lunedì, Maggio 20, 2024

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Fabrizio Moro e la conferma di concretezza ne “La mia voce vol.2” – RECENSIONE

Recensione del nuovo EP del cantautore romano

Fabrizio Moro è concretezza. Se dovessimo descrivere con un solo termine la sua poetica, questo è il primo che ci verrebbe in mente. Le sue canzoni arrivano sempre dritte al punto, sono dirette, viscerali, oneste. La scrittura è anche coraggio, perché bisogna sapersi spogliare completamente senza concedersi vie di mezzo e lui rappresenta in pieno questo concetto. Non fa eccezione “La mia voce vol.2“, secondo capitolo (qui la recensione del primo EP) del viaggio iniziato l’anno scorso con la partecipazione al Festival di Sanremo con il brano “Sei tu“.

Amore distante e speranza di trovarlo |

Se nella prima parte erano presenti anche i temi sociali con la title-track dell’intero progetto, qui il focus è riservato solo a vita e amore. L’amore vissuto con difficoltà dalla figura su cui è incentrata la radiofonica e squisitamente pop “Senza di te“, con una melodia dolce a sorreggere il racconto di una storia di distanza a causa di una personalità non ancora pronta per una vita di coppia (“Casa tua sta dentro ai passi che non riesci ancora a fare“).

Cambia la prospettiva in “Tutta la voglia di vivere“, dove la protagonista è invece desiderosa di avere una persona accanto e, anche se “ancora sola“, non la “spaventa ricominciare” ogni giorno. Una ballad piena di speranza che invita ad avere pazienza per un’attesa che vale la pena vivere, perché un giorno arriverà qualcuno in grado di alleviarle il suo momento di solitudine, silenzio e difficoltà: “Ti svegli prima delle tue paure, che prima o poi qualcuno guarirà“.

Relazioni tossiche o in equilibrio totale |

Il racconto si sposta in prima persona in “Tutte le parole“, con Moro a descrivere una relazione tossica che ha vissuto, condizionata da bugie che è stato costretto ad assorbire per amore: “Le tue bugie confondono ogni segno della tua bellezza, si annidano nell’anima turbata di chi ti accarezza“. Un rapporto che, come tutti quelli dannosi, ha continuato comunque a vivere nella mente di chi ne è stato vittima: “Mi mancano quei gesti che non vedo più, mi manca il suono del silenzio e poi mi manchi tu“.

Una vita intera” narra invece l’amore visto come salvezza. Una power-ballad con un crescendo in pieno stile Moro, che sarebbe stata perfetta per il palco di Sanremo e che entra di diritto tra le migliori canzoni del cantautore romano, in cui la relazione è vissuta talmente con tanta sicurezza e serenità da riuscire ad abbattere le barriere alzate in passato per paura di farsi male (“Ci pensi ancora a noi, ai muri alzati per timore di non essere capiti?“) e immaginare subito dopo la conoscenza una vita insieme all’altra persona: “Noi dobbiamo solo vivere senza rinnegare i nostri passi e se è possibile voglio immaginare insieme a te una vita intera“.

Aspetti malinconici o più potenti |

Malinconia e sprono si affacciano ne “Il sole” e in “Dove“, tracce proposte in successione e all’opposto sia per sonorità che per tematiche. La prima si sviluppa sull’essenzialità e intimità di un tappeto di archi prima dell’ingresso di ritmica e chitarra e ha lo sguardo rovesciato verso il passato. Al centro ci sono infatti le persone che hanno lasciato un segno importante nella nostra vita e che sono state perse contro la nostra volontà, avvicinate a un sole che continua a illuminare perché le figure a noi più care emanano una luce che rimane accesa anche quando non ci sono più.

Dove” è invece un pop-rock elettronico che ci mostra il Moro “da palazzetti” e vuole individuarsi come una spinta per il futuro. Molte volte ci si trova infatti sospesi, immobili, senza un obiettivo, e lui invita invece a camminare sempre e comunque, soprattutto quando non si ha una direzione precisa davanti. La si deve cercare quando si è già in movimento, non cedendo quindi alla disperazione e magari accettando anche di scendere a compromessi (“Ci vuole un piccolo piccolo compromesso, e invece della dignità salvi te stesso“) perché altrimenti si creano punti di attrito con la vita.

In conclusione |

Fabrizio Moro - La mia voce vol 2

Fabrizio Moro è concreto perché in lui non esistono scorciatoie. È arrivato in alto rimanendo sempre fedele all’artista, e all’uomo, che è, e la sua arte è quindi figlia della massima occasione di verità che rappresenta. È in questo modo che, parlando di sè stesso con una spiccata trasparenza, parla in realtà di tutti e fa sentire così l’ascoltatore capito come in poche altre occasioni. Ascoltare un suo disco è come trovarsi davanti a uno specchio.

Miglior traccia | Una vita intera

Voto complessivo | 8,5/10

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Tracklist e stelline |

  1. Tutta la voglia di vivere ★★★★★★★
    [Fabrizio Moro – Fabrizio Moro, Roberto Cardelli]
  2. Il sole ★★★★★★★★★½
    [Fabrizio Moro – Fabrizio Moro, Roberto Cardelli]
  3. Dove ★★★★★★★½
    [Fabrizio Moro – Fabrizio Moro, Roberto Cardelli]
  4. Una vita intera ★★★★★★★★★
    [Fabrizio Moro – Fabrizio Moro, Roberto Cardelli]
  5. Senza di te ★★★★★½
    [Fabrizio Moro – Fabrizio Moro, Roberto Maccaroni – Roberto Cardelli]
  6. Tutte le parole ★★★★★★★
    [Fabrizio Moro – Fabrizio Moro, Roberto Cardelli]
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Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.
Nick Tara
Nick Tara
Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.