Mahmood Inuyasha 2021

Recensione del singolo del ritorno intimista del cantautore

Inuyasha” è il nuovo singolo di Mahmood, dal 12 febbraio in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali di streaming e download per Island Records/Universal Music Italy. Il brano è stato co scritto e prodotto da Dardust, ormai solido alleato di Mahmood nella musica. Dopo un breve periodo di silenzio il cantante ritorna a cavalcare le classifiche italiane riproponendosi introspettivo eripercorrendo la strada tracciata con “Rapide” (di cui qui la nostra recensione) appena un anno fa.

Nella mitologia orientale “Inuyasha” è un essere sovrannaturale dalle sembianze di un cane. Essendo per metà demone ha orecchie canine, occhi ambrati, artigli e canini più sviluppati del normale. Ha anche un olfatto e un udito acutissimo. Inuyasha è dotato di una gran forza fisica ed è anche molto agile. Durante le notti di novilunio  si trasforma in un essere umano e perde tutti i suoi poteri, in questo preciso istante nasce la canzone di Mahmood. La leggenda racconta che Inuyasha era venuto a conoscenza di una sfera magica che donava grandi poteri a chi la possedeva e così aveva pensato di rubarla per trasformarsi in un demone, abolendo la sua parte umana. Purtroppo la sfera era ben custodita da Kikyo, una sacerdotessa. All’inizio i due si combattono, ma poi si innamorano l’uno dell’altra ed Inuyasha, per amore di Kikyo, decide di usare la sfera e diventare un essere umano. E’ l’arrivo di un demone, che brama pure lui la sfera, che fa sì che i due innamorati si distruggano a vicenda. 

Mahmood

La storia del manga giapponese viene in questo brano totalmente trasposta in musica e attualizzata, mantenendone l’aspetto mitologico ma utilizzando un linguaggio volutamente esasperato verso la colloquialità.

Milano fa da scenario ad una storia metropolitana: lui è tutto quello che lei non avrebbe voluto, ma l’amore li travolge scoprendo ogni lato negativo di quando c’è una storia che non è destinata a continuare. La comunicazione è chiaramente spinta verso immagini forti ma quotidiane, svestite d’ipocrisia seppur fortemente metaforiche. Ci sono mani che volano, sputi in piazza Duomo, ferite che bruciano come spari di armi da fuoco e cadute in corsa sui go kart. “Non sarò mai uno di quei rich kid” sono le parole del Mahmood-Inuyasha, che è mezzo cane e mezzo uomo, che viene dalla strada e altro non ha che la sua sfera magica per arrivare al cuore di lei.

Ma la fantasia non basta a cambiare la realtà, perciò la dicotomia tra mitologia e trasposizione urban continua per tutto il brano come fosse un flusso di coscienza di un ragazzo che sente il bisogno di vuotare il sacco. “Fanculo se mi spari” è l’apoteosi di chi non ha niente da perdere e non ha paura di andare fino in fondo ad un sentimento. Come Inuyasha e Kikyo, due poli opposti si attraggono per poi distruggersi.

Tanta verità, troppe parolacce in questo brano che avrebbe potuto rendere l’idea anche senza ricorrere a certi mezzi comunicativi che da un lato destano l’attenzione, dall’altro ci abituano a sempre meno distinguere il buon senso del linguaggio in pubblico. Non è moralismo, solo va sottolineata la responsabilità di un giovane artista nel non incentivare al “dico ciò che voglio” dei giovani di oggi. Se lo dice Mahmood nel suo nuovo singolo non vuol dire che si possa dire “Fan***o”, ne tantomeno “ca**o”. La libertà comunicativa rende l’idea di uno sfogo emotivo in musica, poco di un concetto di ritegno di un linguaggio pubblico sempre più basso nella comunicazione di oggi che si allontana e parecchio dalla licenza poetica.

L’arrangiamento di “Inuyasha” resta il linea con gli ultimi lavori dell’artista: l’architettura della produzione è  minimal e la fusion orientale ne caratterizza le sfumature, permettendo alla voce di griffare con eleganza e raffinatezza e rendendo come sempre il mondo musicale di Mahmood unico in Italia per ricerca sonora e stilistica.

Il videoclip ufficiale, girato da Simone Rovellini, è un’apoteosi di arte visiva in musica. La fotografia in particolare è degna di un lavoro cinematografico che merita nota e magnificenza. Mahmood come Inuyasha nel videoclip sfida l’amore, tra il rosso e la neve, tra il freddo e il sangue.

Acquista qui il brano |

Testo | Inuyasha

Quando mi dici addio tu mi spezzi il cuore
Arrivare ad alzare le mani non mi piace più
Se litighiamo in mezzo ad altre persone
Non ha senso chiedere agli amici chi ha la ragione
Se per te non vale un cazzo chi siamo
Oggi per me noi valiamo più di un Ocean Drive
Se ti chiedo come stai
La verità brucia in faccia come la cicatrice di Inuyasha
Non so più come stiamo ancora in piedi

Non sarò mai uno di quei di rich kid
Mi vedi e lo capisci
Stare con me ti sembrerà
Come planare sui go-kart
Lo ammetto chе non ho fatto di tutto
Per dirti in faccia che oramai
Dire addio non vuol dirе che è la fine

Metterò il peggio di me
Dentro a una crisalide
Per non farti più male
Se lo farai anche te

Passare tutti i giorni assieme fa paura
Dirti che voglio stare solo è difficile
La gente ti parla, poi ti ama
Vuole tutto, poi ti spara
Preferisco te a chi mi mente
Scopare in giro non mi lascia niente

Non sarò mai uno di quei rich kid
Mi vedi e lo capisci
Stare con me ti sembrerà
Come planare sui go-kart
Lo ammetto che non ho fatto di tutto
Per dirti in faccia che oramai
Dire addio non vuol dire che è la fine

Metterò il peggio di me
Dentro a una crisalide
Per non farti più male
Se lo farai anche te

Penso qua sopra il muretto di casa
Come ho fatto a credere che alla mia età
Si possa andare avanti senza perdono?
Perché di sputarsi in faccia in Piazza Duomo non mi va
Dammi, dammi, dammi un
Motivo per non fare danni, danni, danni
Queste più che parole son drammi, drammi
Drammi, drammi, eh
Fanculo se spari me

Non sarò mai uno di quei rich kid
Mi vedi e lo capisci
Stare con me ti sembrerà
Come planare sui go-kart

Metterò il peggio di me
Dentro a una crisalide
Per non farti più male
Se lo farai anche te

The following two tabs change content below.

Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

Commenta qui...

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.