Fulminacci, “Maledetto me” è il nuovo singolo tratto da “Calcinacci”
Tempo di nuova musica per Fulminacci che, a partire dal prossimo 1° maggio 2026, renderà disponibile in radio il singolo “Maledetto me” tratto da “Calcinacci”
Dopo l’intensa esperienza alla 76esima edizione del Festival di Sanremo, dove con “Stupida Sfortuna” ha conquistato il Premio della Critica “Mia Martini” e il Premio Assomusica Sanremo 2026 per la “Migliore Esibizione Live di un artista rivelazione”, la pubblicazione del nuovo album “Calcinacci” e il successo del “Palazzacci Tour 2026”, Fulminacci sarà in radio con “Maledetto me” (Maciste Dischi/Warner Records Italy/Warner Music Italy), brano estratto dall’ultimo album. La traccia in rotazione accompagna la sua partecipazione al Primo Maggio di Roma e anticipa gli speciali appuntamenti estivi di “Fulminacci all’aperto”.
Con la sua consueta ironia agrodolce, Fulminacci, in “Maledetto me”, maledice la propria educazione e quella timidezza che impedisce di dire la verità, costringendolo a rifugiarsi nelle formalità. Muovendosi su un riff di chitarra incalzante che rincorre il ritmo frenetico di Roma e dei pensieri, La canzone è un’ode alla vulnerabilità quotidiana, un pezzo pop d’autore che sa di asfalto, rimpianti e di quell’incapacità tutta umana di saper gestire i ritorni improvvisi del passato.
“È il mio primo disco fatto a Roma, la mia città. Senza orari, senza fretta, senza treni. Io, Golden Years e qualche amico che ogni tanto ci è venuto a trovare. Le canzoni sono uscite fuori per gioco, non le ho mai cercate – racconta Fulminacci – La coerenza non è mai stata il mio forte ma stavolta il suono generale è più asciutto, minimale, con i testi e le melodie sempre al primo posto. I calcinacci si trovano dove qualcosa è stato distrutto, ma anche dove gli operai cominciano a ricostruire.”
“Calcinacci” è un album che attraversa addii, fughe, relazioni irrisolte e desideri che cambiano forma, soffermandosi su quegli istanti apparentemente ordinari che, se osservati con attenzione, diventano straordinari. C’è ironia, a tratti spiazzante, e una malinconia leggera che accompagna ogni traccia. Il disco ride delle proprie sventure, accetta le contraddizioni, si sporca le mani con l’imperfezione e ne fa un punto di forza.
A completare il quadro anche due collaborazioni speciali, che si inseriscono con naturalezza nell’universo narrativo del nuovo lavoro in studio: Franco126 e Tutti Fenomeni. Due artisti affini al cantautore per sensibilità e sguardo, capaci di aggiungere nuove sfumature senza alterare l’identità dell’album. Due tasselli diversi ma perfettamente armonici, che contribuiscono a rendere ancora più ricco e sfaccettato il mosaico del nuovo lavoro in studio.
La produzione, curata da Golden Years, che lo ha accompagnato anche in qualità di direttore d’orchestra sul palco dell’Ariston, intreccia sonorità pop, dettagli elettronici e momenti acustici: una collezione di istantanee che si susseguono, dove ogni brano diventa un racconto.