Bianca Atzei

Recensione di “Playa nera“, nuovo singolo di Bianca Atzei in collaborazione con Get Far e Bombai

Per Bianca Atzei (a cui qui la nostra ultima intervista) è di fatto iniziata una seconda vita. L’album “Veronica – pubblicato lo scorso 29 aprile – rappresenta un nuovo punto di partenza che la vede scoprire nuovi lati di sè. E l’inedito “Playa nera“, con Get Far e Bombai, s’inserisce oggi con coerenza in questo percorso che, almeno all’inizio, si sta rivelando tutt’altro che semplice.

Manca, infatti, l’appoggio di Spotify (ormai unica possibilità per arrivare a certi numeri). Ma, soprattutto, la fine del rapporto con Baraonda – l’etichetta legata a RTL 102.5 – le ha causato, come già capitato prima ai Modà, una quasi totale cancellazione dall’airplay radiofonico. Era parte di un sistema per cui è stata oggetto di diverse critiche, oggi ne esce da vittima inconsapevole. Fortunata sì nel momento di massima esposizione, ma anche colpita da una batosta che danneggerebbe chiunque. Soprattutto se è da lì che nasci. Perché la radio è voce, non volto; crea prima le canzoni che il cantante. E, se non vengono più trasmesse, è difficile che il pubblico le vada a cercare sulle piattaforme. Significa così ricominciare (quasi) da zero.

Eppure, nonostante questo, oggi Bianca è un’artista ritrovata. Più spensierata, più sicura di sè, più consapevole. Libera di scegliere e di cambiare. Come appunto in questo caso.

Il commento su “Playa nera” |

Una canzone insolita per il percorso di Bianca, mai stato così danzereccio, spiccatamente estivo e catchy. Anche alcuni passaggi del testo come “la tua schiena suona come samba” dicono di una leggerezza percorsa raramente in carriera. Lo sguardo è al mondo spagnolo e i colori della voce della cantautrice sarda riescono a spiccare pur in un brano dove gli spazi non sono equamente divisi. Una duttilità che proviene dalla palestra fatta negli anni da lei che ha anticipato la tendenza di una discografia ricca di duetti. Allora le sue collaborazioni venivano viste con diffidenza, oggi sono invece all’ordine del giorno. Permettendo così agli artisti di trovare una propria riconoscibilità anche in generi lontani dal loro.

Playa nera” mostra quindi una Bianca in grado di essere al passo con il mainstream e con il gusto attuale. Ciò che la blocca è un mercato musicale sempre più schiavo del nome. Cantato da un’altra cantante, questo brano non avrebbe infatti problemi a conquistare l’alta rotazione dei network e le playlist di spicco dello streaming. Il digitale avrebbe dovuto allargare le opportunità, invece le ha addirittura diminuite. Non esiste uno sguardo oltre ciò che viene proposto e riproposto. Non c’è alcuna attenzione verso i meno in vista. Zero sorprese: i tormentoni non tutti possono farli.

In conclusione |

E forse anche solo l’aver cercato il tormentone farà storcere il naso a chi ama la Bianca che in estate lanciava brani come “La paura che ho di perderti” o “Risparmio un sogno”. Quella veste lì si può comunque sempre ritrovare nelle collaborazioni con Arisa, Kekko Silvestre, J-Ax e Virginio contenute in “Veronica”.

Oggi però diventa per lei importante fare qualche tentativo per iniziare a battere una strada dove vieni notato solo con il motivetto facile. Questo è un buon tentativo e il tempo ci dirà se le piattaforme streaming sono così aperte come vogliono far credere.

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Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.

By Nick Tara

Classe '92, ascoltatore atipico nel 2022 e boomer precoce per scelta: mi nutro di tradizione e non digerisco molte nuove tendenze, compro ancora i cd e non ho Spotify. Definito da Elettra Lamborghini "critico della sagra della salsiccia", il sogno della scrittura l'ho abbandonato per anni in un cassetto riaperto grazie a Kekko dei Modà, prima ascoltando un suo discorso, poi con la sincera stima che mi ha dimostrato.

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