En?gma: “Booriana è la tempesta che ho messo volutamente in atto” – INTERVISTA

A tu per tu con il rapper sardo, fuori dal 5 aprile con il suo nuovo album Booriana

Durante la sua lunga carriera Francesco Marcello Scano, in arte En?gma, ha sempre cercato di proporre la propria visione della musica e del rap, spesso andando in controtendenza ed evitando scorciatoie e mode del momento, “si è fatto da solo”, si direbbe. Tra sudore e rime, l’artista sardo oggi continua ad andare dritto per la sua strada, accompagnato dal suo fedele socio Kaizén.

Il suo nuovo album si intitola Booriana ed è disponibile nei negozi e su tutti i digital store da venerdì 5 aprile, per altro debuttando con un ottimo #4 posto nella classifica FIMI, un disco molto ispirato, come lo stesso artista ha raccontato ai nostri microfoni, già anticipato dal singolo Misunderstanding.

Partiamo dal nuovo album, Booriana, perché questo titolo e da cosa nasce l’esigenza di tirare fuori questo nuovo lavoro?

<<L’esigenza maggiore era quella di tirare fuori un suono originale e trovare un’ulteriore identità musicale, e il titolo rappresenta appunto la tempesta messa in atto per raggiungere questo obiettivo>>.

Inizio subito col farti i complimenti perché già dal primo ascolto si intuisce la cura che avete avuto tu e Kaizén della parte musicale. Si può considerare questo album come il tuo lavoro più curato da quel punto di vista? Da dove arrivano le influenze?

<<Assolutamente sì, c’è davvero tanto anche di mio dal punto di vista musicale, e questo oltre che essere una novità è anche motivo di orgoglio perché va a completare la mia figura di artista. Le influenze mie e di Kaizén sono andate a incontrarsi e ad armonizzarsi strada facendo: si parla di new metal, elettronica da parte mia e cantautorato internazionale da parte sua; inoltre ci accomuna la passione per le colonne sonore>>.

Capitolo featuring: tanti e differenti l’uno dall’altro. Come mai questa scelta e quale è secondo te quello più riuscito? 

<<La varietà dei featuring rappresenta il mio volermi mettere in gioco su ogni terreno, mi piace essere eclettico e mi ritengo poliedrico. Il featuring con Emis Killa è sicuramente un brano che per il suo impatto emotivo può essere un gradino sopra>>.

Qual è il brano al quale sei più legato in questo album e perché?

<<Mi piace molto l’atmosfera che crea ‘Ninjutsu’, mi piace il campione utilizzato, il mio tono e il ritornello che ne è venuto fuori>>.

Una vita che cerchiamo risposte, forse stiamo meglio senza certezze”, En?gma ormai ha smesso di cercare queste risposte?

<<No, credo non ci si debba mai limitare nel cercarle, o meglio che ci sia necessità costante di porsi le domande giuste>>.

Sei descritto da tutti come un rapper dal lessico “aulico”, in effetti quando scrivi è difficile trovare rime banali anche nei pezzi più “easy”, questo credi sia un punto di forza o a volte pensi addirittura ti limiti paradossalmente (visto il tipo di musica e in particolare di rap che va oggi)? A me spesso dicono “io En?gma, Rancore e Murubutu non li ascolto perché i testi sono troppo complicati…”

<<A conti fatti e nel mondo di oggi risulta più un limite, ma non saprei fare diversamente…a quel punto meglio fare un disco di sole strumentali, e tra l’altro per il futuro non lo escludo>>.

Lessico “aulico” e riferimenti ricercati sì, però in questo album, forse ancor di più rispetto agli altri, parli veramente tanto di te, è una scelta voluta o è stata semplicemente un’esigenza?

<<Diciamo che mi ci sono ritrovato. Quando ti ritrovi a scrivere tanto, come ho fatto negli ultimi anni, più scavi più escono fuori dei lati e delle sfumature ulteriormente intime che magari manco ti aspettavi. E’ terapeutico, anche se a volte ti ritrovi nuovamente faccia a faccia con certi fantasmi che avevi scacciato>>.

