Giordana Angi viaggia nella profondità di un amore sereno con “Voglio essere tua” – RECENSIONE

Recensione del nuovo album della cantautrice

Arriva a soli pochi mesi di distanza dal precedente e fortunato progetto discografico (“Casa”, di cui qui la nostra recensione), il nuovo album d’inediti di Giordana Angi che, stavolta, guarda con più fiducia e serenità alla vita rivolgendosi all’amore, ai propri fan, alla musica e alla vita stessa con un pieno e convinto Voglio essere tua.

Dieci tracce inedite che parlano tanto e soprattutto d’amore facendolo bene, con tratti cantautorali profondi ed un filo conduttore ben chiaro e definito non solo testualmente ma anche musicalmente per quel che riguarda gli arrangiamenti che, esattamente come gli amori raccontati da Giordana, non si svendono al miglior offerente ma suonano sinceri e coerenti con il sentire dell’artista che è fortemente distante dall’artificio, dall’elettronica o dal reggae. Lo si percepisce chiaramente fin dal singolo d’apertura, Stringimi più forte (qui la nostra recensione del brano), che esordisce dicendo “com’è che mi dicevi? Per sapere amare non basta chiamarsi amore” mettendo fin da subito il tema del pezzo ed il problema, spesso anche musicale, dell’abuso della parola “amore”. Il brano scende con intensità arrivando ad un inciso pop potente dove la ritmica sostiene il timbro graffiato della sua interprete che all’amore associa la felicità della vita, la serenità e la voglia di poter credere in un “per sempre” che duri, almeno, fino alla morte.

Gli episodi migliori del disco arrivano proprio da questo mood di canzoni dove la profondità testuale ed autorale di Giordana riescono a trovare conforto anche in una tipica struttura melodica da ballata pur adottando, di volta in volta, delle variazioni. Un esempio perfetto è l’ottima Le 4 Milano che in una stanza d’albergo con un letto vuoto sviluppa un racconto basato sulla mancanza, la lontananza fisica ma la vicinanza di pensiero e desiderio. La vocalità della cantautrice italo-francese esplode nell’inciso dove riesce a creare delle vibrazioni interessanti e particolari grazie all’accostamento con la ritmica, all’inserimento delle doppie voci ed il pieno dispiegarsi del suo timbro particolare ed unico.

In questo senso si collocano anche la title track Voglio essere tua, che parte solo piano e voce in un mood che richiama da vicino quello di Tiziano Ferro con cui la Angi ha di recente collaborato, e la più bella realizzazione di questo progetto Sempre pronti a giudicare, dove Giordana torna a cucirsi addosso un testo che parla con verità di lei stessa, del proprio amore e della propria esperienza con l’umanità che si rivela sempre pronta a puntare il dito portando, forse, qualcuno a scappare di fronte a tutto ciò e ad abbandonare anche quanto di più bello ci sia al mondo: l’amore, sempre bello, sempre uguale ad ogni altro.

Il senso della tradizione musicale italiana di cui Giordana si sta facendo interprete e massima difenditrice si concretizza anche con quella Oltre mare che vede la collaborazione dell’amico e collega Alberto Urso che compie un passo importante per avvicinarsi all’interprete romana che lo accompagna per mano all’interno di una gran bella ballata pop non solo sui sentimenti ma anche sull’attualità di un mondo diverso da quello violento, scandalizzante e scandalizzato dei nostri giorni.

Tutta la parte restante del disco si dedica, con più o meno efficacia, a dei mood sonori leggermente più movimentati, positivi e coinvolgenti come quelli che si respirano, ad esempio, in Lola, che viene aperta da un riff di basso su cui poi si basa tutta la melodia del brano, o in Ti vorrei adesso, che adotta anche un inciso tutto in francese creando nuova dinamica al pezzo che così spicca per sensualità. Sul ritmo e la sperimentazione sonora giocano anche Paura di morire non ne ho, che opta per una dinamica del cantato vicino al parlato, e 400 proiettili, che adotta, invece, tinte scure e cupe per sviluppare il racconto di un amore sofferto e concluso portando, con il corso del brano, l’arrangiamento ad esplodere grazie ai sintetizzatori. La chicca finale arriva con Encore, ballatona pop intensa tutta  piano e voce e con il testo completamente in francese che dona ancora più classe ed eleganza alla vocalità pregna di emozioni di Giordana.

“Voglio essere tua” è un disco fatto di verità e di vita ma anche e soprattutto di profondità, quella profondità che è il maggior pregio ed il miglior marchio di fabbrica della firma e della penna della Giordana cantautrice. Nei suoi testi e nelle sue melodie non c’è per forza aderenza alle mode o agli stilemi ma c’è voglia di raccontarsi per come ci si sente di farlo, per come si crede di essere. Ne escono perle rare di vita e di amore, un amore che stavolta è più sereno, più maturo, più disteso rispetto alla tanta rabbia e delusione mostrato in “Casa” ma che, non per questo, si dimentica da dove è venuto, che cosa ha passato e come vorrebbe essere.

Migliori tracce | Sempre pronti a giudicare / Le 4 Milano / Stringimi più forte

Voto complessivo | 8/10

Tracklist |

  1. Oltre mare con Alberto Urso 
    [Giordana Angi]
  2. Stringimi più forte 
    [Giordana Angi]
  3. Le 4 Milano
    [Giordana Angi]
  4. Voglio essere tua
    [Giordana Angi]
  5. Ti vorrei adesso 
    [Giordana Angi]
  6. Lola
    [Giordana Angi]
  7. Sempre pronti a giudicare
    [Giordana Angi, Principe, Manuel Finotti, Carlo Avarello]
  8. Paura di morire non ne ho
    [Giordana Angi]
  9. 400 proiettili
    [Giordana Angi]
  10. Encore
    [Giordana Angi]

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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Ilario Luisetto

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