Emma Nolde al Premio Tenco 2026 – INTERVISTA

Emma Nolde

A tu per tu con Emma Nolde in occasione della sua partecipazione al Premio Tenco 2026. La nostra intervista alla vincitrice della Targa per la migliore canzone singola

Emma Nolde è tornata al Teatro Ariston con un ruolo diverso rispetto all’anno scorso. Nel 2025 aveva aperto la rassegna del Premio Tenco: nel 2026 vi è arrivata come vincitrice della Targa per la migliore canzone singola, assegnata a “Quello che deve essere sarà”. Un riconoscimento importante per una delle voci più interessanti della nuova generazione di cantautrici italiane. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei nel backstage dell’evento.

Emma Nolde al Premio Tenco 2026, l’intervista

L’anno scorso avevi aperto la rassegna, mentre quest’anno l’emozione è completamente diversa?

«Sì, sono più tranquilla. Quest’anno faccio canzoni mie, non ho il terrore di rovinare il lavoro di qualcun altro. È un po’ più semplice».

Rispetto all’ultimo singolo, “Siamo in tanti”, c’è stata un’operazione di partecipazione molto interessante. Era una canzone che chi veniva ai tuoi concerti conosceva già bene, e hai scelto di aprire lo spazio ad altre voci, anche a quella scena meno visibile che spesso non arriva al grande pubblico

«Sì, abbiamo avuto questa idea e l’abbiamo messa in atto. Il punto è che ci sono sempre troppi pochi spazi rispetto a tutte le persone che scrivono e fanno musica. Questa cosa, anche se in una parte piccolissima, microscopica, darà spazio a una persona per dire delle cose. Ho ricevuto tantissime strofe. Le ho ascoltate tutte, ve lo giuro: è stato bello, emozionante. Tra poco vedremo il frutto di tutta questa cosa. Io lo vorrei fare su tutte le canzoni, adesso. Non so se sarà possibile, ma è una cosa bella: dovrebbe diventare qualcosa di più comune, più abitudinario».

Può anche essere un’occasione per far nascere una scena…

«Certo. È sempre vero che riuscire a emergere richiede una combinazione di fortuna e di condizioni che non sempre esistono. Ma questo non vuol dire che non ci sia sostanza in quello che uno scrive. Sicuramente farebbe nascere cose diverse, fiori diversi».

Ultima domanda: siamo all’Ariston… Sai, a febbraio c’è un altro Festival qui…

«Quale?».

Mah uno che c’è da più di una settantina d’anni, il Festival di Sanremo? 

«No, mai sentito parlare. Però mi informo, mi informo (ride, ndr)».

Scritto da Federico Arduini
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