Ibla Libertad

A tu per tu con la giovane cantautrice siciliana, all’indomani della sua partecipazione alle ventesima edizione di “Amici

Tempo di nuova musica per Claudia Iacono, meglio conosciuta con lo pseudonimo di Ibla, disponibile in radio e negli store digitali con il singolo Libertad, brano che ha segnato il suo esordio discografico e che ha presentato nel corso della sua esperienza ad Amici”. Approfondiamo la sua conoscenza.

Ciao Claudia, benvenuta. Inaugurerei questa nostra chiacchierata partendo da “Libertad”, com’è nato questo pezzo?

«Questo pezzo è nato in un periodo particolare, durante il lockdown, un momento orribile per tutti. Io odio la monotonia, non sopporto le cose che rimangono ferme. Questo sentimento mi ha riportato un po’ indietro nel tempo, a pensare ad esperienze legate al mio passato, così ho deciso di raccontare la mia storia, parlando di quello che è oggi l’amore per me: un valore aggiunto, non qualcosa che ci completa secondo me. Credo che siamo nati tutto già completi e perfetti, ciascuno a modo suo».

Nel brano parli di libertà, in modo particolare del sentirsi liberi da noi stessi. C’è stato un momento della tua vita in cui ti sei sentita in gabbia?

«In passato ho vissuto un’esperienza che mi ha segnato, mi sono ritrovata intrappolata in una relazione tossica, al punto da sentirmi in gabbia. Ero arrivata a non riconoscermi più, nello spesso vedevo una persona sola e triste, cosa che io non sono per carattere. Ho riflettuto tanto sulla mia libertà e sulla voglia di sentirmi una donna libera. A salvarmi sono state le mie amiche, le prime che avevano intuito il mio disagio, anche se inizialmente le ho allontanate perchè non capivo. Loro vedevano la situazione in maniera più lucida della mia, quando mi sono ritrovata sola è come se mi fossi risvegliata da un incubo, così ho chiuso quella relazione e la mia vita è ripresa. Ho imparato dagli errori e voglio trasmettere a tutti questo messaggio, cercare di essere d’aiuto a chi sta vivendo situazioni analoghe e difficili».

Ibla Libertad

Sei reduce dalla partecipazione ad “Amici”, qual è il tuo personale bilancio di questa esperienza?

«Sicuramente positivo, “Amici” è stata un’esperienza molto importante e forte, più che tre mesi sembra che siano passati anni. E’ stato un full immersion che mi ha lasciato una consapevolezza maggiore rispetto al passato, ho compreso che i limiti sono fatti per essere superati e che possiamo trasformali in delle vere e proprie virtù».

C’è qualcuno che, secondo te, si merita più di tutti la vittoria di questa ventesima edizione del talent?

«Mi sento ancora parte integrante della squadra Cucca-Arisa. Al di là di questo, credo che all’interno del team ci siano elementi veramente forti. Quando osservavo Alessandro danzare vedevo l’arte, per me lui è un ballerino perfetto. Stessa cosa per Tancredi, lui riesce a mettere unicità in tutto quello che fa, ha un modo di scrivere originale, un sound particolare. Secondo me, loro due meriterebbero davvero la vittoria».

Per concludere, alla luce di quello che ci siamo raccontati e alla luce di quello che stiamo vivendo, che significato attribuisci alla parola libertà e cosa ti piacerebbe riuscire a trasmettere a chi ascolterà questa tua canzone?

«Per me la libertà è qualcosa che riguarda in primis noi stessi, sto cercando in tutti i modi di liberarmi da tutte le catene che ho indossato, a volte da sola e per scelta, in passato. Questo vorrei riuscire a fare con la musica, cercare di essere la persona giusta per lanciare determinati messaggi, provare a fare del bene alla gente con la mia musica. Le canzoni hanno potere importantissimo che non bisogna sottovalutare».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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