A tu per tu con il giovane cantautore milanese, in uscita con il suo nuovo singolo dal titolo “Giulietta

A qualche mese di distanza dalla nostra precedente chiacchierata, ritroviamo con piacere Giordano Joe Santonocito, meglio conosciuto semplicemente come Giordano Joe, artista classe ’91 attualmente in rotazione radiofonica con il singolo “Giulietta”, disponibile negli store digitali e sulle piattaforme streaming a partire dallo scorso 27 marzo. Approfondiamo la sua conoscenza.

Ciao Giordano, bentrovato. Partiamo dal tuo nuovo singolo “Giulietta”, cosa racconta?

«Con questa canzone ho voluto raccontare la storia di Giulietta, la mia gatta, e il profondo legame creatosi tra noi. Mio fratello Alessandro la trovò per caso nel motore della macchina. Per motivi di lavoro non poteva tenerla e decise di affidarla a me, facendomi un grande regalo».

C’è una frase che, secondo te, rappresenta e sintetizza al meglio il senso del brano? 

«Si, ed è: “…sono stato fortunato ad averti trovata…” scelgo questa perché Giulietta è capitata in un momento particolare. Stavo affrontando un periodo di forte stress, dovevo decidere che fare della mia vita e spesso mi ritrovavo con la mente a vagare tra pensieri negativi. Lei mi ha aiutato a distrarmi, alleggerendo quelle che erano le mie insicurezze».

Chi ha collaborato con te alla realizzazione di questo pezzo? 

«Un nome su tutti è quello di Simone Summa, il mio arrangiatore ma, prima di ogni cosa, mio grande amico. È riuscito a fare un vestito su misura all’imprecisa registrazione vocale che gli avevo mandato del brano. Mi sento di citare anche il nome di Andrea Motta, grande chitarrista che riesce sempre a valorizzare i miei progetti musicali. Non da meno è Daniele Fioramonte, ottimo bassista ma allo stesso tempo mio mental coach».

Cosa aggiungono a livello di narrazione le immagini del videoclip diretto da Marco D’Andragora? 

«Aggiungono colori, fantasia ma soprattutto emozioni, quelle che proprio i nostri amici a quattro zampe sanno farci provare. Ho inoltre gradito la scelta appropriata delle immagini che hanno tenuto conto del peso di ogni singola parola. Ha fatto davvero un buon lavoro».

Che ruolo gioca la musica nel tuo quotidiano? 

«È banale dirlo, ma è fondamentale. Non passa giorno che io non ascolti musica. La mia vita potrebbe essere paragonata ad una continua colonna sonora». 

Da fruitore, ascolti di tutto o tendi a cibarti di un genere particolare?

«In genere ascolto di tutto, potrei passare dalla musica classica al rap con estrema disinvoltura. Credo che la musica sia potente in ogni sua forma; sta a noi selezionare e cercare di trarre il meglio da ogni genere».

Veniamo all’attualità, alla situazione e all’emergenza che stiamo vivendo, la pandemia del Coronavirus ha mutato, seppur momentaneamente, il nostro quotidiamo. Tu, personalmente, come stai affrontando questo momento?

«È un’emergenza storica e, detto sinceramente, c’è molta apprensione. Cerco comunque di cogliere il lato positivo, cioè l’abbondanza di tempo libero a mia disposizione. Sto concludendo alcune mie canzoni ed anche vari tornei di Pes (sorride, ndr). Inoltre mi impegno nello studio della Bibbia, un libro antico ma incredibilmente attuale. Insomma, mi sto dando da fare in attesa di tempi migliori».  

E’ prematuro parlare di conseguenze precise, ma quale impatto emotivo credi che avrà tutto questo sulle nostre vite? 

«Credo che ne usciremo più forti ma anche più consapevoli di quello che il futuro può riservare; questo potrebbe aiutare le persone a riflettere su quello che è il senso della vita e a dare più importanza ai veri valori!».

Stai lavorando al tuo primo album, cosa puoi anticiparci a riguardo?

«In realtà le canzoni già ci sono, mancano solo gli arrangiamenti che, detto così, sembrano una cosa semplice ma richiedono un notevole lavoro. Alcune canzoni sono molto personali ma allo stesso tempo riconducibili alla vita di chiunque altro».

Per concludere, a chi si rivolge oggi la tua musica e a chi ti piacerebbe arrivare?

«Non ho un target ben preciso. L’unico mio obiettivo è quello di fare musica perché mi fa stare bene e mi completa. Continuerò a raccontare le esperienze che vivo sperando che più persone possibili possano rivedersi in ciò che scrivo e trarne a loro volta ispirazione. Così facendo potrò creare con loro un legame duraturo perché se una canzone ti entra nel cuore la porterai con te per sempre».

© foto di Umberto Tumminia

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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