Disponibile dallo scorso 16 gennaio il nuovo singolo del vincitore della passata edizione di Sanremo

A circa dodici mesi di distanza dal grande successo internazionale riscosso con Soldi, dopo la proposta corale di Calipso e quella più personale di Barrio, Alessandro Mahmood torna in rotazione radiofonica con un nuovo  intimo brano, intitolato “Rapide”, che anticipa l’uscita del suo secondo progetto discografico, previsto per i prossimi mesi. Il pezzo, disponibile su tutte le piattaforme digitali dallo scorso 16 gennaio, mette completamente in luce l’originale timbro vocale dell’artista, sottolineandone la propria cifra stilistica con l’ausilio di sonorità urban ed essenziali. Contaminazioni meno evidenti, ma comunque presenti, per uno dei rappresentanti più illuminati e sperimentali del nuovo scenario musicale italiano.

In tal senso, Mahmood si sposta dalla sua zona di comfort proponendo un brano meno radio-friendly, una bella ballatona che in qualche modo strizza l’occhio a “Il Nilo nel Naviglio”, una delle tracce più belle contenute all’interno del suo disco d’esordio Gioventù bruciata, incomprensibilmente relegato al ruolo di b-side, quando avrebbe meritato maggiore visibilità come singolo. Vabbè, la discografia è lastricata di scelte indecifrabili, ma con “Rapide” assistiamo ad una sorta di pareggio di conti, perché in qualche modo si avvicina a quel mondo, dimostrando versatilità e la capacità di mantenere il proprio marchio di fabbrica anche in territori sonori diversi. Una canzone che difficilmente avrebbe reso allo stesso modo cantata da un altro artista, questo fa dal giovane Alessandro una bella promessa mantenuta.

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Rapide | Video

Rapide | Testo

Puoi stare ore
a chiedermi di non andare fuori dal Love
o forse era un altro locale
sono un po’ strano
ti amo solo quando veniamo
quindi perché
mi sputtani in giro?
Dimmi, c***o ne sai di me?
Ora vado a divertirmi
è una cosa comune
dormire con altre persone

Forse non ci sarò
il venerdì a Loreto
se chiami non risponderò
mi ami? Dimmi di no
Tradire fa ridere
ti prego, non dire “no”
ora che non ho niente mi difenderò
dalla fiducia che non avevo e non ho

Dimmi, cosa c’è?
le vedo scendere
sono rapide
chiuse nell’iride
che scalerò
scalerò, scalerai, scalerò
come, non lo so
dimmi te perché
mi hai fatto scendere
da una Mercedes
prenderò un treno per… che ne so?
Questa notte mi perdonerò
nelle tue rapide non cadrò

Cosa farai
se alle spalle lascerai Milano?
Chi prenderà
la stanza bianca al primo piano
non ci pensare
il ricordo è peggio dell’Ade
ripenso a quei pomeriggi al lago
fumando e cantando piano
mi chiedo se ritornerai
nonostante i miei mille guai
mi chiedo se ritornerai, ah
con il solito paio di Nike

Dimmi, cosa c’è?
Le vedo scendere
sono rapide
chiuse nell’iride
che scalerò
scalerò, scalerai, scalerò
come, non lo so
dimmi te perché
mi hai fatto scendere
da una Mercedes
prenderò un treno per… che ne so?
Questa notte mi perdonerò
nelle tue rapide non cadrò

Se ti chiedo di venire al mio compleanno, mi dici che
sul mio ultimo messaggio c’hai messo sopra una lapide
quanti viaggi che ci mancavano, biglietti comprati all’ultimo
lasciati sopra quel tavolo
ora credimi se non ho più la paura di dirti
che ho la macchina parcheggiata sotto casa non so di chi
non era niente, lo giuro
ma come si può chiamare “futuro”?

Dimmi, cosa c’è?
le vedo scendere
sono rapide
chiuse nell’iride
che scalerò
scalerò, scalerai, scalerò
come, non lo so
dimmi te perché
mi hai fatto scendere
da una Mercedes
prenderò un treno per… che ne so?
Questa notte mi perdonerò
nelle tue rapide non cadrò
nelle tue rapide non cadrò

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Di Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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