A tu per tu con l’artista siciliano, in uscita con il nuovo singolo intitolato “Per non perderti ancora

Tempo di nuova musica per Giuseppe Salsetta, artista che ricordiamo per la sua partecipazione alla settima edizione del talent show “Amici” di Maria De Filippi. Si intitola “Per non perderti ancora” il brano disponibile dallo scorso 6 marzo, scritto per lui da Tiziano Orecchio e prodotto da Mimmo Mignogna. Approfondiamo la sua conoscenza.

Ciao Giuseppe, benvenuto. Partiamo da “Per non perderti ancora”, cosa rappresenta per te questo nuovo singolo?

«Un altro traguardo raggiunto, ci lavoravo da tempo. Pensavo di riuscire a viverlo in maniera più razionale, invece mi emoziono ogni volta che lo ascolto».

Un brano composto da Tiziano Orecchio, prodotto da Mimmo Mignogna. Come ti sei trovato a collaborare con loro?

«Benissimo. Da parte di entrambi c’è stata una grande disponibilità. Sono due persone fantastiche oltre che preparate e per me sono anche due grandi amici. Vorrei anche sottolineare il lavoro meraviglioso fatto dal Produttore musicale Enzo Mignogna».

C’è una frase in particolare che ti ha colpito sin dal primo ascolto? Un verso che trovi particolarmente rappresentativo?

«”Le rughe nelle mani per sempre mi parlano di te.” Questa è la frase che mi ha colpito fin dall’inizio perché parla di un amore che ha lasciato il segno, qualcosa che ritrovo in ogni dove. Sarà che io sono molto emotivo, ma è come se facesse parte di me questo amore, lo sento mio, forse perché ho vissuto anch’io un amore così forte».

Cosa avete voluto trasmettere attraverso le immagini del videoclip diretto da Cesare Maria Solito?

«L’ispirazione l’abbiamo avuta dal quadro di René Magritte dal titolo “Gli Amanti”. Abbiamo voluto descrivere attraverso le immagini quanto possa essere forte l’amore tra due amanti anche se non si toccano mai. Volevamo trasmettere la forza dell’amore».

Facciamo un salto indietro nel tempo, come e quando hai scoperto la tua passione per la musica?

«Fin da bambino avevo la passione per la musica. Naturalmente all’inizio era come un gioco, ma pian piano è diventata per me qualcosa della quale non potevo fare a meno. È stato sempre un crescendo, fino a farla diventare vita, lavoro, amore. Io vivo di musica».

Quali ascolti hanno influenzato e accompagnato il tuo percorso?

«A me piacciono tanto i Negramaro e Tiziano Ferro, ma ascolto tanta musica diversa, diversi generi e tanti artisti. Non ce n’è uno in particolare che mi abbia influenzato a tal punto da accompagnarmi nel mio percorso».

Nel 2007 entri a far pare della scuola di Amici di Maria de Filippi, a distanza di tredici anni cosa ti ha lasciato di concreto quell’esperienza?

«È stata un’esperienza indescrivibile, mi ha insegnato tanto e mi ha fatto crescere tanto. Ho imparato a mettermi in discussione».

Rispetto alla tua partecipazione, il format del talent è sicuramente cambiato nel tempo. Quali sono secondo te le principali differenze tra ieri e oggi?

«Oggi è totalmente diverso. Ieri era una scuola, entravamo lì per studiare e dovevamo imparare diverse materie artistiche per essere degli artisti “completi”, non ti conosceva nessuno fino a quel momento. Oggi chi entra in quel programma è già preparato nella sua materia, è già conosciuto per via dei social media, è molto più semplice».

Stai lavorando alla lavorazione del tuo secondo album, cosa puoi anticiparci a riguardo?

«A maggio uscirà il mio nuovo album. Spero di trasmettere agli altri le emozioni che ho vissuto io nell’interpretare le canzoni. Aspettiamo l’uscita e poi mi direte cosa ne pensate».

Il progetto più importante in questo momento per te è sicuramente un altro, stai per diventare papà, come stai vivendo queste ultime settimane di attesa?

«Non vedo l’ora, è come se il tempo non passasse mai! Non sto più nella pelle, sono emozionato e allo stesso tempo preoccupato. Spero di essere all’altezza di questo sogno che sta diventando realtà».

Per concludere, qual è la lezione più importante che hai imparato dalla musica in tutti questi anni? L’insegnamento che cercherai di trasmettere a tuo figlio?

«La lezione è semplice, non si può vivere senza la musica, ne sento il bisogno, è linfa vitale. A mio figlio darò il massimo per farlo avvicinare alla musica, al canto e poi sceglierà lui se farne la sua passione. Se dovesse scegliere altro gli insegnerò di dare sempre il massimo e metterci sempre il cuore».

© foto di Sara Galimberti

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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