Alessandra Amoroso Marco Mengoni

L’ultimo scoglio era rappresentato dalla dimensione live ma ora anche questa missione è vinta

Il talent è, per sua natura, una sfida. Giovani o meno giovani talenti (o non talenti) si trovano a sfidarsi a suon di note per decretare il più talentuoso. Da quest’intuizione televisiva sono nati i vari ‘X-Factor, ‘Amici’, ‘The voice’, ‘Music farm” e, in un certo senso, persino il Festival di Sanremo. L’idea della sfida è stata, poi, trasportata anche al di fuori del contesto televisivo dalle esigenze discografiche che non sempre sono andate di pari passo con quelle televisive ma che ormai dominano l’intero panorama talent. Non c’è format che non garantisca un futuro discografico. O almeno che lo prometta.

E così la competizione televisiva ha finito per essere prolungata e replicata anche al di fuori del piccolo schermo. I neo-nati talenti musicali si trovano ad essere in sfida sul piano delle vendite proponendo singoli e album che, inevitabilmente, finiscono per confrontarsi, per mezzo delle classifiche, con quelli dei big della canzone. E da lì l’idea di comparazione si trasferisce ai risultati di vendita, ai premi, al numero di dischi venduti o di biglietti staccati. C’è la corsa ad essere i primi. I primi in classifica, i più venduti, i più passati in radio, i più visualizzati, i più streammati, i primi ad esibirsi in una data location, i primi a stabilire un dato record. I primi. Arrivare secondi non è concesso. Pena l’eliminazione dal circuito che conta.

I talent e la sfida delle vendite |

Con l’esplosione del fenomeno Giusy Ferreri nel 2008 anche il mondo dei talent cambiò rapidamente pelle. Replicato pochi mesi dopo dalla prima vera icona di ‘Amici’, Marco Carta, il percorso della prima popstar lanciata da ‘X-Factor’ fu straordinariamente rivoluzionaria. Per la prima volta la televisione aveva lanciato sul mercato discografico un prodotto vincente. Altamente vincente.

I numeri di una hit come ‘Non ti scordar mai di me’ furono pazzeschi quanto impronosticabili fino a pochi mesi prima. La discografia era riuscita a sfruttare il potere della televisione e dei talent show tanto da riuscire, nel giro di pochi anni, a creare delle vere e proprie star della musica italiana che sfoderavano dischi di platino, abbattevano i costi della promozione stazionando stabilmente in TV per mesi e vincevano a mani basse persino la massima competizione canora italica sfidando i più grandi big del nostro panorama.

La prima sfida post-talent era vinta. Gli artisti lanciati da uno piuttosto che dall’altro programma riuscivano facilmente ad imporsi nelle classifiche di vendita. Lo fanno tutt’oggi con alle spalle un progetto musicale credibile senza troppa fatica. Da Alessandra Amoroso fino a Sangiovanni alti risultati di vendita rimangono saldamente alla protata dei “prodotti” da talent show.

I talent e la sfida delle radio |

Più ostica da vincere è stata, negli anni, la sfida della rotazione radiofonica. Deejay, stampa e programmatori radiofonici si sono spesso rivelati malfidenti rispetto alle proposte musicali provenienti dagli artisti lanciati dalla TV. Seppur sopportati dal mezzo televisivo, da etichette discografiche di assoluto prestigio, da autori acclamati e da manager potenti il supporto radiofonico e della critica sono spesso risultati difficili da conquistare. Alla base di ciò c’è da ascrivere sicuramente unna sorta di classismo ma anche remore tradizionaliste difficilmente conciliabili con il nuovo che avanza a velocità mai viste prima d’ora.

Con il tempo, però, anche queste logiche sono state abbattute. Forti del sostegno del sistema discografico, di repertori assolutamente all’altezza e del sostegno di grandi masse di pubblico gli “artisti da talent” hanno finito per dominare anche l’airplay. In questo ha giocato un ruolo fondamentale anche l’accresciuta rilevanza numerica di suddetti artisti. Può essere facile evitare di trasmettere il pezzo dell’unico cantante proveniente da quel percorso ma quando i cantanti diventano decine dopo anni e anni di trasmissioni il compito diventa assai arduo oltre che fuori dal tempo.

Elodie insieme ai The Kolors furono i primi (qui) artisti della storia di ‘Amici di Maria de Filippi’ a conquistare la vetta dell’airplay radiofonico con la loro congiunta Pensare male‘ nella primavera del 2019. Una data incredibilmente recente se si pensa alle origini del programma fissate nel 2001. Dopo di loro, tuttavia, il risultato si è ripetuto numerose altre volte aprendo, di fatto, una pagina nuova. Sul versante X-Factor l’impresa riuscì con più anticipo a Marco Mengoni, Francesca Michielin e Giusy Ferreri ma altrettanto dura da vincere fu la sfida.

I talent e la sfida degli stadi |

L’ultima sfida che i talent potevano vincere è stata raggiunta proprio nel corso di quest’estate. Marco Mengoni ha già riempito San Siro e lo Stadio Olimpico. Alessandra Amoroso lo farà a giorni. I due artisti saranno i primi cantanti ex-talent show a siglare questo risultato che, di fatto, esaurisce ogni altra possibile sfida ad oggi immaginabile.

Avevano conquistato prima i teatri, poi i palazzetti dello sport e successivamente anche l’Arena di Verona. Come loro lo avevano fatto in decine di altre voci segnando numerosi sold-out e raddoppi di date. Avevano realizzato concerti di dimensioni enormi affidandosi al trucchetto degli ospiti o delle collaborazioni ora, dopo anni e anni, i talent hanno raggiunto anche gli stadi. La sfida è vinta. Piaccia o no. I talent hanno vinto.

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Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

By Ilario Luisetto

Creatore e direttore di "Recensiamo Musica" dal 2012. Sanremo ed il pop (esclusivamente ed orgogliosamente italiano) sono casa mia. Mia Martini è nel mio cuore sopra ogni altra/o ma sono alla costante ricerca di nuove grandi voci. Nostalgico e sognatore amo tutto quello che nella musica è vero. Meno quello che è costruito anche se perfetto. Meglio essere che apparire.

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