Ci sono artisti della nuova scena che ti ispirano e con i quali ti piacerebbe collaborare? Io ad esempio ti vedrei bene con Tedua o Izi…

<<Sicuramente Izi, Ernia…Ma anche Rkomi>>.

Dove speri possa arrivare En?gma con questo album?

<<Il mio percorso è fatto di piccoli passi, ormai ne ho preso coscienza. Quindi non mi aspetto exploit, ma spero di continuare questa piccola crescita da umile artigiano>>.

C’è un pezzo in particolare, Indifesi, che tratta senza filtri un tema tosto ma attuale come quello dell’immigrazione. Secondo il te il rap oggi (e la musica in generale) può ancora essere un canale importante per trattare certe tematiche?

<<Dovrebbe esserlo, certamente. Molti oramai dicono che il rap non deve per forza dare un messaggio, e ok, posso starci. Ma nell’arco di un album intero fare almeno un brano di questo tipo credo che faccia solo del bene. Il fatto è che una roba del genere, per molti, non vende e non fa business>>.

Proponi praticamente un progetto all’anno, eppure riesci a mantenere sempre intatta la qualità (e questo disco ne è l’ennesima conferma), dove trovi tutta questa ispirazione? 

<<Per tornare a prima, mi pongo continuamente dei quesiti intimamente, e credo che questo mi auto stimoli a migliorarmi e a cercare evoluzione. Aiuta poi di certo la solidità e la serenità interiore che negli ultimi anni ho ritrovato grazie a certe scelte di vita>>.

Seguendoti sui social si vede quanto tu sia legato alla tua terra. Quanto ti aiuta la Sardegna nel tuo mestiere?

<<Come ti dicevo è proprio la mia terra che mi ha donato tranquillità. E per tranquillità intendo, quella che ti permette di tirare fuori ogni tua dote e caratteristica peculiare. Qui vivo una vita quadrata e semplice in fin dei conti, con le mie passioni e i miei affetti. Credo che sia proprio la semplicità di base quella che ti possa aiutare a tirare fuori delle cose straordinarie>>.

Apro YouTube o Instagram e vedo copie di copie di rapper e trapper uguali che tentano di sfondare. Nel 2006 il sogno del ragazzino medio italiano era fare il calciatore (e anche il tuo evidentemente, ascoltando “Mia”), nel 2019 il sogno è diventato quello di fare il rapper (o al massimo lo youtuber). Ma quanto è complicato nel mondo reale poi fare questo mestiere e in generale arrivare a vivere facendo musica? Specialmente facendolo basandosi esclusivamente sulle proprie forze.

<<In realtà il mio sogno nel 2006 era fare il giornalista sportivo (ride), anche perché nel brano che citi affronto più il malessere di aver dovuto abbandonare una passione,ecco…Non sarei mai stato un bravo calciatore. Detto ciò io sono in ballo seriamente in questo ambiente dal 2010 fondamentalmente, e due anni dopo già mi campavo da una passione. Nel mio caso specifico ci vuole tanta produttività e ricerca evolutiva, una gestione oculata del denaro e una conoscenza della propria nicchia. E lungimiranza…Tanta lungimiranza>>.

In una parola Booriana è…?

<<Enfasi>>.

Booriana sarà presentato live con un tour nella penisola che vedrà l’artista impegnato da aprile in poi, queste tutte le date per ora confermate:

venerdì 12 aprile – Ex Magazzini – Roma

sabato 13 aprile – Legend – Milano

sabato 4 maggio – Magazzino 47 – Brescia

venerdì 10 maggio – UniFight Fest – Firenze

sabato 11 maggio – Pedro Padova

sabato 18 maggio – Tropical – Porto Torres (SS)

venerdì 31 maggio – Fabrik – Cagliari

venerdì 14 giugno – Rap Fest – Chiari (BS)

sabato 15 giugno – secret party – Alba (CN)

giovedì 27 giugno – Portofranko Festival – Castel Bolognese (RA)

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Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

Francesco Cavalli

Vent'anni e una vita divisa da sempre in due passioni: calcio e musica. Studia per diventare giornalista. Apprezza la musica in tutte le sue forme ascoltando tutto ciò che passa dal suo mp3 24 ore su 24. Il suo passatempo preferito è annotare, scrivere e commentare tutta la musica che ascolta.

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