Chi ha superato l’esame con la reinterpretazione dei grandi classici del passato?

Ora che si è conclusa l’esperienza di ‘I love my radio‘, ideata per festeggiare i 45 anni di storia delle radio libere italiane, chi sono i big della nostra canzone che hanno superato la prova di reinterpretare un grande successo della tradizione?

PROMOSSI:

  • Elisa – Mare mare (Luca Carboni). La friulana continua a rivelarsi, anche mediante quest’esperienza, la più in forma della generazione degli anni ’90/’00 della musica italiana. Lo fa scegliendo un brano che può permettersi di riadattare al proprio mondo, senza tuttavia snaturarlo eccessivamente, e dimostrando di riuscire ad essere attuale pur cantando una canzone di quasi trent’anni fa. Se Carboni dovesse riprodurre oggi questo brano non andrebbe probabilmente lontano da questa versione e ciò rende Elisa e la sua interpretazione assolutamente azzeccata e perfettamente aderente al concetto di contemporaneità.
  • Negramaro – Sei nell’anima (Gianna Nannini). Giuliano Sangiorgi sceglie saggiamente uno dei brani che maggiormente si potrebbe adattare al mondo sonoro dei Negramaro. Lo fa cogliendo l’orchestrazione tradizionale del classico di Gianna Nannini a cui sarebbe mancata soltanto una componente ritmica più presente per essere tranquillamente assimilabile all’universo della band salentina. La vocalità di Sangiorgi continua ad essere una delle più preziose al maschile e in atmosfere così soffuse lo dimostra in modo palese ed immediato riuscendo a catturare l’emozione dell’ascoltatore.

  • Tiziano Ferro e Massimo Ranieri – Perdere l’amore (Massimo Ranieri). Gioca facile Tiziano Ferro che per la sua cover chiama in causa anche l’interprete originale che lo aiuta (e non poco) a mantenere intatto il focus del pezzo conferendogli quella potenza irrinunciabile per una canzone come questa. I due avevano già testato la resa del duetto sul palco del Festival di Sanremo e anche nella versione incisa l’alchimia rimane intatta dando il giusto spazio a Ferro e, soprattutto, a Ranieri che non può essere proprio separato da questa canzone incredibilmente sua.

RIMANDATI:

  • J-Ax – 50 specil (Lunapop). Scelta azzeccata per J-Ax che, di fatto, poteva scegliere soltanto il classico di Cremonini e soci tra il lotto dei brani proposti visto che altri episodi avvicinabili alla dinamica del suo cantato non ne esistevano molti altri. Il risultato è positivo se si togliesse la strofa completamente riscritta dal rapper lombardo che non si fa sfuggire l’occasione d’inserire delle proprie barre in una canzone che, di fatto, non ne richiedeva affatto la presenza soprattutto se i contenuti non sono poi così originali. Less is more a volte.
  • Giorgia – Non sono una signora (Loredana Bertè). Lady voce sceglie uno dei grandissimi classici al femminile della nostra tradizione musicale che, però, vuole restituire un’immagine di una non-donna puntando non sulla sensualità o la femminilità ma, piuttosto, sul coraggio e su di una forza quasi mascolina che Loredana Bertè ben faceva propria anche a livello d’immagine. Giorgia riconduce il tutto sul suo terreno vocale naturale trovandosi, quindi, in aperta contrapposizione con gli intenti originali che, poi, vengono stravolti anche a livello di produzione e arrangiamento ricorrendo ad un’elettronica troppo finta per rispondere allo spirito compositivo originale dei gloriosi anni ’80. Porta a casa il risultato con mestiere grazie ad una voce che non scopriamo certo oggi ma, forse, la scelta non è la più adatta.

  • Marco Mengoni – Quando (Pino Daniele). Anche Mr.Voce sceglie un brano assolutamente intoccabile ma lo fa richiamando saggiamente un’altra grandissima vocalità maschile della nostra tradizione. Il confronto tra i due è assolutamente inaffrontabile eppure risulta inevitabile per l’ascoltatore che si trova a sentir mancare la pienezza del suono di Pino che Marco non può riuscire a ricreare se non ricorrendo a sovrapposizioni e piccoli arzigogoli vocali. Se Mengoni avesse voluto dar prova della propria capacità vocale (e solo Dio sa quanto gliene saremmo grati) avrebbe dovuto reinterpretare un brano diverso, forse più vicino al nostro presente, e lasciarsi andare davvero piuttosto che rivestire un brano come questo di escamotage vocali non richiesti e superflui.
  • Gianna Nannini – La donna cannone (Francesco De Gregori). Reinterpretata da moltissimi ma da quasi nessuno davvero compresa, assimilata ed esaltata fino in fondo. Gianna ci prova a proprio modo mantenendo l’arrangiamento soffuso ed intimo nella prima parte ma accelerandone la metrica del cantato che, dunque, rompe quella magia del senza tempo che De Gregori era riuscito a dare a questa poesia senza tempo. La timbrica della cantante senese sarebbe stata tranquillamente adatta a questo tipo di brano ma lo stravolgimento effettuato non permette di esprimere il potenziale al massimo.

BOCCIATI:

  • Jovanotti – Caruso (Lucio Dalla). Jovanotti sceglie Dalla ed è già questa una cosa che fa tremare i polsi ma la cosa peggiore si verifica quando l’arrangiamento eterno e maestoso del classico del maestro bolognese viene trasformato da una sezione ritmica in una salsa da spiaggia di tarda estate snaturandone completamente il senso ed il valore musicale. Un vero peccato perché Jovanotti ha dimostrato di saper confrontarsi anche con brani più intensi e struggenti e questo era il caso di ripetere la cosa se non si voleva optare per un brano più sbarazzino e leggero.
  • Biagio Antonacci – Centro di gravità permanente (Franco Battiato). L’errore più grossolano ed inaspettato arriva dal cantautore milanese che si propone di rivedere il grande successo del maestro siciliano a proprio modo ma non considera l’inapplicabilità della cosa. Il risultato è, come nel caso precedente, una canzone dal peso specifico importante e denso che viene trasformata in un pezzo di mezza estate da ballare nelle balere grazie ad una spiccata ritmica. Ed il senso delle parole che fine fa? Mah…

  • Eros Ramazzotti – Una donna per amico (Lucio Battisti). Eros è dotato di una grandissima vocalità da sempre e la scelta di questo classico della coppia Battisti-Mogol potrebbe essere non esattamente la più azzeccata da questo punto di vista ma i successi della più grande coppia musicale della tradizione cantautorale italiana offrono sempre diverse possibilità d’interpretazione che, dunque, permettono anche una grande varietà di versioni realizzabili. Il risultato è un buon pezzo che, però, non ha in sé quel pepe necessario per trascinare e convincere davvero. Non si fa notare insomma e questo, ad oggi, si paga.
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Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

Di Ilario Luisetto

Direttore di "Recensiamo Musica" e suo fondatore dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci che possano accompagnarmi.

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