Il cantatore toscano sviscera la propria visione del nobile sentimento per antonomasia in “Viceversa

Torna a Sanremo per la terza volta Francesco Gabbani (qui la nostra recente intervista), lo fa senza scimmiottare né se stesso né tantomeno il primate che lo ha accompagnato tre anni fa nel trionfo ottenuto con “Occidentali’s karma”. Si intitola “Viceversa”,  il pezzo che ci permette di approfondire la conoscenza della straordinaria poetica dell’artista toscano, che abbandona i panni di provocatore per indossare un po’ di sano e profondo romanticismo. A colpire sin dal primo ascolto è principalmente il testo, particolarmente sentito e toccante, una riflessione sul voler cercare di spiegare un sentimento complesso, che forse alla fine, come dice Vasco, un senso non ce l’ha.

Tra i versi si sottolineano i contrasti tipici dell’essere umano, dalla semplicità alla complessità, perché in fondo siamo davvero tutti un po’ come dei “libri aperti in equilibrio tra segreti e compromessi”, “anime purissime in sporchissimi difetti”, “fragili combinazioni tra ragione ed emozioni, solitudini e condivisioni”. Cerchiamo di definirci, di dare a tutto sempre una spiegazione, di semplificare, finendo magari per estremizzare, omologando concetti e persino sentimenti.

Diciamocelo, nelle relazioni tendiamo un po’ tutti, chi più chi meno, a complicarci la vita, ad inseguire cervellotiche piste infilandoci dentro comodi stereotipi, o comunque sia, in qualsiasi cosa che ci rassicuri e ci tenga lontano dal mostro dell’imprevisto. La rassicurazione prima di tutto, facendoci perdere il contatto con quello che è il motore di tutto, la sola cosa che ci fa sentire realmente vivi: l’inatteso. In tal senso, Viceversa è una filastrocca per nulla banale, che suggerisce spunti di riflessione ascolto dopo ascolto.

“Non c’è soluzione che non sia l’accettazione di lasciarsi abbandonati all’emozione” perché, parliamoci chiaro, in natura non c’è forza più potente di un “ti amo” detto con trasporto e cognizione di causa, non c’è attività vulcanica più attiva di un sentimento onesto e sincero. Francesco Gabbani lo racconta con il giusto coinvolgimento emotivo e la maturità di un uomo che non si nasconde dietro all’evidenza, alla potenza e all’abbondanza di un “sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa”.

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Viceversa | Video

Viceversa | Testo

Tu non lo dici ed io non lo vedo
l’amore è cieco o siamo noi di sbieco?
Un battibecco nato su un letto
un diluvio universale
un giudizio sotto il tetto
up con un po’ di down
silenzio rotto per un grande sound
semplici eppure complessi
libri aperti in equilibrio tra segreti e compromessi
facili occasioni per difficili concetti
anime purissime in sporchissimi difetti
fragili combinazioni tra ragione ed emozioni
solitudini e condivisioni

Se dovessimo spiegare in pochissime parole
il complesso meccanismo che governa l’armonia del nostro amore
basterebbe solamente dire senza starci troppo a ragionare
che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa
che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa

E detto questo che cosa ci resta
dopo una vita al centro della festa?
Protagonisti e numero uno
invidiabili da tutti e indispensabili a nessuno
madre che dice del padre:
“avrei voluto solo realizzare
il mio ideale, una vita normale”
ma l’amore di normale non ha neanche le parole
parlano di pace e fanno la rivoluzione
dittatori in testa e partigiani dentro al cuore
non c’è soluzione che non sia l’accettazione
di lasciarsi abbandonati all’emozione

Se dovessimo spiegare in pochissime parole
il complesso meccanismo che governa l’armonia del nostro amore
basterebbe solamente dire senza starci troppo a ragionare
che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa
che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa

È la paura dietro all’arroganza
è tutto l’universo chiuso in una stanza
è l’abbondanza dentro alla mancanza
ti amo e basta!
è l’abitudine nella sorpresa
è una vittoria poco prima dell’arresa
è solamente tutto quello che ci manca
e che cerchiamo per poterti dire che “ti amo!”

Se dovessimo spiegare in pochissime parole
il complesso meccanismo che governa l’armonia del nostro amore
basterebbe solamente dire senza starci troppo a ragionare
che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa
che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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