cinghiale bianco sogni

Il cinghiale bianco si interroga su dove sia il buco nero in cui vanno a finire i sogni quando finiscono

E’ sabato pomeriggio e come spesso accade la televisione è accesa per guardare “Amici“. Viene fatta una sfida: una cantante perde ed una vince. La ragazza che perde deve lasciare la scuola, tra lacrime e saluti tornerà a casa. Quello che colpisce sempre al cinghiale bianco è tutte le volte che sente dire “io non mollerò, continuerò a cantare“. Cosa succede però quando una ragazza di neanche vent’ anni che ha un sogno, quello di cantare, vede una “porta” chiudersi? Proviamo ad immaginarlo.

Il talento si sa, è una specie di dono che arriva “dall’alto”. Quello del canto o della musica in generale è uno di quei “fuochi” che si accendono facilmente nei giovani, influenzati dalle storie a lieto fine che si vedono in tv, spesso proprio grazie ai talent show. Una giovanissima ragazza che non ha mai studiato canto, dotata di una bella voce e della voglia di esprimersi attraverso di essa fa un provino, viene selezionata ed inizia un percorso di studi televisivo, lo stesso che circa ogni anno porta almeno a due concorrenti ad avere un importante contratto discografico. Poi c’è un disco, un po’ di popolarità, forse il Festival di Sanremo e così via. Insomma, una carriera che potrebbe nascere. Le speranze della ragazza sono perciò tantissime, se non fosse che vive un percorso già visto in tv: è la storia di una giovanissima talentuosa, ma non abbastanza per la discografia, le quali regole sono spesso altre.

Lezioni di canto, esibizioni su Canale 5, visibilità televisiva, followers che crescono e sogni che lievitano. Perché si sa, il sogno di tutti i ragazzi come lei è quello di essere lì al suo posto. Purtroppo la voglia di fare non basta, andare a lezione ogni giorno, avere una bella voce ed essere una brava alunna non può essere abbastanza, quelle erano le regole di una volta. Oggi devi avere la “personalità”, devi essere moderna, piacere ai professori e ai discografici, ed anche alle radio, per continuare il tuo percorso.

La ragazza in questione dunque comincia ad essere sempre più insicura, ci crede sempre meno. Così, come spesso capita per le regole televisive, viene “cavalcata l’onda” e la ragazza finisce per doversi fare le valigie e andare a casa, salutando tutti.

Tornata a casa questa ragazza continuerà a non avere le possibilità economiche per studiare, ma farà di tutto per non mollare, dunque troverà un insegnante che la seguirà nel suo percorso. Certamente le sue capacità vocali cresceranno, quindi acquisirà maggiore fiducia in se stessa. Nel frattempo però bisognerà “battere il ferro finché è caldo”, quindi ci si dovrà adoperare per avere un brano inedito da promuovere. Fermi tutti, facciamo che la ragazza non abbia un manager, quindi che debba fare tutto questo da sola, come spesso accade.

Grazie alla breve popolarità la giovane aspirante cantante trova un autore che le scrive un brano e che si offre di produrla artisticamente. Forse per uno scambio di “servizi” l’autore/produttore potrebbe non avere pretese economiche per la produzione dell’inedito. Lui lavorerebbe con una ragazza che ha fatto “Amici“, cosa che gli porterebbe visibilità e parecchio lavoro nei mesi a venire.

Nel frattempo continuano le lezioni di canto, sono passati circa due mesi e la popolarità inizia a scemare: si fa in fretta a dimenticare per i giovanissimi di oggi. Il singolo è pronto ma va fatto un videoclip. Arriva il supporto di un videomaker amico dell’autore dell’inedito. La realizzazione del videoclip le costerà €450,00. Sarebbero stati mille, normalmente. E’ tutto pronto ma manca un ufficio stampa: la ragazza spera che la popolarità acquisita la possa aiutare ad avere la giusta pubblicità in rete, contando solo sulle proprie forze. Sarà lei che contatterà personalmente tramite i social le testate giornalistiche, qualche radio locale e non. Lei ci crede e va avanti (qui un’intervista che racconta una storia di talento e passione).

amici 1

Sono passati ormai quattro mesi dall’esperienza televisiva, e le foto su Instagram in cui si annuncia l’uscita a breve del singolo cominciano a scarseggiare di interazioni. La ragazza però non molla e decide di pubblicare il singolo. Nel frattempo “Amici” finisce ed esce l’EP del vincitore e di altri due cantanti che sono arrivati in finale. Il resto della storia lo possiamo immaginare. Mancando gli strumenti necessari il sistema non potrà permettere alla ragazza di emergere. Ci vorrebbero pazienza, sacrifici, tentativi falliti e soldi da investire. Il sogno della giovanissima ragazza a questo punto potrebbe infrangersi, oppure no.

Il cinghiale bianco crede che i sogni siano per tutti e che ognuno di noi debba poterli vivere. C’è un “diritto a sognare” che deve sconfinare necessariamente e andare oltre tutto ciò che di tangibile esiste nell’arte. Fare un disco, avere popolarità, sono tutte cose che non sempre rappresentano il raggiungimento di un sogno, anzi, il più delle volte sono un modo per avvicinarsi alla disillusione. Avere un talento non vuol dire necessariamente che questo debba essere riconosciuto da tutti. Lo si ha e basta, e lo si può coltivare in mille modi diversi.

La giovane cantante forse ci proverà, o tenterà a tutti i costi di studiare musica, avrà un lavoro normale e canterà nei weekend con le amiche al pub. Lei amerà cantare e canterà. Anche così i sogni si realizzano.

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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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