Venerus

Recensione dell’album di debutto del cantante

Magica musica” sembra essere un disco a cui Venerus tiene particolarmente, come lui stesso ha raccontato (qui il link all’articolo completo). Un disco che racconta “chi sono e cosa voglio essere, un incantesimo che attraversa il tempo, il comune denominatore che accomuna la musica che ho amato da quando ho coscienza fino al presente. È ritrovare il silenzio, e lo spazio tra le parole… È stata a lungo la mia risposta alla noiosa domanda ‘che genere fai’?”.

Ogni pensiero vola |

Questo è il singolo ed anche il brano d’apertura. Il loop iniziale lancia subito la melodia della strofa. Il flow è R&Bma lascia posto alla chitarra libera che svuota il ritornello di artefici musicali che mettono in risalto il significato del brano e la voglia di Venerus di comunicare quel momento in cui si vuole andare oltre le cose per elevarsi. La melodia di Ogni pensiero vola è limpida, tutto va verso una direzione chiara e diretta seppure si avverta un’atmosfera sognante.

La copertina colorata dell’album e quasi onirica nel contenuto viene ben introdotta da questo brano che va ascoltato in silenzio e senza distrazioni perché è il dettaglio musicale la bellezza estetica quanto lo scorrere del testo che va compreso senza fretta affinché lo si possa apprezzare.

Parliamo dei brani |

E di notte mi sento migliore” è il modo più immediato per entrare nel mood in cui Venerus ci accompagna. In “Brazil” i colori variegati di cui abbiamo parlato prima si illuminano d’ immenso, raccontandoci che la musica è uno, nessuno, centomila e che le sue possibilità sono immense. Come quando si resta in silenzio con la propria ispirazione e si vivono momenti diversi ma frutto tutti della stessa emozione. Anche qui il flow del brano iniziale si mescola al sax che richiama subito al jazz, tra dinamiche contrastanti e parole ricche di espressività. Difficile scindere la musica dal testo, impossibile parlare di una o di un’altra cosa: è l’insieme che genera l’emozione, come dovrebbe sempre essere.

In “Fuori, fuori, fuori“, si avverte la nebbia di una notte al mare, fermi a guardare l’orizzonte. Il flauto si mescola al ritmo e colora tutto di blu. E’ la sera l’atmosfera del brano che lentamente accende “le luci del mondo” e ricompone i pezzi smarriti tramite la voce, espressione di un’emozione che sale dal profondo. Ogni brano è una conseguenza di altro e alza l’asticella verso una creatività nuova. E’ il caso di “Una certa solitudine“, in cui il ritmo diventa quasi una new bossanova, grazie alla sezione ritmica che qui è la vera protagonista assieme alla voce e alla sezione dei fiati che richiama ancora delicatamente il jazz, tra suoni onomatopeici di difficile comprensione ma di chiaro intento emotivo.

L’organo hammond di “Solo dove vai tu” in combo con il chorus sulla voce di Venerus porta “Magica Musica” su un nuovo livello. Con onestà, elettronica e ambient che incalza e scalza ogni aspettativa il testo completa l’opera che qui ci fa pensare che qualcosa di sensazionale si sta facendo spazio nella musica italiana.

Ogni cosa è al suo posto |

Niente è lasciato al caso e niente è fuori posto. Le dinamiche sono l’emblema di un’altalena emotiva che, frutto di un lavoro di attenzione emotiva e tecnica, accompagna chi ascolta “Magica musica” in un viaggio complesso, come complessa è la velocità delle emozioni.

Lucy” è un brano di matrice soul: arriva un nuovo colore spennellato dalla voce di Venerus, minimal e delicato anche quando si canta di un disagio generazionale. “Eden” sembra nella tonalità e nell’atmosfera il prolungamento di “Solo dove vai tu“. Anche qui il sound è onomatopeico. Da una parte la sezione ritmica scandisce il battito irregolare del cuore, mentre gli elementi naturali diventano il cuore di frasi come “ero un po’ distratto ed ho perso me”.

E se si pensa a tratti di aver capito di che quadro si sta ascoltando, “Magica Musica” continua a stupire. E’ il caso di “Ck“. Arriva la contaminazione irlandese con l’utilizzo del banjo come base ritmica assieme a un flow da night anni ’70 dentro ad un linguaggio musicale e testuale leggero. Non manca il cambio di atmosfera, con una matita veloce su un foglio di carta che diventa l’elemento ritmico che disegna il nuovo momento emotivo. “Ora che tutto ha perso un senso guarda la vita che mi fa“.

