Bianca Atzei

A tu per tu con l’artista milanese, al suo ritorno discografico con il suo secondo album in studio intitolato “Veronica

A un anno di distanza dalla nostra precedente chiacchierata, ritroviamo con piacere Bianca Atzei per parlare di Veronica”, il suo secondo album di inediti rilasciato lo scorso 29 aprile e prodotto da Diego Calvetti per Apollo Records. Un lavoro in cui confluisce il coraggio di voler cambiare pelle e la sua timbrica inconfondibile, il tutto impreziosito da un linguaggio nuovo e da sonorità ricercate, frutto della condivisione con diversi colleghi, da Arisa a JAx, passando per Cristiano Malgioglio, Briga, Virginio, Danti, Ciao sono Vale, Kekko Silvestre, i Legno, Seryo e Boss Doms, oltre alle collaborazioni con autori del calibro di Lapo Consortini, Valerio Carboni, Marco Rettani, Carlo FrigerioFabio Dalè, Walter Ferrari, Paolo Saraceni, Cino DJ, Simone Cremonini, Francesco Ceriani, Irene Venturi, Marco Ciappelli e Pio Stefanini. 

Ciao Bianca, bentrovata. Partiamo dal tuo nuovo album che prende il titolo dal tuo nome di battesimo e che arriva a sette anni di distanza dal tuo precedente disco d’esordio “Bianco e nero“. Chi è Veronica oggi rispetto a quella Bianca che si apprestava a debuttare nel mondo della musica nel 2015?

«Una persona più consapevole. Sicuramente Bianca e Veronica hanno fatto pace tra loro, prima si prendevano un po’ a cazzotti, adesso hanno trovato un giusto equilibrio e questo è già un buon punto di partenza. Ho in qualche modo preso consapevolezza del fatto che Veronica fosse quella più chiusa in se stessa e che non si accettava molto, mentre Bianca era felice di stare sul palco, davanti ai riflettori, sempre sorridente. Ad un certo punto ho realizzato che l’una non potrebbe esistere senza l’altra, poiché si danno forza a vicenda e, in fin dei conti, alla fine sono la stessa identica persona. Ho cercato di fare un lavoro su me stessa, perché avevo bisogno di sentirmi nuova e diversa. Questo disco è stato il fulcro di questo processo, attraverso le tracce ho cercato di tirare fuori il mio lato più umano e profondo».

Nella nostra precedente chiacchierata parlavamo di come fossero state importanti le collaborazioni nel tuo percorso, direi che anche in questo nuovo progetto la condivisione ha un ruolo fondamentale…

«Ho sempre avuto voglia di condividere parte della mia vita, proprio per non sentimi sola. Le collaborazioni hanno sempre fatto parte del mio percorso, mi reputo molto fortunata per aver potuto lavorare in passato con grandissimi artisti e adesso ancora di più. Ho voluto intraprendere questo viaggio con vecchi amici, ma anche insieme ad amici nuovi, come per esempio Arisa. Con Rosalba l’incontro è stato casuale, ci siamo siamo incontrate per caso e messe a chiacchierare per le vie di Milano, le ho spiegato dell’idea dell’album e lei immediatamente mi ha mostrato la sua voglia di salire a bordo di questo progetto. E’ stato un incontro magico, proprio come lo è la sua voce».

Bianca Atzei Veronica

A livello tematico, il filo conduttore dell’intero album è l’amore, declinato nelle sue molteplici sfumature. Più che per un discorso relativo alle tematiche, però, penso che l’elemento innovativo riguardi il linguaggio, sia musicale che testuale. Che tipo di ricerca c’è stata nell’individuare gli autori e i musicisti ideali per tirare fuori la tua vera anima?

«Una grandissima ricerca e sono molto orgogliosa e soddisfatta di questo lavoro. Collaborare con autori diversi mi ha permesso di ampliare le vedute anche mentalmente, perché sono andata oltre quello che ho sempre fatto. Negli ultimi anni ho iniziato ad ascoltare anche cose lontane da me, non a caso è nato così il pezzo con i Legno o con Ciao sono Vale. Tutto ciò mi ha permesso di cambiare direzione, percorrere nuovi sentire, passando dalla fascia indie al pop, fino ad arrivare a Cristiano Malgioglio, ad esempio con lui ho realizzato il pezzo più divertente del disco. E’ stato molto bello utilizzare questo linguaggio, mi ha permesso di sentirmi libera e spensierata».

In questo album anche l’ordine della scaletta vuole la sua parte, mi riferisco al fatto di aver inserito come prima traccia un pezzo d’impatto come “Chanel”, oppure nel mettere un altro brano importante come “Fotogrammi” a metà dell’ascolto o chiudere con una nuova versione di “Ora esisti solo tu“, uno dei tuoi brani più conosciuti… Ecco, sono state scelte pensate o hai seguito semplicemente l’istinto?

«Tendenzialmente mi reputo molto instintiva, anche se per quanto riguarda della tracklist nulla è stato lasciato al caso. Ho ragionato molto sull’ordine delle canzoni e “Chanel” non poteva che essere la traccia di apertura, perchè la considero quella che più mi identifica in questo momento storico. Poi ho voluto inserire un brano importante come “Le stelle”, quello con Arisa, in ottava posizione perché l’otto è il mio numero fortunato e in più richiama il simbolo dell’infinito, lo stesso che ho tatuato sul polso. Insomma, nulla è stato lasciato al caso».

Alla luce dell’entusiasmo che sento nelle tue parole e che leggo nei tuoi occhi, quali elementi e quali caratteristiche ti rendono soddisfatta di questo ritorno e orgogliosa di un album come “Veronica“?

«Il lavoro che c’è stato, lo studio, questa mia voglia di cambiamento, di andare avanti e non rimanere lì ferma perchè il pensiero mi distruggeva, avevo bisogno di rinascere. Questo lavoro che ho fatto su me stessa interiormente e insieme agli autori, al mio produttore, alla mia etichetta, a tutte le persone che mi hanno aiutata, è un qualcosa che mi mancava fortemente e che credo mi abbia fortificato. Spero possa essere veramente apprezzato questo lavoro che ho e che abbiamo fatto».

Per concludere, considerato che quest’anno festeggi dieci anni di carriera, da quel tuo singolo d’esordio “L’amore vero”, qual è il tuo personale bilancio del tuo percorso fino ad oggi?

«Intanto sto invecchiando (ride, ndr), non ho più vent’anni e non sono agli inizi! Però mi sento più grintosa e giovane ora, perché ho davvero voglia di spaccare il mondo. Uscire con un nuovo album e avere la possibilità di far ascoltare a tutti queste canzoni è la cosa più bella che possa esistere, quindi il bilancio è sicuramente in positivo. Mi rendo conto che oggi ho un’altra consapevolezza, vivo quell’età in cui mi sento libera di poter dedicare, scegliere, cambiare e, perchè no, anche sbagliare. Posso fare quello che voglio, ma con l’obiettivo di cercare di arrivare alle persone che mi seguono, perchè per me è importante fare qualcosa per gli altri, mai nella vita riuscirei a fare musica solo per me stessa».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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