Perchè il cinghiale bianco non si emoziona quando canta Madame

E’ appena terminato il Festival di Sanremo 2021 ed il Cinghiale Bianco ha seguito ogni dettaglio in questa edizione ricca di colpi di scena e musica “nuova” sul palco del Teatro Ariston della ricca (e quest’anno deserta) cittadina ligure.

Tra i nuovi cantanti che si sono proposti al pubblico di Rai Uno spunta Madame, giovane promessa della casa discografica di Caterina Caselli, già famosa al pubblico giovanissimo per grandi successi come “Sciccherie“.  Sul palco è salita una ragazza scapigliata, apparentemente timida, un po’ a disagio davanti alle telecamere. Il Cinghiale Bianco non farà alcuna recensione sul brano “Voce” di Madame ma vi metterà davanti ad uno specchio. Vengo e mi spiego.

Da una parte c’è una canzone dalle sonorità ReB, potremmo dire meglio d’estrazione trap. Mamma Cinghiale, però, non la capisce. Lasciando da parte la musica e la melodia purtroppo lei non riesce neanche ad afferrarne il significato del testo. “Qualcosa non va in mia mamma“, poiché i giornalisti della sala stampa hanno assegnato a Madame il premio Sergio Endrigo per il testo proprio a questo brano. Allora qual è il problema? Il cinghiale bianco ha perciò sottoposto il testo di “Voce” a mamma cinghiale e ne hanno estrapolato qualche passaggio:

Mi ricordo di te
Ricordo i mille giri sulle giostre su di te
Ho fatto un’altra canzone
Mi ricorda chi sono
Ho messo un altro rossetto sopra il labbro superiore
Negli occhi delle serrande si stenderanno e io sparirò
L’ultimo soffio di fiato e sarà la voce ad essere l’unica cosa più viva di me
Voglio che viva a cent’anni da me
Fumo per sbarazzarmi di lei
Ma torna da me

C’è poco da dire: il testo è bello, spiega con le parole un’emozione chiara e precisa e non solo, utilizza una costruzione sintattica estremamente poetica, potremmo dire nuova e del tutto personale. Leggendo il testo mia mamma risponde “sei sicuro che la canzone sia questa? Io non la ricordavo così bella sentendola cantare alla ragazza“.

Effettivamente c’è qualcosa che manca, come se non arrivasse a chi non ha le orecchie abituate al genere. A mia mamma manca l’emozione, i giovani oggi invece la percepiscono. Ma perché? Il Cinghiale bianco ha perciò deciso di mettere allo specchio un’altra versione della canzone trovata sul web, senza alcun confronto:

 

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La versione piano e voce cattura l’attenzione emotiva di mamma cinghiale, il motivo è semplice ed è che l’essenza nuda di un brano ne permette di cogliere maggiormente il testo e la melodia. Ma un’altra cosa dice Mamma Cinghiale: “cantata da questa ragazza mi piace di più perché la canta bene“. Questo vuol dire che Madame non canta bene? La risposta è no. Quello che fa la differenza è l’attitudine vocale, tipica dei giovani trapper di oggi che decidono di cantare anziché rappare.

Questo modo di approcciarsi al canto è estremamente confidenziale e colloquiale e si allontana dalle logiche del canto classico. Cantare vuol dire modulare la voce, non modulare la voce vuol dire invece declamare, intonare, possiamo trovare tutti i sinonimi del caso per giustificare un approccio al canto diverso da quello a cui le vecchie generazioni sono abituate a vedere sul palco di Sanremo. Madame canta la sua canzone e il divario generazionale non rende intellegibile il testo ai non più giovani di oggi che invece riescono a comprendere un’emozione solo se veicolata in maniera diversa. Questo è il problema del nuovo pop di oggi e dei nuovi cantanti, che nel loro approccio vocale minimalista escludono una fetta di pubblico che invece apprezzerebbe volentieri le proposte musicali quando, come nel caso di “Voce” sono valide e ben fatte.

La soluzione al problema non esiste, può esistere però, e ce lo auguriamo, un punto d’incontro futuro che potrà portare ad una via di mezzo tra i due modi diversi di interpretare per aiutare Mamma Cinghiale quando non riesce a dire “mi emoziona“, perché se la musica non è per tutti dovrebbe quantomeno essere di tutti. Madame, infine, sono sicuro che possa cantare meglio di quello che decide di fare, e non c’è motivo per il quale i giovanissimi fruitori di musica non possano abituarsi all’idea che la voce debba restare il solo mezzo attraverso il quale viene veicolato un messaggio. Se si recita una poesia il testo può essere declamato, se si canta una canzone invece va “cantata”.

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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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