Venerus - Magica Musica

Le collaborazioni |

Sono quelle con Frah Quintale in “Appartamento“, con Calibro35 in “Sei acqua“, Rkomi in “Namastè” e con Gemytaiz in “Buyo“. Sono tutte collaborazioni perfettamente riuscite, tutte equilibrate tra il mondo di Venerus e quello ogni ospite, che non toglie niente all’ascolto e all’identità di “Magica Musica“, anzi.

Una menzione speciale va per “Sei acqua“, che oltre ad un bellissimo feat. è il brano più complesso e articolato. Dalla Norvegia, passando per artisti come Jonsy ed Anthony Hegarthy approdando in Italia riesce a lasciare senza parole.

Troppa carne al fuoco? |

La domanda è lecita ma la risposta è no. Basta andare avanti nell’ascolto per capire che tutto è al proprio posto e che “Magica Musica“, come nella vita, rappresenta il lento fluire tra i colori e le emozioni differenti di Venerus. “Cosmic interlude” è il momento che attraverso la riflessione musicale riesce a riportare tutto al proprio ordine tramite l’arpa ed il suo benessere emotivo che cura la mente.

Lacrima: piccolo mare” è il ritorno al flow iniziale dopo la divagazione emotiva. E’ un insieme di sillogismi che portano al “farei tutto per amore, anche se non si vede“. L’ocatver sulla voce nello strumentale si mescola al sax. Se qualcuno se lo stesse chiedendo: si sta ascoltando Venerus e, per quanto strano possa sembrare, ascoltando il disco (rigorosamente in silenzio) non ci saranno dubbi.

Canzone per un amico” ha un ambient soul in tutto e per tutto, mentre “Luci” è il brano che chiude il cerchio ed è il momento in cui Venerus fa pace col mondo piangendo verso il sole. Dalla notte siamo arrivati pian piano al giorno, passando all’indietro per il tramonto e le ore calde d’estate, verso l’aurora e l’amore che racconta questo momento finale, in cui il solo di chitarra elettrica ci ricorda che da dire c’è sempre molto quando ci si guarda allo specchio e ci si rende conto che anche Arlecchino era colorato ma sempre uno. L’atmosfera cambia e tutti gli elementi della natura si riuniscono per celebrare questo finale che sfuma per essere quanto più delicato e riflessivo.

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Tracklist |

  1. Ogni pensiero vola
    [Venerus – Venerus, Mace]
  2. Brazil
    [Venerus – Venerus, Mace]
  3. Fuori, fuori, fuori…
    [Venerus – Venerus, Mace]
  4. Appartamento feat. Frah Quintale
    [Venerus, Frah Quintale – Venerus, Frah Quintale, Mace]
  5. Sei acqua feat. Calibro35
    [Venerus, E.Gabrielli, F.Rondanini, M.Martellotta, L.Cavina – Venerus, E.Gabrielli, F.Rondanini, M.Martellotta, L.Cavina, T.Colliva, Mace]
  6. Una certa solitudine
    [Venerus – Venerus, Mace]
  7. Solo dove vai tu
    [Venerus – Venerus, Mace, Seck Abdoulaye, Ermanno Bizzoni]
  8. Lucy
    [Venerus – Venerus, Mace]
  9. Eden
    [Venerus – Venerus, Francesco Barbaglia]
  10. Namastè feat. Rkomi
    [Venerus, Rkomi – Venerus, Mace]
  11. Ck
    [Venerus – Venerus, Mace]
  12. Cosmic interlude
    [Venerus]
  13. Lacrima=piccolo mare
    [Venerus – Venerus, Mace, Marco Spaggiari]
  14. Buyo feat. Gemitaiz
    [Venerus, Gemitaiz – Venerus, Mace]
  15. Canzone per un amico
    [Venerus – Venerus, Mace]
  16. Luci
    [Venerus – Venerus, Mace]
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Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

By Alberto Guarrasi

Sono stato educato alla musica classica come unica strada. Crescendo ho scoperto incroci, rotatorie e segnali stradali e ho deciso di scoprire tutte le alternative. Nella musica ho fatto un po’ di tutto: violinista classico, cantante e performer di teatro, cantautore, direttore artistico e insegnante di canto e cultura musicale, mi è servito a sviluppare un occhio critico nei confronti di ciò che ascolto in Radio e guardo in Tv. Sapevo già scrivere ma fare animazione mi ha insegnato a parlare senza troppi freni. È sempre meglio camminare a piedi, serve meglio ad osservare tutti i dettagli dei paesaggi che si incontrano.

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