Chi ha superato l’esame dell’estate italiana

PROMOSSI:

  • Boomdabash e Alessandra Amoroso – Karaoke: indiscutibilmente nella top3 della stagione estiva grazie ad un inciso martellante e ad un’accoppiata che funziona e che già lo scorso anno aveva rodato prontamente i meccanismi. Lei ha voglia di leggerezza musicale già da qualche tempo e loro sono lo strumento più appropriato per fornirgliela. Possono piacere o no ma il reggae italiano sono loro senza discussione. Primi in radio per diverse settimane, primi su Spotify, YouTube e qualsiasi altra piattaforma per giorni e giorni hanno battuto davvero ogni record prendendosi un triplo disco di platino (ma arriverà anche il quarto con il tempo, vedrete) che di questi tempi non è cosa da poco. L’anno prossimo urgerà trovare, però, nuove strade.
  • Irama – Mediterranea: non c’è due senza tre diceva il proverbio e quindi dopo ‘Nera’ ‘Arrogante’ è arrivata l’ennesima hit by Irama che effettivamente con l’estate ed i suoni latino-americani ha dimostrato di saperci fare sul serio. Lanciato ad ‘Amici Speciali’ è stato il brano che ha letteralmente aperto le porte dell’estate italiana non mostrando mai segni di stanchezza o di logoramento nel corso delle settimane successive quando i brani della concorrenza godevano di una maggio “freschezza” di pubblicazione. Occhio perchè il quattro vien da sè

  • Rocco Hunt e Ana Mena – A un passo dalla luna: lo scorso anno Rocco scelse il mese di settembre per lanciare la sua ‘Ti volevo dedicare’ che aveva comunque tutti gli ingredienti necessari per il tormentone estivo. Quest’anno anticipa saggiamente i tempi e si accompagna con una specialista internazionale del tormentone estivo. Funziona tutto molto bene malgrado una partenza forse un po’ lenta ma che dimostra come anche i pezzi dell’estate abbiano, in realtà, bisogno di essere ascoltati una volta in più per convincere davvero il pubblico.
  • Elodie – Guaranà: reginetta dell’ultima stagione Elodie riparte esattamente da dove aveva avviato la sua svolta artistica oramai due anni fa pubblicando ‘Nero Bali’ e proseguendo la scorsa stagione con ‘Margarita’. Leggera ed orecchiabile è riuscita, in realtà, ad inserire anche in questo brano tutta la sua sensualità, grazia e raffinatezza dimostrando che non occorre essere per forza esagerati (anche musicalmente) per risultare provocanti, convincenti ed accattivanti.
  • Baby K – Non mi basta più: lei fa sempre la stessa cosa per ogni estate eppure anche questa volta il pubblico si rivela essere dalla sua parte. Non gode di troppa fiducia dal mondo radiofonico ma, anche grazie all’apporto televisivo e all’immagine di Chiara Ferragni, i suoi numeri importanti Baby K li ha conquistati anche questa volta superando, di diritto, la prova.
  • Achille Lauro – Bam bam twist: eccentrico e, come sempre, sregolato Achille si è proposto con un twist in salsa 2020 dimostrando che con la musica è ancora possibile giocare e che, anzi, è conveniente per chi vuole farsi scoprire dal pubblico come sempre nuovo e difficilmente catalogabile. Proprio questa diversità alla fine lo rende riconoscibile e tra i più amati da ogni circuito di fruizione.

  • Takagi & Ketra feat. Elodie, Mariah e Gipsy Kings – Ciclone: il duo di produttori cambia tutto questa volta e sceglie una voce tutta femminile per questa canzone meno scontata ed immediata rispetto a quelle delle ultime annate. La ritmica spiazza e l’atmosfera spagnola (ma non reggae) convince l’ascoltatore che si lascia prendere per mano trovando gradevole questo brano e rendendolo uno dei più richiesti sia nell’airplay che nel mercato digitale.

RIMANDATI:

  • Random – Sono un bravo ragazzo un po’ fuori di testa: si è giocato la carta televisiva con ‘Amici Speciali’ uscendone alla grandissima ma è impressione condivisibile quella che, proprio in virtù di ciò, ci si aspettasse un po’ di più da questo brano. Si porta a casa un disco di platino che è assolutamente un traguardo importante eppure, forse, l’avrebbe ottenuto anche senza l’appoggio televisivo. La sua base consolidata c’è, occorre ampliarla in qualche modo.
  • Anna Tatangelo e Geolier – Guapo: è stata la rivelazione della stagione che ha riportato Lady Tata ad una rilevanza musicale dopo diverse stagioni passate in penombra e senza risultati troppo importanti come, invece, meriterebbe e come i suoi inizi promettevano di darle. Merito probabilmente di Geolier che vive un periodo d’oro ma anche del coraggio di osare e cambiare tutte le carte in tavola. Eppure il successo clamoroso non c’è stato: per dirla facile, bene ma non benissimo. Si attendono nuove prove.
  • Mahmood, Sfera Ebbasta e Feid – Dorado: lo scorso anno la coppia Mahmood-Sfera fece sfracelli grazie a Calipso, questa volta sono risultati nettamente più posati nei loro traguardi in classifica. In radio funzionano ma non troppo, idem nelle piattaforme dove rimangono in posizioni autorevoli senza, però, mai sfondare anche a causa di un brano difficile e che fatica a risultare “nazional-popolare” nel vero senso del termine. Probabilmente non cercavano un tormentone ma se questo era l’obiettivo non è riuscito al 100%.

