Francesco Renga, l’amore ai tempi de “L’odore del caffè” – RECENSIONE

Reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo, l’artista lancia il nuovo singolo scritto da Ultimo

Francesco Renga - L'altra metà

E’ in rotazione radiofonica da venerdì 22 marzo l’inedito scelto da Francesco Renga per traghettare l’uscita del suo ottavo album in studio, intitolato L’altra metà“, previsto per il prossimo 19 marzo. Il singolo si intitola “L’odore del caffè” ed è stato composto interamente da Niccolò Moriconi, alias Ultimo, uno dei cantautori più interessanti e talentuosi di questi tempi. Il giovane romano tratta ancora una volta con delicatezza i sentimenti senza risultare “sentimentaloide”, con l’innata verve comunicativa che lo contraddistingue, seppur il testo racconti di una lei che se ne è andata e di un lui in preda ad un’inesorabile mancanza (“vorrei incontrarti stanotte quando il vuoto si scioglie, quando sei meno distante”).

Si parla di paura e di forza, di cose dette e cose nascoste, di sicurezza e di debolezza, di tutti quegli aspetti che riguardano la vita di tutti i giorni, partendo proprio dal caffè, elemento che rappresenta e scandisce la nostra quotidianità. Un incontro generazionale di due eccellenze per una canzone che non riesce a decollare, la timbrica senza eguali di Francesco Renga e l’intensa poetica di Ultimo non regalano le stesse emozioni che, solitamente, riescono ad evocare singolarmente.

Da “L’odore del caffè” ci si aspettava qualcosa di più a livello di struttura e di intenzioni, ognuno dei due artisti esegue egregiamente il proprio compito, senza tendere l’uno la mano verso l’altro. Di per sé il pezzo funziona, soprattutto in questa sconfinata pressapochezza rappresentata dall’attuale scenario discografico. Testo e vocalità ci sono, manca un collante, un ponte che unisca questi due mondi così geograficamente e musicalmente distanti. Il risultato? Un buon caffè in cialda, servito a chi da sempre è abituato al gusto intenso della moka.

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L’odore del caffè | Audio

L’odore del caffè | Testo

E’ da tempo che non ti pensavo
quanta fatica per quello che sono
adesso che sono un uomo
e ci sono riuscito
senza averti vicino
è da tempo che respiro piano
col cuore sempre in sordina al mattino
la vita è un gioco di ruolo
e nessuno ha mai vinto
se ha giocato da solo ma
quando perdo sono solo io

E ho bisogno di dirtelo che
una forza ancora non c’è
e ho bisogno di nascondere
le debolezze che conosci di me
vorrei incontrarti stanotte
quando il vuoto si scioglie
quando sei meno distante
vorrei trovarti stanotte
mentre il mondo qui dorme
quando mi manca una parte di te
e la mattina quando mi alzo e c’è
solo l’odore del caffè

E’ da tempo che indosso paura
ma un cielo pieno di stelle per ora
e almeno fino a che dura
una donna sincera
e una casa sicura

E ho bisogno di dirtelo che
una forza ancora non c’è
e ho bisogno di nascondere
le debolezze che conosci di me
vorrei incontrarti di notte
quando il vuoto si scioglie
quando sei meno distante
vorrei trovarti ogni notte
mentre il mondo qui dorme
quando mi manca una parte di te
e la mattina quando mia alzo e c’è
solo l’odore del caffè

Per quanto costa per quello che mostri
il mondo è un posto dove puoi distrarti
io la mattina mi sveglio già stanco
e lascio i dubbi ai colori dell’alba
per quanto costa, per quello che mostri
la vita è in pasto per tutti i rimpianti
ma tu sei fatta soltanto di sogni
che ad occhi aperti non tiri i ricordi
basta un caffè che poi te li perdi

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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