“Soldi” si classifica al secondo posto alle spalle di “Arcade” dell’olandese Duncan Laurence

Si è conclusa la sessantaquattresima edizione dell’Eurovision Song Contest, con il trionfo dell’Olanda rappresentata da Duncan Laurence. L’artista, in gara con il brano “Arcade”, ha avuto la meglio sull’Italia seconda classificata e sulla Russia arrivata terza. Una vittoria di misura, poiché il nostro Mahmood si è distanziato dalla vetta di soli 27 punti, posizionandosi alle spalle del giovane olandese.

Nato a Spijkenisse l’11 aprile del 1994, Duncan Laurence è riuscito a convincere sia la giuria di qualità che quella popolare, stravincendo grazie soprattutto ai favori del televoto, che è stato per lui determinante. Il pezzo, tra i papabili candidati della vigilia, ha mantenuto le aspettative e ha consacrato nell’Olimpo della musica europea il talentuoso artista, ex concorrente della quinta edizione olandese di The Voice, eliminato nel corso della semifinale del talent show. “Arcade” è il titolo della canzone aggiudicatasi il titolo della manifestazione, composta dallo stesso artista (all’anagrafe Duncan de Moor) insieme a Joel Sjöö e Wouter Hardy.

Per i Paesi Bassi si tratta della quinta vittoria all’Eurovision, che mancava da ben 44 anni. Dopo aver trionfato nel corso della seconda edizione della kermesse nel lontano ’57 con Corry Brokken, il titolo è stato bissato due anni più tardi con Teddy Scholten, nel ’69 da Lenny Kuhr e nel ’75 dai Teach-In. Spetterà alla terra dei mulini a vento ospitare la prossima edizione della kermesse, la 65esima per la precisione.

Per quanto riguarda il nostro Paese, invece, resta un po’ di amaro in bocca per l’ennesima opportunità sfiorata, ma bisogna riconoscere il valore delle proposte che ogni anno ci rappresentano e gioire per l’ennesimo piazzamento positivo. Dopo le ottime figure collezionate con Raphael Gualazzi, Marco Mengoni, Il Volo, Francesco Gabbani, Ermal Meta e Fabrizio Moro, ancora una volta l’Europa chiama e l’Italia risponde.

Eurovision 2019 | Classifica finale

  1. Olanda – Duncan Laurence – “Arcade” – 492 punti
  2. Italia – Mahmood – “Soldi” – 465 punti
  3. Russia – Sergey Lazarev – “Scream” – 369 punti
  4. Svizzera – Luca Hanni – “She got me” – 360 punti
  5. Norvegia – KEiiNO – “Spirit in the sky” – 338 punti
  6. Svezia – John Lundvik – “Too late for love” – 332 punti
  7. Azerbaigian – Chingiz – “Truth” – 297 punti
  8. Macedonia del Nord – Tamara Todevska – “Proud” – 295 punti
  9. Australia – Kate Miller-Heidke – “Zero gravity” – 285 punti
  10. Islanda – Hatari – “Hatrio mun sigra” – 234 punti
  11. Repubblica Ceca – Lake Malawi – “Friend of a friend” – 157 punti
  12. Danimarca – Leonora – “Love is forever” – 120 punti
  13. Slovenia – Zala Kralj e Gasper Santl – “Sebi” – 105 punti
  14. Francia – Bilal Hassani – “Roi” – 105 punti
  15. Cipro – Tamta Goduadze – “Replay” – 101 punti
  16. Malta – Michela Pace – “Chameleon” – 95 punti
  17. Serbia – Nevena Božović – “Kruna” – 92 punti
  18. Albania – Jonida Maliqi – “Ktheju tokës” – 90 punti
  19. Estonia – Victor Crone – “Storm” – 86 punti
  20. San Marino – Serhat – “Say na na na” – 81 punti
  21. Grecia – Katerine Duska – “Better love” – 71 punti
  22. Spagna – Miki Núñez – “La venda” – 60 punti
  23. Israele – Kobi Marimi – “Home” – 47 punti
  24. Germania – Sisters – “Sister” – 32 punti
  25. Bielorussia – Zena – “Like it” – 31 punti
  26. Regno Unito – Michael Rice – “Bigger than us” – 16 punti
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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

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One thought on “Eurovision 2019: vince l’Olanda, l’Italia seconda con Mahmood”
  1. […] “Shangai” è un brano fresco, che gioca su riferimenti estivi e cliché tecnologici, sotto il segno della leggerezza e della voglia di concedersi un po’ di meritato divertimento. A dir poco sorprendenti le sonorità, che richiamano produzioni di respiro internazionale, strizzando l’occhio verso la galassia eurovisiva, infatti un pezzo del genere non passerebbe di certo inosservato in un contesto come l’Eurovision Song Contest. […]

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