  • Shade – Autostop: ennesimo disco di platino per lui e per la sua proposta musicale che risulta sempre gradita dal pubblico dei suoi fan. Le radio, però, non appoggiano e, forse anche per questo, il risultato è un po’ sotto le aspettative perchè le potenzialità per sfondare il pezzo le aveva davvero tutte. In definitiva fa bene, si comporta discretamente nel segmento digitale ma non raggiunge mai la vetta.
  • DRD, Marracash, Ghali e Madame – Defuera: i numeri si stanno dimostrando dalla loro parte eppure se metti insieme il miglior produttore del momento e due artisti cult della scena urban-rap dei nostri giorni apprezzatissimi, per di più, dal mondo digitale ci si aspetterebbe davvero qualcosa che abbia dell’incredibile. E, invece, tutto questo clamore alla fine non c’è stato e quella che avrebbe potuto essere una hit pazzesca si è rivelata una delle tante di quest’estate.
  • Fred de Palma e Anitta – Paloma: lo scorso anno Fred de Palma aveva conquistato ogni primato in Italia ma anche all’estero facendo credere che quest’anno non ce ne sarebbe stato proprio per nessuno eppure, pur seguendo alla lettera la stessa ricetta, i risultati stavolta sono stati notevolmente contenuti. Certo, i numeri sono assolutamente degni di nota eppure quando chi era stato primo arriva secondo non si può che parlare di sconfitta.
  • Tiziano Ferro e Jovanotti – Balla per me: due nomi da novanta messi insieme per una canzone che, seppur non così prevedibile, aveva davvero tutte le possibilità per farsi notare all’interno di un panorama piuttosto omogeneo e che, dunque, avrebbe apprezzato la diversità. E, invece, TZN e Jova falliscono l’obiettivo accontentandosi di un disco d’oro ed un’impressione comune di non eccessivo entusiasmo.

BOCCIATI:

  • Francesco Renga – Insieme: grandi amori: una delle delusioni più grandi della sua carriera che difficilmente ha subito una bocciatura così unanime. Dopo un disco andato male, occorre ammetterlo, Francesco pare non aver capito che l’estate, e soprattutto questi suoni elettrizzati, non fanno per lui. Si riaffida nuovamente allo stesso team e alla stessa tipologia di canzone che non rende onore ad una voce che meriterebbe ben altre sfide interpretative e vocali. Ci si augura sia davvero l’ultimo capitolo di una saga da dimenticare.
  • Danti, Raf e Fabio Rovazzi – Liberi: Danti ci prova da qualche stagione oramai ma ancora non ha trovato la quadra del cerchio e tra i produttori che si lanciano in avventure personalizzate appare il meno apprezzato almeno fino ad ora. Peccato perchè gli ospiti erano illustri e curiosi da vedere insieme e la canzone poteva dimostrare un buon mordente. Le radio ci hanno creduto ma nessuno, al di fuori, ha seguito l’invito dimostrando come essere passati nelle alte posizioni dell’airplay non sempre sia indicativo del successo di un prodotto.
  • Le Vibrazioni – Per fare l’amore: a Sanremo sono stati i protagonisti, gli outsider assoluti della classifica arrivando al quarto posto quando nessuno se li aspettava così in alto alla vigilia. Per consolidare il momento optano per un brano perfettamente nel loro stile ma che, non se ne capisce il motivo, non viene per nulla notato nemmeno da quel mondo radiofonico che, solitamente, si schiera sempre dalla loro parte. Peccato perchè poteva essere una buona coda di un successo riconosciuto in terra ligure.

  • Luca Carboni – La canzone dell’estate: lui con l’estate ha dimostrato più volte di saperci davvero fare eppure in quest’occasione è sembrato un po’ fuori forma, un po’ troppo sottotono rispetto ai suoi standard e un po’ ripetitivo nelle soluzioni adottate. Il pezzo può anche essere gradevole ma non è nulla di così eccelso da far accedere i riflettori su di lui dopo due anni di assenza.
  • The Kolors – Non è vero: diciamocelo subito: è stato uno dei brani più “diversi” dalla massa che, invece, si è adagiata sull’ormai classico e ripetitivo reggaeton. Lanciati a dovere in quel di ‘Amici Speciali’ i ragazzi partenopei hanno fatto bene ma non così tanto come avrebbero meritato e avrebbero dovuto dimostrando che le ondate di riconoscimenti dei loro esordi non paiono per loro ripetibili. Le radio li seguono e li supportano eppure il pubblico non li accompagna poi troppo: occorrerà capire il perchè.
  • J-Ax – Una voglia assurda: il suo è un appuntamento fisso con l’estate ormai da diversi anni eppure i segnali di crisi già registrati lo scorso anno questa volta vengono davvero messi in primo piano da una canzone un po’ troppo paraculo che adotta tematiche scontate e soluzioni melodiche fin troppo prevedibili. Giusto battere il ferro finchè è caldo ma occorre essere coscienti del fatto che dopo tanto battere il ferro si usura e non rimane più nulla da battere in quello stesso punto.

  • Giusy Ferreri e Elettra Lamborghini – La isla: una ha convinto tutti a Sanremo facendo ballare con una canzone che, bella o brutta che fosse, ha raggiunto il proprio scopo; l’altra, invece, è la regina indiscussa delle estati italiane. Messe insieme avrebbero dovuto conquistare l’intera scena monopolizzandola e, invece, il risultato è stato molto più tiepido di quanto ci si aspettasse forse a causa di un brano non così ispirato o di un’amalgama tutta al femminile che, in Italia, ultimamente stiamo dimostrando di faticare ad apprezzare.
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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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