Modà - Buna fortuna - Parte Prima

A tu per tu con la popolare band milanese, fuori con il nuovo disco intitolato “Buona fortuna – Parte Prima”

A due anni di distanza dalla nostra precedente intervista, ritroviamo con piacere i Modà per parlare di “Buona fortuna – Parte Prima”, il loro nuovo progetto discografico (prodotto da Friends & Partners/licenza esclusiva Believe Artist Services) disponibile negli store tradizionali e digitali a partire da venerdì 12 novembre. Un EP a tutti gli effetti, considerate le sei tracce in scaletta, ma che lascia presagire dal titolo ad un discorso più ampio e ad una futura seconda parte. In occasione di questa interessante uscita, abbiamo incontrato la band milanese al gran completo, composta dal frontman Kekko Silvestre, dai chitarristi Diego Arrigoni ed Enrico Zapparoli, dal bassista Stefano Forcella e dal batterista Claudio Dirani.

Ciao ragazzi, bentrovati. Partiamo da “Buona fortuna – Parte Prima”, un disco che possiamo considerare un po’ come un vostro  nuovo inizio? 

«Sicuramente sì, in primis in termini di ripartenza. Sono stati due anni difficili per tutti, in tal senso “Buona fortuna” rappresenta sia un inno che un augurio, con l’auspicio di poter tornare alla normalità il prima possibile, perché è stata davvero dura per chiunque e da tutti i punti di vista».

In queste sei canzoni siete riusciti a racchiudere tutto il vostro mondo: c’è lo spirito pop-rock che vi contraddistingue sin dagli esordi, l’elettronica e la melodia, le canzoni d’amore e le tematiche sociali, ma non mancano elementi di novità. Come si è svolto il processo creativo di questo progetto?

«Il processo creativo è arrivato prima del Covid, durante il lockdown non ho scritto praticamente nulla (racconta Kekko, ndr), altrimenti avrei rischiato di intristire troppo la gente, avendo vissuto in prima persona un momento di forte tristezza. Quindi, ci siamo confrontati e abbiamo valutato insieme ciò che avevo creato in precedenza. Abbiamo deciso di metterci attorno ad un tavolino per capire cosa inserire e come realizzare al meglio questo progetto. Come hai sottolineato anche tu, ci sono degli elementi di novità all’interno di questo lavoro, avendo avuto tempo a disposizione abbiamo testato e sperimentato un po’ con l’elettronica, ma senza andare a togliere la parte suonata, ovvero l’elemento che ha sempre contraddistinto il nostro modo di fare i dischi. Il risultato ci ha soddisfatto parecchio, anche se la cosa più difficile è stata proprio quella di inserire in sole sei tracce tutti i contenuti che siamo soliti mettere in un disco di oltre dieci canzoni».

Modà - Buna fortuna - Parte Prima

“Comincia lo show” è il singolo che ha anticipato l’uscita dei questo lavoro, un brano che mette d’accordo un po’ tutte le vostre anime sonore di oggi e di ieri. Dal punto di vista testuale Kekko, quali riflessioni hanno ispirato questo pezzo?

«Sembrerà una cazzata ma, piacendomi tanto gli animali, mi è capitato di vedere su YouTube dei video di associazioni che si prendono cura di cani e gatti mutilati presi dalla strada. Si tratta di clip molto belle ed emozionali, che a me personalmente fanno anche piangere. Eppure mi è capitato di vedere tanti “non mi piace” e vari commenti negativi, questa cosa mi ha fatto maturare l’idea di scrivere qualcosa a riguardo. Sappiamo che non si può piacere a tutti, ma quella la reputo una cattiveria. Il fatto che qualcuno possa mettere un “non mi piace” ad una nostra canzone ci può stare, anche se mia mamma ci rimane male quando legge certi commenti gratuiti nei miei o nei nostri confronti, come penso possa capitare a qualsiasi genitore. “Comincia lo show” parla proprio di questo bullismo mediatico  rappresentato dal web, dove chiunque si sente in dovere di dire la propria opinione essendo laureto in tuttologia. In sostanza si tratta di una discarica a cielo aperto, dove i cecchini sono sempre in agguato e non vedono l’ora di poter sfogare la propria frustrazione su chiunque tenti di fare qualcosa nella vita».

“Scusa se non lo ricordo più” è il brano, secondo me, più intenso e toccante del disco. Qui viene fuori tutto il tuo talento Kekko nel raccontare storie che non ti riguardano in prima persona, con grande cura e delicatezza. Com’è stato affrontare un tema importante come quello dell’Alzheimer? 

«Ti ringrazio molto, mi fa piacere perchè è un argomento che reputo molto importante, avendo diversi amici con genitori affetti da questo morbo. Sai, quando ti parlano di malattie di questo tipo non riesci a capire bene di cosa si tratti se non le vivi da vicino, quindi spero di averlo fatto al meglio e di non aver offeso nessuno. Mi sono documentato sull’argomento e ho raccontato una storia, ispirata da un’intervista di Lino Banfi in cui raccontava del rapporto con sua moglie affetta da Alzheimer. Raccontava di come, all’inizio della malattia, si alternano momenti di lucidità a momenti di consapevolezza. Alla domanda di lei: “cosa succederà quando non mi ricorderò più niente”, mi ha molto colpito la risposta di lui: “vorrà dire che ci presenteremo di nuovo”. Se ci pensi è una delle frasi più romantiche che un uomo può dire ad una donna. Così è nata questa canzone».

Per concludere ragazzi, quali elementi e quali caratteristiche vi rendono orgogliosi di “Buona fortuna – Parte Prima”?

«Sicuramente il fatto di essere rimasti coerenti con quello che abbiamo sempre fatto e sostenuto, pur andando a sperimentare qualcosina in più. La coerenza e la perseveranza alla fine ripagano sempre, i cavalli buoni si vedono nella lunga distanza e la riconoscibilità è tutto. Con la semplicità che ci contraddistingue da anni, per noi è motivo di vanto quello di essere riusciti a trovare un nostro marchio di fabbrica. Oggi, proprio come vent’anni fa, siamo qui a presentare un nuovo progetto in cui crediamo tantissimo e tutti insieme. In questo lavoro possono capitare periodi negativi, le batoste sono sempre dietro l’angolo, la capacità di andare avanti ci porta a rialzarci e restare sempre uniti, nella gioia e nel dolore (ridono, ndr)».

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Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

By Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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