I Desideri: “Il nostro obiettivo? Arrivare sempre al cuore della gente” – INTERVISTA

A tu per tu con il duo napoletano, fuori con il singolo “Al buio“, disponibile dallo scorso 21 ottobre

Si intitola “Al buio” il nuovo singolo del fratelli Salvatore e Giuliano Desideri, meglio conosciuti come I Desideri, duo campano che si è fatto conoscere al grande pubblico grazie alla vittoria del Wind Summer Festival nel 2017 con “Uagliò”. Tanta gavetta e diverse canzoni lanciate sul mercato, tra cui ricordiamo “Made in Napoli” feat. Clementino, “Adesso” feat. Mostro, “Tu si a regina mia”, “Si cchiù bella” e “Na tipa nova” feat. Peppe Soks. In attesa della pubblicazione del loro prossimo album, atteso per i primi mesi del 2020, abbiamo incontrato per voi i due giovani artisti per parlare del brano attualmente in airplay.

Ciao ragazzi, partiamo dal vostro nuovo singolo “Al buio”, che sapore ha per voi questo pezzo?

«“Al buio” è sinonimo di romanticismo allo stato puro. Una bella storia, quella che può avere protagonista ciascuno di noi, dove si vuole sottolineare l’importanza di avere una persona al proprio fianco, non solo fisicamente. Una di quelle persone che ti cambi la vita e senza la quale non ci si riesce a stare».

Una canzone d’amore, romantica ma sempre contemporanea. Cosa avete voluto raccontare e che tipo di sonorità avete scelto di abbracciare?

«Abbiamo voluto raccontare, come anticipato nella domanda precedente, il connubio di due cuori e di due anime fini a concepire un tutt’uno. Il non poter fare a meno dell’altra metà quasi al punto da “supplicarla” di non andarsene. Romanticismo ma, strizzando l’occhio alle nuove sonorità pop che contraddistinguono i nostri brani da qualche anno a questa parte e sempre strizzando l’occhio alla lingua napoletana».

Cosa avete voluto raccontare a livello di tematiche e che tipo di sonorità avete deciso di abbracciare per esprimervi al meglio?

«Noi ci rispecchiamo molto nei nostri coetanei e loro si rivedono i noi. Quindi una bella storia d’amore, le gioie e i dolori che comporta, è sicuramente un tema che ci consenta di arrivare a tanti di loro, il tutto arricchito dalla contemporaneità dei suoni. Bisogna sempre stare sul pezzo».

Facciamo un salto indietro nel tempo, quando e come avete deciso di dare vita al vostro duo musicale?

«Dopo aver fatto tanta gavetta, iniziando come coristi di nostro padre, e aver calcato insieme a lui prestigiosi palchi in Italia e all’estero abbiamo voluto iniziare questo percorso e dimostrare che non siamo solo “figli d’arte”, spesso non visti di buon occhio, ma ragazzi con tanta voglia di dimostrare in musica la loro età e le loro storie».

Quali ascolti hanno accompagnato e influenzato il vostro percorso?

«Noi ascoltiamo ogni genere di musica. Non c’è miglior artista di chi sa ascoltare tutto e fare suo un genere che è un mix di stili, influenze e gusti personali».

Nel 2017, dopo aver ottenuto già parecchie precedenti soddisfazioni, vi aggiudicate il titolo del Wind Summer Festival con “Uagliò”. Vittoria a parte, cosa vi ha lasciato quell’esperienza?

«Un’esperienza indescrivibile, arricchita dalla vittoria che però non era messa in conto, perché cantare in diretta nazionale di fronte a migliaia di persone ha dato modo a noi di far uscire la nostra musica oltre i soliti confini e a tanti giovani di riconoscersi in noi».

Cosa vi piace e cosa meno di ciò che si ascolta oggi?

«Oggi, come allora, si ascolta di tutto. Ognuno è libero, ed è giusto che sia così, di esprimersi a proprio modo e di creare un pezzo a propria immagine e somiglianza. Basta metterci sempre passione e professionalità».

“Al buio” anticipa l’uscita del vostro nuovo album, previsto per l’inizio del prossimo anno. Che tipo di progetto dobbiamo aspettarci?

«Non possiamo svelare nulla. Ma aspettatevi tanto e sarà solo la metà di ciò che saremo capaci di tirare fuori!».

Prossimamente su Real Time andrà in onda un docufilm che racconta la vostra storia, com’è nata questa idea?

«Dalla voglia di farci conoscere non solo dal punto di vista professionale ma, anche umano. I nostri aneddoti, magari anche più intimi, le nostre gioie, le paure. La storia di due ragazzi come tanti».

Quali sono i vostri obiettivi e/o sogni nel cassetto?

«Il sogno più grande? Non smettere mai di sognare e vivere alla giornata».

Per concludere, dove e a chi desiderate arrivare con la vostra musica?

«Arrivare sempre al cuore della gente. Può sembrare banale ma, se riusciremo a continuare ad emozionare chi ci ascolta continueremo a vincere».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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