Il Cinghiale Bianco immagina un anno senza il Festival di Sanremo

Lo sappiamo tutti, c’è il Covid, perciò i teatri e i cinema sono chiusi e tutto quello che è notizia. Ora, il cinghiale bianco capisce perfettamente che ci sono delle priorità nella vita, per tale motivo si tratta di speculazioni, nient’altro. Tuttavia il chiacchierare collettivo delle ultime settimane, le varie dispute sulla presenza di pubblico, le minacce di abbandono da parte del conduttore, i politici, i cantanti, Barbara D’Urso. Tutti, insomma, dopo l’argomento Covid, parlano del Festival di Sanremo, come sempre, stavolta un po’ più di sempre.

Immaginiamo che domani venga annunciato che il Festival di Sanremo 2021 non si farà. Cosa succederebbe? “Niente“, pensereste voi, “lo si rimanderebbe come tante altre cose, i giochi Olimpici in primis“. E’ vero, eppure una riflessione va fatta.

Prendiamo come esempio le catene di Sant’Antonio: quelle cose che spesso ci infastidiscono sui social e sui gruppi WhatsApp. Immaginiamo che una persona interrompe la catena, cosa succede? La catena s’interrompe, forse dopo ripartirà, con un entusiasmo differente.

Quando due persone si lasciano dopo tanti anni e poi si riprendono, nel 70% dei casi posi si lasceranno di nuovo, perché la lontananza diventa consapevolezza di una vita “senza”. Così potrebbe succedere al Festival di Sanremo, così come vale per la Sagra del Carciofo di Ladispoli ad esempio. Dopo tanti anni la tradizione si interromperà e l’evento, fulcro economico e sociale della città ligure nella primavera, sarà posticipato al prossimo anno, forse. Non succede nulla, è giusto così perché ci sono delle misure di contenimento eccetera eccetera, non si sta qui sindacando le varie scelte ma solo cosa esse comporterebbero, sia chiaro.

Allarme Sanremo 2021

Abbiamo un po’ perso la magia in questi ultimi mesi, e quando si perde la magia qualcosa purtroppo non va più. Prima c’era l’amore, poi la difficoltà ci ha fatto dimenticare dell’amore. Allora forse amore non era? Il cinghiale bianco non ne conosce la risposta, certo è, però, che quando l’amore passa qualcosa bisogna fare.

Provare a non spegnere il fuoco, in certi casi sarebbe la soluzione. Ci sono delle cose che ormai vanno avanti da sé, come spinte da un vento costante che muove le ruote di un carro trainante. Una biga alata, sarebbe un’immagine alquanto poetica per rappresentarne il senso.

Ora, potrebbe succedere davvero che il Festival di Sanremo si fermerà per un anno? Forse si, se ne sta parlando in questo momento nei piani alti della Rai, forse no, è solo una trovata pubblicitaria come ogni anno volta ad alimentarne l’attesa. Eppure, a dispetto di quanti sanno benissimo che si tratta di una manifestazione canora come le altre (e qui puoi dirci quale sarebbe stata la tua soluzione ideale ) altri sanno che dentro a quelle poche parole ci sono i ricordi di famiglia, la scoperta della TV a casa dei vicini perché nella tua non c’è, costa troppo. Ci sono gli Eros Ramazzotti che senza Sanremo non avrebbero fatto innamorare milioni di persone cantando quelle canzoni, Andrea Bocelli, Giorgia che vince con “Come saprei” e Nilla Pizzi ed Orietta Berti, tra le prime cantanti pop del nostro paese. Gli scandali e le rivoluzioni, l’Italia che cresce e quella che cambia, le famiglie che crescono e che si sfaldano e l’unione provata a ricomporsi davanti alla tv per quei giorni in cui, a torto o a ragione, l’Italia si incanta davanti ad una specie di sagra che ci assembrava tutti, vicini e lontani.

Il romanticismo, insomma, teniamocelo stretto. I ricordi dei nonni che non ci sono più, poi anche dei genitori che ci lasciano ed infine dei nostri figli che cresceranno. Le catene di Sant’Antonio a volte contano.

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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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