Irama

Intervista al cantautore in gara al Festival di Sanremo 2021 con ‘La genesi del tuo colore’

E’ stato, in qualche modo, il grande protagonista di questo Festival di Sanremo 2021 ma, alla viglia della finalissima, Irama è anche uno degli artisti più quotati per un ottimo piazzamento in classifica con ‘La genesi del tuo colore’. Lo abbiamo contattato per farci raccontare come sta vivendo questa sua “strana” avventura sanremese, la sua canzone ed i sogni che ancora tiene nel cassetto per questo suo nuovo progetto musicale.

Ciao Filippo, bentrovato. Senza girarci troppo intorno, quello che stiamo vivendo da un anno a questa parte è una situazione assurda, ciò che ti è capitato è figlio di tutto questo. Quali stati d’animo stai provando da casa?

«Stati d’animo contrastanti, è una continua altalena per quanto riguarda gli umori, le emozioni e le sensazioni. Tutto continua a variare molto velocemente diciamo».

Prima del Festival avevi definito questo brano un inno alla vita, alla sua imprevedibilità. In una situazione atipica come questa, l’affetto e il sostegno delle persone rappresentano la scintilla in grado di far scoppiare il tuo di colore? 

«Assolutamente sì, l’imprevedibilità è un fattore predominante della canzone, ma non solo, purtroppo anche di questa situazione. Oggi ne sono completamente in balia, mi sto facendo governare dall’inaspettato, affinché possa scoppiare il colore e lasciar parlare la musica al mio posto. E’ incredibile come questa canzone assuma un senso ancora più forte, ancora più attuale».

A proposito del sostegno unanime da parte dei tuoi colleghi e delle altre etichette, immagino siano cose che fanno sempre piacere, nemmeno poi così scontate, no?

«Sai, alla fine mi sono trovato in una situazione strana perchè non c’entravo niente, sono stato escluso per causa di forza maggiore, per una questione che non dipendeva da me. In più sto benissimo, se avessi la possibilità salire su quel palco senza problemi. Sono riconoscente dell’amore che ho ricevuto e che continuerò a restituire. Però, oggi si sottolinea una cosa buona come se fosse un’azione non scontata. Secondo me, in generale, dovremo ambire tutti alla bontà. Sono contento di essere stato riaccolto con affetto dagli altri ragazzi, da Amadeus e dalla Rai. Mi hanno teso tutti la mano e questa cosa mi riempie il cuore, ma non ne sono sorpreso, perchè confido sempre nella generosità delle persone».

Al di là della possibilità di vincere, ti auguro di avere la possibilità di rappresentare l’Italia all’Eurovision, per due ragioni: la tua canzone è la più internazionale e, poi, sarebbe un bel riscatto per portare in scena la tua performance dal vivo. E’ un palco che ti piacerebbe calcare?

«Ti ringrazio per le belle parole. Sarebbe un sogno incredibile, come dici tu, un’occasione per portare la mia performance dal vivo e spaccare ancora di più! E’ un palco che mi affascina parecchio, sul quale penso sia importante esprimere il proprio potenziale culturale, ovvero mostrare le fondamenta che ci identificano agli occhi dell’Europa e non slo. Siamo la culla della civiltà e questo va sottolineato, anche utilizzando in caso altre lingue. Distruggere la tua cultura è un male, poterla raccontare a tutto il mondo è un bene».

Per concludere, hai dichiarato di sentirti orgoglioso de “La genesi del tuo colore” perchè mescola l’energia di un pezzo uptempo con la profondità del messaggio contenuto nel testo. Pensi sia stata recepita in egual misura questa duplice funzione?

«Sembrerebbe di sì, ma non saprei dirti ancora. Le canzoni devono vivere, bisogna abusare di loro, ascoltarle talmente tante volte da non volerle più sentire per poi innamorarsene perdutamente. Io almeno la vivo così la musica, tempo al tempo».

Irama

© foto di Nicolò Parsenzani

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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