“Flashback”, il ritorno di Ghali sospeso tra passato e futuro – RECENSIONE

Disponibile dall’11 novembre il nuovo singolo del rapper italo-tunisino, intitolato “Flashback

Dopo I love you e Turbococco, il 2019 di Ghali si conclude con “Flashback”, il nuovissimo singolo per Warner Music Italy, che anticipa l’uscita del suo secondo progetto discografico atteso per il 2020, a tre anni di distanza dal successo ottenuto conAlbum, impreziosito dalla presenza di belle canzoni quali “Habibi”, “Ricchi dentro”, “Happy days” e “Ninna nanna”.

Prodotta da Simone Benussi, in arte Mace, “Flashback” ci restituisce l’attitudine di strada del rapper italo-tunisino, a suo agio rispetto ad alcune delle produzioni che hanno succeduto il mega riscontro positivo di Cara Italia. Più che regalarci novità, l’artista consolida il proprio stile, con un brano crudo dalle sonorità cupe, che si ripete senza risultare particolarmente ripetitivo.

Non chiamatelo trapper, perché se c’è un artista che utilizza quel tipo di sonorità in maniera ponderata, con dei testi di senso compiuto e una forte attitudine al pensiero, quello è proprio Ghali, che ha tutte le carte in regola per proseguire il suo cammino di crescita fino a diventare, glielo auguro di cuore, una sorta di Stromae italiano.

Per certi versi il cantautore belga già lo ricorda un po’, anche se ha bisogno di affinare ulteriormente l’interpretazione e la presenza scenica. Dal punto di vista compositivo e per quanto concerne lo stile, bisogna ammettere che il suo è uno dei pochi progetti della nuova scena che ha una forte identità, diverso dal resto delle proposte similari.

In tal senso, Flashback è il pezzo giusto per convincere gli ultimi dissidenti dell’enorme talento del cantautore classe ’93 che, seppur abbia cambiato diversi produttori dopo Charlie Charles, non ha mai perso la propria forma e non si è mai lasciato influenzare dalle tendenze, semmai le ha anticipate. Sarebbe curioso vederlo a Sanremo, una partnership che potrebbe fare bene sia alla kermesse che al suo percorso.

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Flashback | Audio

Flashback | Testo

Possiamo stare best friend, ma ho due richieste
proteggi queste bestie, in corsa campestre
commissario taglia teste, con il Winchester
non fare il guastafeste, c’ho brutti flashback

Mio padre non c’è, se n’è andato via
ha pensato a se, non è colpa mia
mia madre con me nella guerrilla
hai mai visto un re in periferia?
alza i pantaloni, abbassa quei toni
giuro non mi trovi in certe situazioni
intervistatori mi chiedon Ius Soli
credo soltanto che siamo più soli
non so parlare, so solo canzoni
svito bulloni, giro spaghettoni
non presto attenzioni che non mi ridanno
mio papà l’ho visto più dentro che fuori

Non ho mai la mia età, no mai
non c’è più gravità, ormai
tra noi e l’aldilà, un via vai
se hai solo un piano A, lo fai

Possiamo stare best friend, ma ho due richieste
proteggi queste bestie, in corsa campestre
commissario taglia teste, con il Winchester
non fare il guastafeste, c’ho brutti flashback
da tempo non c’è quiete tra le tempeste
borbottan le vecchiette dalle finestre
il quartiere si riveste dopo le sette
tra pattuglie e gangster, c’ho brutti flashback

Pensavo di averlo d’acciaio
sto cuore, nei messaggi che ho mandato per sbaglio
fisso le lancette che girano al contrario
tu guardami gli occhi, se vuoi leggermi il diario
è inutile che aspetto qua non c’è premio in palio
anche se sto sul podio
appeso a un filo di nylon, un gangster teen idol
sta morte la odio, sta vita la amo
seppure la taglio, mi scuso se sbaglio
in zona vendevo al dettaglio
se zoommi ora vedi il dettaglio, woo
sti fluss cosa fanno?
gli infami si nasconderanno
e gli alberi me lo diranno

Non ho mai la mia età, no mai
non c’è più gravità, ormai
tra noi e l’aldilà, un via vai
se hai solo un piano A, lo fai

Possiamo stare best friend, ma ho due richieste
proteggi queste bestie, in corsa campestre
commissario taglia teste, con il Winchester
non fare il guastafeste, c’ho brutti flashback
da tempo non c’è quiete tra le tempeste
borbottan le vecchiette dalle finestre
il quartiere si riveste dopo le sette
tra pattuglie e gangster, c’ho brutti flashback

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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