto contento di aver lavorato con una partner che rappresenta in pieno la bellezza e la delicatezza. Sono felice sia della collaborazione che dell’amicizia nata tra di noi».

Cosa dobbiamo aspettarci dalla vostra nuova musica? Quali sono i vostri rispettivi prossimi progetti in cantiere?

Emma: «Sto scrivendo come sempre tanto, ogni giorno, non smetto mai di lavorare, la musica è la mia vita e non vedo l’ora di potervi far ascoltare tutte le mie canzoni nel cassetto».

Astol: «Sto lavorando al mio disco di inediti che rappresenta per me una ripartenza, l’obiettivo è di portare chi mi ascolta in un immaginario nuovo di un genere quasi inesplorato in Italia, vale a dire il reggaeton. Il tutto sempre condito con il mio spirito e con il mio sound».

Per concludere, cosa vi piacerebbe riuscire trasmettere a chi ascolterà “Sangria” quest’estate?

Emma: «Sicuramente leggerezza, felicità e amore, voglio che sia un pezzo che quando lo ascolti pensi: “questa è la canzone della mia estate”».

Astol: «Mi piacerebbe trasmettere alla gente quel misto di follia e libertà, la voglia di poter fare quello che si vuole e, perché no, far divertire e innamorare più persone possibili».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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