A tu per tu con il cantautore partenopeo, in rotazione con il singolo intitolato “Vita (estate digitale)

A un anno di distanza dalla nostra precedente chiacchierata, abbiamo il piacere di ritrovare Franco J Marino, artista campano in uscita con il singolo “Vita (estate digitale)”, disponibile negli store e sulle piattaforme streaming a partire dallo scorso 5 giugno. Co-prodotto insieme a Tony Esposito, il brano è stato concepito tra le mura domestiche durante il lockdown, per accompagnarci in questa estate e in questa graduale ripartenza.

Ciao Franco, bentrovato. Partiamo dal tuo nuovo singolo “Vita (estate digitale)”, cosa racconta?

«L’ho scritto recentemente durante il periodo di “quarantena” e il messaggio principale che vorrei arrivasse è che, nonostante ci sia qualcosa o qualcuno che ha prodotto questa grave situazione, la vita va avanti e vince su tutto. Lo abbiamo visto con i nostri occhi, con immagini suggestive di mari tornati cristallini e con specie di pesci mai visti prima come ad esempio a Napoli, l’aria più pulita nelle metropoli, le anatre nelle fontane di Bologna. L’importante ora è mettere a fuoco questa esperienza e volgerla in positivo cambiando però rotta».

Un’estate che non sarà di certo uguale alle altre, come te la immagini?

«Me la immagino innanzi tutto senza concerti e poi me la immagino come dice il brano: una “estate digitale”, con scanner per la temperatura agli ingressi degli stabilimenti balneari, col distanziamento sociale etc; più digitale di così…».

C’è una frase che, secondo te, rappresenta e sintetizza al meglio il significato espresso dal testo?

«Ce ne sono più di una: “Ciao mondo come stai?”, “Cosa sarà che ci somiglia e poi ci inganna”, “Non sa che sempre il sole salirà al cielo e poi per noi Vita”. Quel non sa è riferito al virus o a chi o cosa lo ha prodotto».

Dal punto di vista musicale, che tipo di sonorità hai scelto di abbracciare?

«La melodia è molto latina, anzi “Napolatina”, la radio version di Luca Valsiglio può essere definita un reggaeton “fashion”».

A livello narrativo, cosa aggiungono le immagini del videoclip diretto e montato insieme a Sasà Flauto?

«La verità del momento, con mia figlia che ha improvvisato un ballo».

Personalmente, con quale stato d’animo hai affrontato queste complicate settimane?

«Con preoccupazione ma anche con grande spirito riflessivo e creativo».

Sono stati fatti un sacco di appelli nei confronti del settore e dell’intera filiera, come pensi potrà uscirne l’industria discografica?

«Sai, la discografia non stava certo bene neanche prima, ma se togli i live, che però sono una grande fetta del mercato odierno, dal punto di vista “digitale” forse ha guadagnato qualcosa».

Per concludere, secondo te che ruolo hanno la musica e l’arte in generale in questa fase di ripartenza? 

«Non solo in questa fase ma nella vita e nei secoli dei secoli, la musica e l’arte sono l’espressione più alta dell’uomo che lo avvicina a Dio. Senza musica e arte non ci può essere il sogno e neanche vita».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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