“Come ci fotte l’amore”, la presa di coscienza de La Municipàl – RECENSIONE

Tempo di nuova musica per il duo pugliese, in uscita con il singolo intitolato “Come ci fotte l’amore”

Ah l’amore, fonte inesauribile di gioie e di dolori, sentimento incommensurabile per la vita di ognuno di noi. Tanto si è scritto, tanto si è detto e tanto si è cantato su questo argomento, sviscerato nella sua essenza e declinato nelle sue mille sfaccettature. Si intitola “Come ci fotte l’amore”, il nuovo singolo dei fratelli Carmine e Isabella Tundo, meglio conosciuti come La Municipàl (qui la nostra recente intervista), un brano che sintetizza il concetto universale del nobile sentimento per antonomasia, prendendo spunto da una storia sul viale del tramonto. Al centro della narrazione le dinamiche di coppia, quel momento in cui ti rendi conto di essere arrivato al punto di sentirti perso e svuotato dal peso di una relazione ormai logora.

Ci si rifugia negli altri, pur di scappare da noi stessi, rendendosi conto “di non aver mai vissuto e di non aver mai consumato”. Ci si interroga senza trovare una risposta, ma solo una reale constatazione: l’amore è un inganno, “prima ci cambia e poi ci uccide”. Allontanarsi, ricercarsi e mancarsi, verbi riflessivi che si alternano e che descrivono la confusione e le difficoltà di una situazione poco stabile.

Parole semplici cariche di verità, questo e molto altro ancora è Come ci fotte l’amore, una retrospettiva noir sulla parte oscura di un sentimento universale quanto inspiegabile, in grado di darti tutto e togliertelo con altrettanta facilità. La Municipàl sviscera con facilità un argomento così complesso e problematico, in maniera diretta e naturale, senza esclusione di colpi, giri di parole, voli pindarici. Insomma, una bella canzone senza se e senza ma.

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Come ci fotte l’amore | Video

Come ci fotte l’amore | Testo

Come si sta da te in città
qui maggio dorme ancora nei miei granai
come si sta a fare finta di
di non averti mai vissuto
di non averti mai consumato, ah

Come si fa a perdersi così
ci siamo ridotti a cercarci negli altri
nei corpi, nei gesti, nei volti degli altri
forse è così, quel mondo non c’è più
non riusciamo neanche a guardarci negli occhi
e non riusciamo neanche a raccogliere i pezzi

Ah, come ci fotte l’amore
ah, prima ci cambia e poi ci uccide
ah, come ci fotte l’amore
ah, prima ci cambia e poi ci uccide
e poi ci uccide

E poi ti cerco e tu non torni
e trovo pace negli altri occhi
e poi ti cerco, come mi manchi
e trovo pace nei tuoi silenzi

E poi ti cerco ma tu non torni
troviamo pace nei nostri cerchi
nei nostri cerchi, nei nostri cerchi
nei nostri cerchi, nei nostri cerchi
nei nostri cerchi

Ah, come ci fotte l’amore
ah, prima ci cambia e poi ci uccide
ah, come ci fotte l’amore
ah, prima ci cambia e poi ci uccide
e poi ci uccide

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

Nico Donvito

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